12th gen2012

Crass – Stations Of The Crass

by Alberto Vitale

Quando i Crass pensarono al titolo del secondo album, trassero spunto dall’usanza della band che in quegli anni andava ad “affrescare” le pareti delle stazioni della metropolitana. Tantissimi anni prima che dagli USA arrivasse l’ondata ‘hippoppettara’ con la stessa abitudine. Tuttavia il titolo è anche un richiamo alle “stazioni” della Via Crucis. L’album esce per la propria Crass Records, fondata con i guadagni del primo album – la prima etichetta Small Wonder non avrebbe retto troppo a pubblicare i Crass, troppe perquisizioni da parte della polizia – e viene stampato nel formato di doppio 12″ con apertura a manifesto dell’album e una toppa inserita nella confezione. In realtà i guadagni del primo album non furono tali da pagare tutte le spese per farne un secondo, così i Crass chiesero del denaro in prestito, il quale fu restituito poco dopo l’esito delle prime vendite.

Stations Of The Crass uscì nel 1979 con tre lati registrati in studio e il quarto che riprendeva un concerto dalle parti di Londra. L’album si dimostra un tantino più evoluto nella musica rispetto al predecessore The Feeding Of The 5000, in sostanza i Crass introdussero i primi loro elementi sperimentali ovvero quelle canzoni che riuscivano ad esulare dagli schemi punk. Come definire altrimenti il brano Walls (Fun In The Oven)? Pop? Disco? E Demoncrats? Missiva sull’illusione umana verso la religione, fatta di sole voci e suoni indefiniti. Stations Of The Crass presenta sperimentazioni e inventiva anche negli elementi più tipicamente punk: Fun Going On ripesca le brevi rullate di batteria, con voce, chitarra e basso, filtrato, a creare la linea melodica. C’è Crutch Of Society, marcetta con cantato irriverente e svogliato. Il punk più puro, genuino, ma di casa Crass, offre la graffiante I Ain’t Thick, It’s Just A Trick, la funambolica e strutturata – oltre 4′ di canzone per i Crass, a quei tempi, significava per loro quasi avvicinarsi ad una suite! – Mother Earth.

White Punks On Hope è il secondo brano in scaletta e inizia dicendo più o meno “Hanno detto che eravamo spazzatura, Beh il nome è Crass, non Clash. Possono rimpinzare le loro credenziali punk, perché sono loro che prendono i soldi. Non cambierà nulla con i loro discorsi alla moda”, impattando nuovamente a muso duro sulla scena punk di quegli anni. Non si mordono la lingua Steve Ignorant, Eve Libertine e Joy De Vivre. Danno voce alle donne, “ci vendono l’amore come una divinità, quando è solo un’oscenità sociale, di sotto siamo tutte amabili”, motteggiano il diritto di espressione che lo stato garantisce, “la libertà di parola per tutti, se non hai voce”, e criticano i giornalisti difendendo loro stessi “ridicolo è criticare coloro che vogliono cambiare questo pasticcio”. Ma anche in questa “stazione” della loro discografia, i Crass ne hanno per tutti, dimostrandosi totalmente contrari e critici nei confronti di ogni tassello della società. Si rivoltano anche contro la classe lavoratrice, non limitandosi dunque a volerla svegliare.

La parte live incisa in Stations of the Crass è, fortunatamente, ben riportata. I suoni non sono impastati, la qualità audio è accettabile: la macchina della rivolta è roboante quanto quella registrata in studio. Dal vivo i Crass non erano solo musica e slogan, ma anche poesie, striscioni, filmati, volantinaggio, l’offerta del tè al pubblico e le chiacchiere tra di loro. Momenti onnipresenti nelle esibizioni dei Crass. La copertina è un collage dadaista e rivoluzionario. I Crass con Stations Of The Crass spararono nuovamente sulla folla e senza fare prigionieri!

Autore: Crass Titolo Album: Stations Of The Crass
Anno: 1979 Casa Discografica: Crass Records
Genere musicale: Punk Voto: 7
Tipo: LP Sito web: http://www.myspace.com/crasscrass
Membri band:

Steve Ignorant – voce

Eve Libertine – voce

Joy De Vivre – voce

N.A. Palmer – chitarra

Penny Rimbaud – batteria

Phil Free – chitarra

Pete Wright – basso, voce

Gee Vaucher – pianoforte

Tracklist

Studio

  1. Mother-Earth
  2. White Punks On Hope
  3. You’ve Got Big Hands
  4. Darling
  5. System
  6. Big Man, Big M.A.N.
  7. Hurry Up Garry
  8. Fun Going On
  9. Crutch Of Society
  10. Heard Too Much About
  11. Chairman Of The Bored
  12. Tired
  13. Walls
  14. Upright Citizen
  15. The Gasman Cometh
  16. Demo(N)Crats
  17. Contaminational Power
  18. Time Out
  19. I Ain’t Thick, It’s Just A Trick

 

Live 7 agosto 1979

  1. System
  2. Big Man, Big M.A.N.
  3. Banned From the Roxy
  4. Hurry Up Garry
  5. Time Out
  6. They’ve Got a Bomb
  7. Fight War, Not Wars
  8. Women
  9. Shaved Women
  10. You Pay
  11. Heard Too Much About
  12. Angels
  13. What a Shame
  14. So What
  15. G’s Song
  16. Do They Owe Us a Living?
  17. Punk Is Dead

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