The Wall: fantasmi e demoni (Parte 1)
Premessa: analizzare un lavoro come questo è un duro compito. Non si tratta di recensire un disco di una nota rock band quanto di affrontare i fantasmi di un passato lontano. Il doppio album in questione, uscito il 30 novembre del 1979, affronta un periodo molto particolare della storia dei Pink Floyd. Il gruppo, ormai da anni saldamente nelle mani di Roger Waters, veniva da una serie di successi mondiali. Atom Heat Mother, Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here erano realtà ancorate ai vertici delle classifiche mondiali e stabilendo, come nel caso di Dark Side Of The Moon, addirittura nuovi standard nel mondo della registrazione (basti pensare che il tecnico addetto era Alan Parson il quale, più tardi, conoscerà un personale successo con gli Alan Parson Project). Ma nella mente di Waters qualcosa continuava a non andare. Due fantasmi continuavano ad aggirarsi tra i membri del gruppo. Il primo era un pesante fantasma. Il fantasma di folle diamante: Syd Barrett. Evocato il tema della pazzia in Dark… ed il tema dell lungo addio in Wish…, ora sembrerebbe andare tutto per il verso giusto ma scoperchiare quel vaso di Pandora di paure, pazzie ed ossessioni ha significato aprire una porta sul baratro.
Un ultimo fantasma doveva essere eliminato anche a costo di chiudere definitivamente la storia dei Pink Floyd. Un fantasma personale questa volta. Lo spettro di Eric Fletcher Waters: suo padre. Verso la fine degli anni ’70, a seguito delle continue tournée in giro per il mondo inizia a maturare, in un sempre più esaurito Waters, l’idea di costruire un muro ideale tra sé ed il suo pubblico, specie dopo il “famoso” concerto di Montreal del 6 luglio 1977. In quel periodo i Floyd avevano dato alle stampe Animals uno dei dischi più difficili della loro carriera, quasi punk nel messaggio (d’altra parte l’anno era quello) sebbene i brani fossero lunghe suite simil-prog. Portare in tour un disco così difficile diede conto a molti screzi tra un gruppo ormai assoggettato a due (uno?) leader carismatici e fan che volevano sentire i pezzi più semplici e commerciali del primo periodo. All’ennesima richiesta di Money un ormai distrutto Waters non trovò miglior modo di sfogare la sua rabbia che sputare su un fan particolarmente esagitato. Da qui ad edificare il muro il passo fu breve. Waters scrive, arrangia, esegue ciò che la band si ritrova a mettere su vinile nell’autunno del 1979. Il risultato sarà un doppio album con un titolo ed una copertina minimale: dei mattoni neri su sfondo bianco e la scritta The Wall. Ennesimo concept album dunque. Questa volta doveva essere più intenso. Più rabbioso. Doveva affrontare le paure nascoste del proprio io. Doveva distruggere ogni sorta di buonismo. Doveva uccidere i suoi incubi più nascosti. ACTION…LIGHTS…
La storia parla di Pink. Costui è un’affermata rock star, apprezzata dalla critica e ricercata dai suoi fan. Pink cresce nel dopoguerra. Il padre, da lui mai conosciuto, è morto in battaglia. Lui vive con la madre, una donna iper protettiva. Pink diventa famoso. Sposa la sua ragazza dai tempi del liceo e va continuamente in tour vessato da un manager con ben pochi scrupoli. Pink è stanco di questa vita, di questi lustrini, delle adulatrici che fanno di tutto per entrare di nascosto nel suo camerino o nella sua stanza d’albergo. Il suo matrimonio va a rotoli a causa della incomunicabilità che ormai lo attanaglia. Una sera, complice un film di guerra visto alla tv, inizia a ricordare scampoli del suo passato, della sua infanzia, di coloro che lo hanno, inconsapevolmente, aiutato a mettere un muro tra sé e il resto del mondo: dai maestri che ai tempi della scuola non esitavano a renderlo ridicolo di fronte al resto della classe per sfogarsi di propri fallimenti; della madre che, per proteggerlo da ogni avversità, lo ha cresciuto isolandolo da tutti; della moglie, sua unica ragazza sin dai tempi dell’infanzia, che non esita a tradirlo con uno scombinato oratore adducendo la colpa alla sua continua assenza e al silenzio che si ergeva tra loro. Pink dice basta e, spaventata a morte una povera groupies, che si era introdotta nella sua camera con la speranza di sesso facile, distrugge ogni suppellettile per tentare, con un’overdose, di lasciare le sue paure terrene. Il suo piano va a monte a causa del suo manager che, grazie ad alcuni medici, lo rimette in salute per affrontare un nuovo spettacolo e recitare sul palco il ruolo della rockstar.
Il vecchio Pink è lontano ormai. Al suo posto vi è un nuovo Pink che trasforma un suo show in un suo personale Reichstag con lui novello Hitler a ricevere onori e tributi da folle entusiaste. Questo delirio avrà vita breve. Il Verme sta per entrare. Pink, ormai folle ed ebbro di potere, finisce imputato in una “nuova” Norimberga. Nella sua mente subirà da parte del Verme, Giudice Supremo, un processo dove tutti i suoi già citati nemici si trasformeranno in suoi accusatori. Alla fine Sua Eccellenza il Verme emetterà la più terribile delle sentenze: l’imputato dovrà essere nuovamente esposto, nudo, ai suoi simili…che sia abbattuto il muro! Questa è in sintesi la trama. Chi è Pink?…