19th mag2012

Metallica – Load

by Rod

Cinque anni. Cinque lunghissimi anni di attesa sono serviti ai fan della più grande metal band del pianeta per saggiare l’atteso seguito in studio del pluruplatinato Black Album. Ma mentre negli anni ’90 la musica rock andava risciacquando i panni nelle cantine di Seattle, i ragazzi di Frisco decidevano di dare alle stampe Load, il loro lavoro discografico più controverso, più in controtendenza e più contraddittorio mai pubblicato sino ad allora dagli autori di One. Senza dubbio, questo disco ha rappresentato il crocevia che ha seppellito per sempre i fasti dell’era thrash segnando il contemporaneo inizio del nuovo corso populistico/sperimentale dei Four Horsemen. Una scelta difficile da digerire anche per quelle formazioni heavy che fino a qualche anno prima dividevano sistematicamente con i Nostri i tabelloni dei palchi più infuocati dell’intero globo. La falciatrice metal partita nei primi anni ’80 dalle cantine nella Bay Area di San Francisco cominciata a scricchiolare con la pubblicazione del Black Album, sembrava aver oramai arrestato la sua corsa, schiantandosi contro la nascente epopea grunge. Ad ogni modo, pur essendo un album di pregevole fattura ma fuori dai canoni Metallica, Load fu accolto con legittima diffidenza, stroncato dalla mancanza dei favori di pubblico e critica.

Il disco si presenta con alla base poche, pochissime conferme rispetto al passato (stessa line up, stesso produttore e stessa casa discografica), ma carico di stravolgimenti impensabili sino a qualche anno prima, una rivoluzione a metà tra il restyling e l’operazione commerciale studiata a tavolino. I capelli lunghi e l’abbigliamento da metallaro sudicio e scazzato, lasciarono spazio ad uno stile più modaiolo e casual, con un taglio netto alle folte chiome ed atteggiamenti in pubblico da consumati attori hollywoodiani. Questo cambio di posa risulterà in alcuni frangenti addirittura sconvolgente, come nel caso di Kirk Hammett che ne uscirà rivoltato come un calzino, quasi irriconoscibile, sovraccaricato dal make up e da altri accorgimenti stilistici come l’aggiunta di piercing e di tatoo. In un aggettivo: un mutante. Frivolezze a parte, come già accennato, l’album propone un suono decisamente non in linea con la gloriosa produzione del passato. Niente metal, niente thrash, niente speed, zero classic. Solo tanto hard rock che attinge a piene mani dal blues (soprattutto dal punto di vista chitarristico) e dal mainstream statunitense. Le feroci ed affamate pentatoniche di un tempo griffate Hetfield ed Hammett, lasciano spazio a scale, riff ed assoli semplici ma efficaci, a tratti apparentemente improvvisati, (Poor Twisted Me, Wasting My Hate) effettati dall’onnipresente wah-wah (o cry baby per i lettori hendrixiani). Ulrich e Newsted, si limitano a disimpegnare il loro ruolo con sufficienza, uscendone del tutto ridimensionati rispetto al recente passato, in cui batteria e basso avevano rappresentato il vero cuore pulsante del sound aggressivo della band. Le liriche ruotano come sempre attorno all’universo emozionale di James, il quale dopo svariati anatemi contro quella famiglia che aveva per anni demonizzato il fantasma della religione, qui inserisce due brani dedicati alla madre: Mama Said, morbida ballata dagli echi country in cui il frontman approfondisce il loro rapporto tormentato, ed Until It Sleeps, incentrata sulla lotta persa da Miss Cinthya contro il cancro. Nel cantato si intravede il nuovo stile di James, che vede affiancarsi al solito ringhio infoiato di un tempo, un’espressività vocale più di diaframma che di pancia.

Se decontestualizziamo l’album, provandolo a considerare scevro dai facili collegamenti con gli elementi tradizionali del sound Metallica, Load risulta una produzione di assoluta pregevole fattura, con un pugno di brani ricchi di idee rivoluzionarie ed avvincenti, che esprimono la voglia di voler sperimentare proponendo qualcosa di nuovo e di godibile al di fuori delle spinate trincee del metal. Se non fosse stato preceduto da veri e propri capisaldi dell’heavy, così universalmente conosciuti e riconosciuti, in condizioni normali, questo lavoro si sarebbe senza dubbio allineato a tutta la discografia precedente. Magari proponendolo come spin-off del progetto Metallica, casomai arricchito con collaborazioni prestigiose, il tutto poi inserito in un contesto promozionale valido e commercialmente meno rischioso. In verità, nessuno ha mai capito cosa avessero in testa i Metallica in quegli anni, cosa li abbia spinti a rischiare di passare da maître à penser del panorama metal planetario ad icone della più controversa contraddizione che il mondo del rock’n’roll ricordi. La sola certezza che questo lavoro tramanda ai posteri, è la voglia di dimostrare di poter essere capaci di sfornare ottimi album, mantenendo inalterata la solita spiccata attitudine nello spaccare il culo ai passeri e di sfuggire al clichè dell’artista codardo, prigioniero inerme della sua arte.

Diceva Honoré de Balzac “Durante le rivoluzioni vi sono solo due specie di uomini: coloro che le fanno e coloro che ne approfittano”. D’altronde, in questa rivoluzione chiamata rock’n’roll, chi poteva mai riuscire ad accenderne una ed allo stesso tempo ad approfittarne così bene, se non la band che più di ogni altra l’ha saputa trasformare da feroce carro armato a gallina dalle uova d’oro?

Autore: Metallica Titolo Album: Load
Anno: 1996 Casa Discografica: Elektra
Genere musicale: Hard Rock, Blues Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.metallica.com
Membri band:

James Hetfield – voce, chitarra ritmica

Kirk Hammett – chitarra solista, cori

Jason Newsted – basso, cori

Lars Ulrich – batteria, percussioni

Tracklist:

  1. Ain’t My Bitch
  2. 2 X 4
  3. The House Jack Built
  4. Until It Sleeps
  5. King Nothing
  6. Hero of the Day
  7. Bleeding Me
  8. Cure
  9. Poor Twisted Me
  10. Wasting My Hate
  11. Mama Said
  12. Thorn Within
  13. Ronnie
  14. The Outlaw Torn

7 Responses to “Metallica – Load”

  • MC

    ….mmmmmm….non voglio essere polemico ma: 7,5 a questo e 7 a vol.4 dei Balck Sabbath? Qualcosa non mi torna….

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  • Marcello Zinno
    Marcello Zinno

    Be’ Marco i voti vanno contestualizzati…diversa epoca, diverso genere e anche diversa importanza dell’album all’interno della discografia della singola band. Detto questo anche io avrei giudicato più basso il voto di Load rispetto a Vol.4 ma sono opinioni personali. Mi trovo d’accordissimo con Rodolfo in ciò che ha scritto nella recensione…in fondo quello che conta sono le motivazioni e i contenuti della recensione, non tanto il mero voto numerico.

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  • Rod
    Rodolfo Temporale

    Concordo su quanto detto dal Direttore. Aggiungo che ho dato questo voto a Load dato che, nell’intento di non ragionare da fan, ho cercato -così come scrivo nella recensione- di decontestualizzare l’album dalla sequenza discografica in cui è collocato valutandolo con assoluta obiettività. Parliamo comunque di uno 0,5 di differenza, di due band immense ma comunque diverse, e soprattutto.. di 2 recensori diversi!

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  • MC

    Ooooooh! Finalmente sono riuscito a scatenare un po’ di dibattito! :-)
    In ognio caso ritengo che 7,5 sia troppo alto, così come 9,5 sia troppo elevato per il black album. Avrei dato, rispettivamente, un del 6,5 e un 8. Opinioni personali, rispetto anche quelle diverse da me ;-) Dai via alla discussione ;-)

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  • Rod
    Rodolfo Temporale

    Ma ci mancherebbe!!! In tutti questi anni ne ho sentite di ogni. Anni fa un amico chitarrista blues, mi disse che a parer suo Load era senza ombra di dubbio il miglior album dei Metallica!!! Al di là dei giudizi personali e tecnici (ed ora mi riferisco al Black Album) ho ritenuto che non si possa dare meno di 9 ad un disco che ha venduto circa 30 milioni di copie nel mondo, perchè alla fine dei conti il voto di RockGarage rimane una mera attribuzione numerica soggettiva e non oggettiva, mentre le emozioni che questo album ha regalato e regala ancora oggi a chi lo custodisce gelosamente tra i suoi cimeli, quelle si, vanno considerate e rispettate.

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  • Simona Montebianco
    Simona Montebianco

    Non voglio togliere nulla alle recensioni fatte dagli altri utenti, ma Rod quando scrivi e parli di musica lo fai con una passione travolgente che traspare in ogni singola parola…tu con la musica ci fai l’amore!!!

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  • MC

    Vi lascio soli… :-)

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