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	<title>RockGarage</title>
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	<description>Il Garage più completo ed interattivo sul mondo del Rock e dell&#039;Heavy Metal</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 May 2013 08:00:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Appino &#8211; Il Testamento</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amleto Gramegna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Folk]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove uscite]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Appino, cuore e anima degli Zen Circus, si prende una pausa dal suo gruppo madre con questo primo lavoro da solista. Il disco, come afferma lo stesso autore in una nota, “È la totale liberazione dei miei dolori più profondi, la vera e difficile storia della mia famiglia usata come veicolo per una terapia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Appino-Il-Testamento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19882" title="Appino - Il Testamento" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Appino-Il-Testamento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Andrea Appino, cuore e anima degli Zen Circus, si prende una pausa dal suo gruppo madre con questo primo lavoro da solista. Il disco, come afferma lo stesso autore in una nota, “<em>È la totale liberazione dei miei dolori più profondi, la vera e difficile storia della mia famiglia usata come veicolo per una terapia di gruppo, necessaria e a tratti violenta</em>”. Dunque brani che parlano di storie personali, di vite vissute. Appino si fa aiutare da molti amici. Favero e Valente, sezione ritmica de Il Teatro Degli Orrori, D&#8217;Erasmo, violinista degli Afterhours, Marina Rei e Tommaso Novi dei Gatti Mézzi. Tutti uniti nel mettere su nastro le quattordici tracce rappresentanti quattordici episodi psicoanalitici. La forma-canzone si concentra in quadri oscuri e densi, dove un certo cantautorato, più figlio della rivoluzione dei &#8217;70 che non dell&#8217;edonismo &#8217;80 o del nichilismo &#8217;90, si mescola all&#8217;impatto frontale di un rock che dona lucidità e profondità alle parole, così cariche di forza esplosiva. La splendida <em>Il Testamento</em> ne è un lampante esempio: dedicata al genio Mario Monicelli parte come placida ballad per poi scoppiare nel punto cruciale della <em>scelta</em>. Un delicato arpeggio di chitarra classica apre <em>Che Il Lupo Cattivo Vegli Su Di Te </em>ma è un fuoco di paglia: il brano si trasforma in una epica ballata hard rock. Il testo? Una ninna nanna al contrario dove un lupo cattivo, arcaico simbolo del male, veglia sui bambini mentre la parte buona, in questo caso la città <em>civile, </em>è il vero mostro. Intelligente l&#8217;uso dei synth che colorano con punte neo-prog il basso dark del “ragno” Favero.</p>
<p>L&#8217;indie proprio della band madre, fa capolino in alcuni brani (<em>Fuoco!</em>, <em>Passaporto</em>) mentre l&#8217;hardcore punk sfocia in tutta la sua potenza in <em>Specchio Dell&#8217;anima. </em>Il bello di questo lavoro è che tutti i palati sono accontentati. Gli appassionati di folk saranno felici di ascoltare <em>La Festa Della Liberazione </em>(che vive di citazioni di Dylan, il suo andamento è molto simile, se non addirittura plagio o omaggio a <em>Desolation Row) </em>con il suo testo neorealistico. Così come gli ascoltatori più attenti al versante rock troveranno pane per le loro orecchie. Grazie ad un piccolo aiuto da parte degli amici (Beatles docet) Appino sforna un bellissimo lavoro pieno di carisma, violenza sonora e dolcezza disarmante. <strong>Il Testamento</strong> non può e non deve rimanere un episodio isolato, qui siamo soltanto all’inizio.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Autore</strong>: Appino</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Titolo Album</strong>: Il Testamento</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Anno</strong>: 2013</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Casa Discografica</strong>: La Tempesta Dischi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Genere musicale</strong>: Folk, Elettronica, Indie Rock</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Voto</strong>: 8</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Tipo</strong>: CD</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Sito web</strong>: <a href="https://www.facebook.com/andreaappino">https://www.facebook.com/andreaappino</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Membri band</strong>:</p>
<p>Andrea Appino – voce, chitarre</p>
<p>Giulio “Ragno” Favero – basso</p>
<p>Franz Valente – batteria</p>
<p>Enzo Moretto – chitarre</p>
<p>&nbsp;</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Tracklist</strong>:</p>
<ol start="1">
<li>Il Testamento</li>
<li>Che Il Lupo Cattivo Vegli Su Di Te</li>
<li>Passaporto</li>
<li>Specchio Dell&#8217;anima</li>
<li>Fuoco!</li>
<li>La Festa Della Liberazione</li>
<li>Questione D&#8217;orario</li>
<li>Fiume Padre</li>
<li>Solo Gli Stronzi Muoiono</li>
<li>I Giorni Della Merla</li>
<li>Tre Ponti</li>
<li>Godi (Adesso Che Puoi)</li>
<li>Schizofrenia</li>
<li>1983</li>
</ol>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Radiohead &#8211; Pablo Honey</title>
		<link>http://www.rockgarage.it/?p=19872</link>
		<comments>http://www.rockgarage.it/?p=19872#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 14:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Capraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Album del passato]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Radiohead]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate quattro bravi ragazzi dell’Oxfordshire, nel pieno degli anni ’90 con la “Nirvanamania” che dilaga ovunque, che si incontrano per mettere su un gruppo, cominciando a suonare in un garage o in uno scantinato. Io me la sono immaginata così. Ho immaginato che Pablo Honey sia venuto alla luce così, o almeno le prime bozze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Radiohead-Pablo-Honey.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19873" title="Radiohead - Pablo Honey" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Radiohead-Pablo-Honey-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Immaginate quattro bravi ragazzi dell’Oxfordshire, nel pieno degli anni ’90 con la “Nirvanamania” che dilaga ovunque, che si incontrano per mettere su un gruppo, cominciando a suonare in un garage o in uno scantinato. Io me la sono immaginata così. Ho immaginato che <strong>Pablo Honey</strong> sia venuto alla luce così, o almeno le prime bozze. A venti anni di distanza, si fa fatica a riconoscere che dietro questo album ci siano i Radiohead, che hanno cambiato genere più volte durante la loro carriera, facendo poi abbondante uso di effetti elettronici. Per la critica e per i fan questo album, rapportandolo con i successivi, è considerato una “falsa partenza”, e di sicuro è così, ma semplicemente perché sono gli “altri Radiohead”, pieni di speranze e di prospettive,  che aprivano i concerti di Alanis Morissette e che erano appena usciti dal mondo underground con il magnifico singolo <em>Creep</em>. Certo è un album fuorviante se si pensa che questo gruppo passerà poi a lavori come <strong>Ok, Computer</strong> e <strong>Kid A</strong>, ma è fantastico pensare che questa band inglese sia stata anche questo. Possono fare qualsiasi cosa. È indubbio che il tutto è molto semplice e grezzo, che la voce di Yorke esprime di sicuro le sue potenzialità, ma non è ancora una delle voci più belle della storia del rock, che le influenze del “grunge” e del “brit pop” si sentano non poco e che non sia ancora la loro giusta strada, che poi centreranno in maniera sublime. Già dal successivo <strong>The Bends</strong>, il gruppo si allontanerà da queste sonorità. Ma mai rinnegare il passato: senza <strong>Pablo Honey</strong> non ci sarebbero stati i successivi album e, anche se completamente diverso, è stato un “collaudo” della macchina “sforna-magie” che poi diventeranno. È come rivedere una vecchia foto di un bel ventenne sbarbato, con qualche brufolo qui e là, la pelle liscia, che poi diverrà un uomo maturo, aitante e di successo. Le sonorità sono sporche ma melodiche, sognanti e sentimentali. I pezzi hanno la caratteristica di passare da atmosfere ora tranquille ora rumoristiche, con qualche spunto brillante. L’album esce nel 1993 per la Parlophone ed è l’esordio per la band inglese.</p>
<p>La già citata <em>Creep</em> non poteva che essere uno dei singoli: è un fulmine a ciel sereno che si abbatte sul mondo della musica come per dire “ci siamo anche noi” e la voce di Yorke è da brividi. Ma è nell’alternanza tra pulito e distorto, sorta di “stop and go” delle chitarre, il vero punto di forza del brano. L’album si apre però con <em>You</em>, uno dei pochissimi pezzi di questo CD che i Radiohead tutt’oggi  riproducono live. Il riff è assolutamente semplice quanto geniale, carico di passione, ti isola da tutto, lasciando solo <em>“you, me and everything”</em>. Gli altri due singoli sono <em>Anyone Can Play Guitar</em> e <em>Stop Whispering</em>, che sono senza dubbio di pregevole fattura. Il primo è caratterizzato da un ritornello di stampo beatlesiano ma circondato da chitarre graffianti firmate anni ‘90, il secondo è una pura e dolce ballata che esplode man mano in una moltitudine di effetti, è un prato su cui correre per poi rotolarsi nell’innocenza dell’erba. La vena compositiva di Yorke, almeno nelle linee vocali, si fa già notare in pezzi come <em>Ripcord</em> e <em>Prove Yourself, </em>che ricordano molto i R.E.M., ma per i testi impegnati a cui ci ha abituati ci sarà tempo.</p>
<p>Anche per chi conoscesse poco i Radiohead,  potrebbe tranquillamente intuire che questo album è il loro primo lavoro da pezzi come <em>Lurgee </em>e <em>I Can’t</em>. Sono due brani di una tenerezza e innocenza disarmante, semplici, gioiosi, illibati, quasi ingenui, ma cantabilissimi. Troviamo addirittura degli spunti tendenti al punk alla Sex Pistols in <em>How Do You?</em>, dove il modo di cantare di Yorke ricorda molto quello di Johnny Rotten. Per niente incisivi, invece, sono <em>Vegetable </em>e <em>Think About You</em>. Quasi banali, sembrano essere stati inseriti in questo CD per forza, con poca convinzione. L’album si conclude con <em>Blow Out</em>, che sembra quasi preannunciare il cambiamento che la band avrà nei successivi lavori, perché è l’unico brano dove si riconoscono appieno i Radiohead e le loro sonorità, in particolare il suono inconfondibile delle chitarre nell’intro.</p>
<p><strong>Pablo Honey</strong> è un album da analizzare a parte perché è completamente diverso dai successivi, è come se fosse stato composto da un’altra band. Se paragonato ai lavori che verranno e che consacreranno nel paradiso della musica questa band inglese, allora questa uscita non è affatto all’altezza. Ma se preso a parte, singolarmente, allora è un buon lavoro, soprattutto considerando che è il primo; è un diamante grezzo in attesa di essere levigato, che si incastra, però, benissimo negli anni ’90.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Autore</strong>: Radiohead</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Titolo Album</strong>: Pablo Honey</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Anno</strong>: 1993</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Casa Discografica</strong>: Parlophone</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Genere musicale</strong>: Alternative Rock</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Voto</strong>: 6,5</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Tipo</strong>: CD</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Sito web</strong>: <a href="http://www.radiohead.com">http://www.radiohead.com</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Membri band</strong>:</p>
<p>Thom Yorke – voce, chitarra, pianoforte</p>
<p>Jonny Greenwood – chitarra, tastiere</p>
<p>Ed O’Brien – chitarra, voce</p>
<p>Colin Greenwood – basso, tastiere</p>
<p>Phil Selway – batteria, percussioni, voce</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Tracklist</strong>:</p>
<ol start="1">
<li>You</li>
<li>Creep</li>
<li>How Do You?</li>
<li>Stop Whispering</li>
<li>Thinking About You</li>
<li>Anyone Can Play Guitar</li>
<li>Ripcord</li>
<li>Vegetable</li>
<li>Prove Yourself</li>
<li>I Can&#8217;t</li>
<li>Lurgee</li>
<li>Blow Out</li>
</ol>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Il ritorno dei The Dillinger Escape Plan e degli Escape The Fate</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 12:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Montebianco</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Grandi ritorni nella scena musicale. Questa settimana sono stati pubblicati i nuovi album dei The Dillinger Escape Plan e degli Escape The Fate. I The Dillinger Escape Plan ritornano con l&#8217;album One Of Us Is The Killer (copertina a lato) registrato nel sud della California con il produttore Steve Evetts (Glassjaw, The Cure, Suicide Silence), e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/The-Dillinger-Escape-Plan-One-Of-Us-Is-The-Killer.jpg"><img src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/The-Dillinger-Escape-Plan-One-Of-Us-Is-The-Killer-150x150.jpg" alt="" title="The Dillinger Escape Plan - One Of Us Is The Killer" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-19878" /></a>Grandi ritorni nella scena musicale. Questa settimana sono stati pubblicati i nuovi album dei The Dillinger Escape Plan e degli Escape The Fate. I The Dillinger Escape Plan ritornano con l&#8217;album <strong>One Of Us Is The Killer</strong> (copertina a lato) registrato nel sud della California con il produttore Steve Evetts (Glassjaw, The Cure, Suicide Silence), e di cui potete vedere il primo video estratto del brano <em>When I Lost My Bet</em> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UeBFEanVsp4" target="_blank">al seguente link</a>. La band mathcore, inoltre, si esibirà al Rock Planet di Pinarella di Cervia (RA) il 22 giugno. Gli Escape The Fate fanno il loro ritorno con <strong>Ungrateful</strong>, un disco ricco di soluzioni melodiche che vanno dal rock’n’roll al punk e all&#8217;hardcore e di cui potete vedere il primo video estratto del brano <em>You&#8217;re Insane</em> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KAgHj2y_TDk" target="_blank">cliccando qui</a>. La band farà da spalla ai Papa Roach durante i live del 19 giugno al New Age Club di Roncade (TV), e il 20 giugno ai Magazzini Generali di Milano.</p>
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		<title>Queensrÿche &#8211; Frequency Unknown</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Zinno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Queensrÿche]]></category>

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		<description><![CDATA[E così avvenne la diaspora. Era nell’aria, parliamoci chiaro. Dagli ultimi lavori in studio dei Queensrÿche era lampante che Geoff Tate lavorara su registri completamente diversi rispetto alla band. L’ultimo Dedicated To Chaos (recensito da noi a questo link) ma ancora di più il precedente American Soldier (concept album dedicato ai militari statunitenti ed alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Queensrÿche-Frequency-Unknown.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19862" title="Queensrÿche - Frequency Unknown" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Queensrÿche-Frequency-Unknown-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E così avvenne la diaspora. Era nell’aria, parliamoci chiaro. Dagli ultimi lavori in studio dei Queensrÿche era lampante che Geoff Tate lavorara su registri completamente diversi rispetto alla band. L’ultimo <strong>Dedicated To Chaos</strong> (recensito da noi <a href="http://www.rockgarage.it/?p=198" target="_blank">a questo link</a>) ma ancora di più il precedente <strong>American Soldier</strong> (concept album dedicato ai militari statunitenti ed alla guerra infinita, recensito da noi <a href="http://www.rockgarage.it/?p=10534" target="_blank">a questa pagina</a>) puntavano i riflettori su un lavoro vocalcentrico, in cui i riff da sempre marchio di fabbrica della band di Seattle (una delle poche del luogo a non essere cannibalizzata dal fenomeno grunge) lasciavano spazio a melodie sinuose tutte al servizio della voce di Tate. Di certo Geoff ha delle doti interpretative straordinarie ma probabilmente i restanti membri del gruppo mancavano anche di ispirazione e dopo varie vicissitudini lo stesso leader ha deciso di mollarli. Inaspettatamente ciascuna delle due formazioni ha voluto mantenere il moniker Queensrÿche, facendo sorgere così i Queensrÿche di Todd La Torre (ex cantante dei Crimson Glory scelto dalla formazione dei Queensrÿche come vocalist) e i Queensrÿche di Geoff Tate. Questi ultimi hanno dato da pochissimo alle stampe il nuovo lavoro dal titolo <strong>Frequency Unknown</strong> mentre Todd e la storica combriccola daranno alla luce un album omonimo (titolo inevitabile: <strong>Queensrÿche</strong>) tra qualche mese.</p>
<p>Come suona <strong>Frequency Unknown</strong>? Una via di mezzo tra le ultime produzioni ed un piccolo sforzo di Geoff Tate nel creare qualcosa di più originale. L’opener <em>Cold</em> ad esempio ci trascina ai tempi di<strong> Operation Maindcrime Pt. II</strong>, con una ricetta musicale molto semplice e una voce super prodotta. Nella successiva <em>Dare</em> le divagazioni che richiamano certe sfumature pseudo elettroniche si fanno più forti ma sarebbe da miopi dire che la band ha voluto tradire le radici heavy metal, si tratta di un’evoluzione naturale nella mente di Geoff ma soprattutto in quella del suo braccio destro Kelly Gray (da ricordare che Gray negli ultimi album ha assunto vari ruoli fondamentali, da chitarrista a produttore). Qualche divagazione heavy sorge in <em>Give It To You</em> dove se Geoff punta al romanticismo, le chitarre riescono a dire la loro e caratterizzare la traccia in un crescendo che solo in <em>Slave</em> si trasforma in headbanging puro: uno dei pezzi più convincenti dell’intero lavoro propone un ottimo connubio tra una voce importante, dei cori azzeccati e un refrain che arriva dritto come il pugno rappresentato dall’artwork.</p>
<p>Insieme a questa traccia va apprezzata <em>Life Without You</em> che presenta un riffing con uno stile molto personale nella strofa capace di riportarci alle prime ricette stoppate proposte nel passato; è un peccato che durante il ritornello il sound si perda invece di dare il colpo di grazia. Medesimo copione in <em>Running Backwards</em> in cui, dopo l’inizio sincopato, si cade in un tonfo a tratti alternative nel ritornello senza una destinazione precisa. Più crepuscolare <em>In The Hands Of God</em> ricorda qualcosa di <strong>Promise Land</strong> se non fosse per i tempi piuttosto veloci; la stessa attenzione agli arrangiamenti, anche se convince di più <em>Everything</em>, un brano per tutti i palati e che cela una certa maestria in fase di composizione. Si vive comunque nell’attesa di un colpo d’ascia che turbi le nostre emozioni (ricordate <em>The Needle Lies</em> o <em>Speak</em>??) ma anche <em>Fallen</em> e la mezza ballad <em>The Weight Of The World</em> non riescono a dissetarci in tal senso.</p>
<p>Nella parte finale quattro classici del passato della band ovvero <em>I Don’t Believe In Love</em>, <em>Empire</em>, <em>Jet City Woman</em>, <em>Silent Lucidity</em>, risuonati per l’occasione dai nuovi musicisti che accompagnano Geoff Tate in questo viaggio. L’esecuzione è fedele all’originale e non è molto chiara la scelta di reinserire queste tracce all’interno di questo album (per ricordare chi sono?! Ma ce n’era bisogno?!). La partecipazione in termini di artisti è enorme. Tate ha davvero coinvolto una schiera vastissima di musicisti, alcuni che portano semplicemente il contributo tramite qualche assolo, qualche altro in pianta stabile in varie tracce. Sarà per controbattere i nomi ingombranti dell’altra formazione dei Queensrÿche? Questo non possiamo saperlo ma una cosa è certa: la sfida è lanciata!</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Autore</strong>: Queensrÿche</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Titolo Album</strong>: Frequency Unknown</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Anno</strong>: 2013</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Casa Discografica</strong>: Deadline Music</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Genere musicale</strong>: Heavy Metal, Rock</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Voto</strong>: 6,5</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Tipo</strong>: CD</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Sito web</strong>: <a href="http://www.queensryche.com">http://www.queensryche.com</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Membri band</strong>:</p>
<p>Geoff Tate – voce</p>
<p>Brad Gillis – chitarra</p>
<p>Rudy Sarzo – basso</p>
<p>Craig Locicero – chitarra</p>
<p>Kelly Gray – chitarra</p>
<p>Dave Meniketti – chitarra</p>
<p>Jason Slater – basso, tastiere</p>
<p>Robert Sarzo – chiatatta</p>
<p>Simon Wright – batteria</p>
<p>Randy Gane – tastiere</p>
<p>Chris Poland – chitarra</p>
<p>Ty Tabor   – chitarra</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Tracklist</strong>:</p>
<ol start="1">
<li>Cold</li>
<li>Dare</li>
<li>Give It Ot You</li>
<li>Slave</li>
<li>In The Hands Of God</li>
<li>Running Backwards</li>
<li>Life Without You</li>
<li>Everything</li>
<li>Fallen</li>
<li>The Weight Of The World</li>
<li>I Don’t Believe In Love (bonus track)</li>
<li>Empire (bonus track)</li>
<li>Jet City Woman (bonus track)</li>
<li>Silent Lucidity (bonus track)</li>
</ol>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Scorpions &#8211; Comeblack</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Amitrano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scorpions]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capolinea è davvero giunto: a meno di clamorosi ripensamenti, cala il sipario sulla carriera musicale degli aracnidi tedeschi. Quaranta e passa anni di onorato servizio che si è cercato di esplicare attraverso le loro “prodezze”, gli eccessi e le pagine storiche da essi scritte. Tanto per non smentirsi, nemmeno al passo d’addio, il combo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Scorpions-Comeblack.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19858" title="Scorpions - Comeblack" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Scorpions-Comeblack-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il capolinea è davvero giunto: a meno di clamorosi ripensamenti, cala il sipario sulla carriera musicale degli aracnidi tedeschi. Quaranta e passa anni di onorato servizio che si è cercato di esplicare attraverso le loro “prodezze”, gli eccessi e le pagine storiche da essi scritte. Tanto per non smentirsi, nemmeno al passo d’addio, il combo teutone decide di accomiatarsi dall’uditorio attraverso un’azzeccato mix di vecchi brani reinterpretati in forma più attuale e di cover leggendarie rifatte alla loro maniera. Probabilmente inutile dal punto di vista commerciale, l’album tuttavia si fa ricordare per il modo particolarissimo con cui la band ripropone i vecchi cavalli di battaglia, aggiornandoli all’oggi. Ecco allora, tutti insieme appassionatamente, classici senza tempo come <em>Blackout, The Zoo, Wind Of Change, Still Loving You</em> (addirittura in due versioni), sfilare con la freschezza di sempre e la perizia tecnico-compositiva ormai raggiunta nella loro ascesa all’Olimpo. Seguiti poi da altrettante cover riarrangiate alla loro maniera: ed ecco convivere allegramente versioni aggiornate di Kinks, Beatles, Yardbirds e T.Rex, che da un lato depongono ancora una volta della sterminata capacità di immedesimarsi e spaziare nei vari generi musicali, e dall’altro testimonia la nostalgia che proveremo senza nuovi lavori targati Scorpions dallo stile inconfondibile.</p>
<p>Il quintetto, al suo ultimo “mark”, resta compatto e dallo stile inconfondibile anche nell’esecuzione di brani all’apparenza ad esso non confacenti (ad esempio <em>Tin</em> <em>Soldier</em> degli Small Faces). La produzione patinata fa il resto: suoni pulitissimi e chiarezza negli arrangiamenti. Non occorre altro per lasciare nella memoria di tutti il valore assoluto ed indefettibile di questa band che ha scritto pagine storiche nel panorama musicale. Ci si consenta, allora, di congedarci in modo abbastanza breve e conciso: prima che le lacrime e la tristezza ci assalgano nel pensare che nulla sarà come prima, è meglio far calare il sipario sul quintetto di Hannover, sperando che nel riascoltare i loro vecchi lavori si venga ancora assaliti da un <em>Pure Instinct</em>, oppure da un selvaggio <em>Animal Magnetism</em>!</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Autore</strong>: Scorpions</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Titolo Album</strong>: Comeblack</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Anno</strong>: 2011</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Casa Discografica</strong>: Sony Music</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Genere musicale</strong>: Hard Rock</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Voto</strong>: 7</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Tipo</strong>: CD</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Sito web</strong>: <a href="http://www.the-scorpions.com">http://www.the-scorpions.com</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Membri band</strong>:</p>
<p>Klaus Meine – voce</p>
<p>Rudolf Schenker – chitarra</p>
<p>Matthias Jabs – chitarra</p>
<p>Pawel Maciwoda – basso</p>
<p>James Kottak – batteria</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Tracklist</strong>:</p>
<ol start="1">
<li>Rhythm Of Love</li>
<li>No One Like You</li>
<li>The Zoo</li>
<li>Rock You Like A Hurricane</li>
<li>Blackout</li>
<li>Wind Of Change</li>
<li>Still Loving You</li>
<li>Tainted Love</li>
<li>Children Of The Revolution</li>
<li>Across The Universe</li>
<li>Tin Soldier</li>
<li>All Day And All Of The Night</li>
<li>Ruby Tuesday</li>
<li>Big City Nights</li>
<li>Still Loving You</li>
<li>Shapes Of Things</li>
</ol>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Serata conclusiva per il Pending Lips Festival</title>
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		<comments>http://www.rockgarage.it/?p=19836#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 12:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Montebianco</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo essere stati tra i media partner e dopo aver fatto parte della giuria, ci avviciniamo alla serata conclusiva del Pending Lips Festival che si terrà al Carroponte il 4 giugno. Delle 18 band che hanno affrontato le fase contest, 7 hanno avuto la soddisfazione di vincere uno dei numerosi premi in palio e ben 2, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Pending-Lips-Festival-con-Diaframma.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19855" title="Pending Lips Festival con Diaframma" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Pending-Lips-Festival-con-Diaframma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo essere stati tra i media partner e dopo aver fatto parte della giuria, ci avviciniamo alla serata conclusiva del Pending Lips Festival che si terrà al Carroponte il 4 giugno. Delle 18 band che hanno affrontato le fase contest, 7 hanno avuto la soddisfazione di vincere uno dei numerosi premi in palio e ben 2, Vulvatron e JJ La Morve, avranno l&#8217;occasione di esibirsi live sul palco del Carroponte, al fianco di alcuni artisti già affermatisi all’interno della scena indipendente italiana. Queste band infatti apriranno il live del gruppo fiorentino, i Diaframma. Di seguito tutte le informazioni su questa grande serata conclusiva targata Pending Lips e per gli aggiornamenti in tempo reale <a href="http://www.carroponte.org" target="_blank">clicca qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>04/06/2013 Via Granelli, 1 &#8211; Sesto S.G. @Carroponte<br />
dalle ore 21.00<br />
Line Up: DIAFR AMMA<br />
Opening Act: JJ La Morve + Vulvatron</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Absolute Priority &#8211; Hunter</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonluigi Pecchia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Progressive]]></category>

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		<description><![CDATA[Hunter è il titolo dell’opera d’esordio dei toscani Absolute Priority, concept album basato sulla storia fantasiosa di Alan, serial killer affetto da doppia personalità prossimo all’esecuzione in un carcere di alta protezione che, dopo aver avuto l’occasione di confessarsi con il parroco per l’ultima volta, ripercorre la vita del “predatore” attraverso alcuni flashback per poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Absolute-Priority-Hunter.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19852" title="Absolute Priority - Hunter" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Absolute-Priority-Hunter-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Hunter</strong> è il titolo dell’opera d’esordio dei toscani <strong>Absolute Priority</strong>, concept album basato sulla storia fantasiosa di Alan, serial killer affetto da doppia personalità prossimo all’esecuzione in un carcere di alta protezione che, dopo aver avuto l’occasione di confessarsi con il parroco per l’ultima volta, ripercorre la vita del “predatore” attraverso alcuni flashback per poi trasportarlo alla morte, alla pace dell’anima. Seppur la storia non si possa definire originale, viene sviluppata molto bene nel corso degli episodi e coinvolge a pieno l’ascoltatore senza mai annoiarlo. Lo sfondo della narrazione è un progressive metal dei più classici ma fatto bene, i cui principali riferimenti si riscontrano senza dubbio alcuno nel periodo d’oro firmato dagli statunitensi <strong>Queensrÿche</strong>. I brani che compongono l’opera si presentano ben realizzati in tutto, mostrando un tocco di personalità nel sound, le atmosfere e le emozioni vengono fatte trasparire ottimamente dalla corde vocali di Valerio Voliani e degno di nota è anche il lavoro svolto da Massimo Grasso alle tastiere che, senza mai eccedere in particolari virtuosismi riesce sempre a donare ad ogni attimo l’atmosfera giusta e a dare spessore alla sezione ritmica e alle riffiche a cura della coppia Morella/Caprina, dimostrandosi tutti comunque di essere in possesso di grandi doti tecniche ma soprattutto di saperle sfruttare bene che è la cosa più importante.</p>
<p>Seppur si tratti di un debut album <strong>Hunter</strong> delinea una band in possesso già di una certa maturità stilistica capace di comporre già dei gran bei prodotti, molto compatti. Una realtà da tenere d’occhio per gli amanti del progressive metal.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Autore</strong>: Absolute Priority</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Titolo Album</strong>: Hunter</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Anno</strong>: 2012</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Casa Discografica</strong>: Revalve Records</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Genere musicale</strong>: Prog metal</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Voto</strong>: 7</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Tipo</strong>: CD</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Sito web</strong>: <a href="http://www.myspace.com/absolutepriority">http://www.myspace.com/absolutepriority</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326"><strong>Membri band</strong>:</p>
<p>Valerio Voliani – voce</p>
<p>Federico Morella – chitarra</p>
<p>Francesco Caprina &#8211; chitarra</p>
<p>Andrea Bardi – basso</p>
<p>Massimo Grasso &#8211; tastiere</p>
<p>Simone Colombo – batteria</td>
<td valign="top" width="326"><strong>Tracklist</strong>:</p>
<ol start="1">
<li>The Confessor</li>
<li>My Ordinary State</li>
<li>Things I’ve Never Done</li>
<li>4:00 A.M.</li>
<li>Tragic Reconcilation</li>
<li>L.O.S.T.</li>
<li>Bloody Tapes</li>
<li>Fear Of The Night</li>
<li>My Reflection</li>
<li>Again</li>
<li>Dead Man Walkin’</li>
</ol>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Uriah Heep@Gran Teatro Geox (PD)</title>
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		<comments>http://www.rockgarage.it/?p=19795#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Ulliana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto Report]]></category>

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		<description><![CDATA[Live del 12 maggio 2013 Per acquistare le foto scrivi a Denis Ulliana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19796' title='Uriah Heep-1'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-1.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-1" title="Uriah Heep-1" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19797' title='Uriah Heep-2'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-2.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-2" title="Uriah Heep-2" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19798' title='Uriah Heep-5'><img width="527" height="789" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-5.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-5" title="Uriah Heep-5" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19799' title='Uriah Heep-6'><img width="527" height="789" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-6.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-6" title="Uriah Heep-6" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19800' title='Uriah Heep-11'><img width="527" height="789" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-11.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-11" title="Uriah Heep-11" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19801' title='Uriah Heep-12'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-12.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-12" title="Uriah Heep-12" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19802' title='Uriah Heep-13'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-13.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-13" title="Uriah Heep-13" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19803' title='Uriah Heep-14'><img width="527" height="789" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-14.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-14" title="Uriah Heep-14" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19804' title='Uriah Heep-17'><img width="527" height="789" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-17.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-17" title="Uriah Heep-17" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19805' title='Uriah Heep-22'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-22.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-22" title="Uriah Heep-22" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19806' title='Uriah Heep-24'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-24.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-24" title="Uriah Heep-24" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19807' title='Uriah Heep-25'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-25.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-25" title="Uriah Heep-25" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19808' title='Uriah Heep-26'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-26.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-26" title="Uriah Heep-26" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19809' title='Uriah Heep-28'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-28.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-28" title="Uriah Heep-28" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19810' title='Uriah Heep-30'><img width="527" height="789" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-30.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-30" title="Uriah Heep-30" /></a>
<a href='http://www.rockgarage.it/?attachment_id=19811' title='Uriah Heep-32'><img width="560" height="374" src="http://www.rockgarage.it/wp-content/uploads/2013/05/Uriah-Heep-32.jpg" class="attachment-large" alt="Uriah Heep-32" title="Uriah Heep-32" /></a>

<p>Live del 12 maggio 2013<br />
Per acquistare le foto scrivi a <a href="mailto:denisully@tiscali.it">Denis Ulliana</a></p>
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