20th giu2012

Darkthrone – Plaguewielder

by Alberto Vitale

Il nuovo millennio per una band ancestrale e mitologica come i Darktrhone si aprì con una compilation intitolata Preparing For War, un titolo quasi kafkiano, dietro il quale si celavano canzoni già note e alcune provenienti da vari demo. Infatti la stessa copertina proviene da quello di Cromlech. Preparing for War festeggia i dieci anni della band e ne racconta anche la genesi, grazie ad una sorta di bio contenuta nella raccolta. È dunque Plaguewielder il nuovo album per gli anni 2000 e nonostante la nuova epoca, Fenriz e Nocturno Culto sono uguali a se stessi. Come sempre. La musica racchiude ormai il loro tipico canovaccio, il black metal suonato e possente e fatto con due velocità. A qualcuno, davvero pochi, della “critica” la cosa non andò giù.

Plaguewielder è Darkthrone allo stato puro, è dunque un nuovo mattone nella fortezza del metallo nero dei due cavalieri maledetti. Weakling Avenger si erge oscura e veloce, con quel clima da black metal norvegese. Raining Muder ha un riffing che melodicamente si riallinea al precedente Ravishing Grimness e con Fenriz che percuote nel modo più ossessivo possibile, salvo addolcirsi nella tipica sterzata alla Darkthrone, cioè quando il tempo viene rallentato esageratamente. Sin Origin è la prima canzone in mid-tempo delle sei, quasi l’unica, e l’andazzo è quello di un coltello che scotenna l’ascoltatore lentamente o con furia e che dentro di sé contiene la futura svolta stilistica (riflessione fatta col senno di poi, ovviamente) verso il black’n’roll. Plaguewielder propone anche un sound più “organizzato” nella resa, nonostante l’impasto sonoro sia comunque appiccicoso, gli strumenti agiscono tutti a livelli che permettono di apprezzarne il lavoro svolto. Command è un’altra bordata veloce e cattiva, sostenuta e spontanea nella sua essenza. I, Voidhanger possiede un riffing più articolato del solito e giocato su più velocità, con Fenriz che segue e marca Nocturno Culto ad ogni secondo. Chiude l’album Wreak, canzone spedita, ma impostata su due velocità di base e fatta del black metal più ruvido e sconquassante di sempre, ma con una fase centrale in cui si crea una progressione armonica eccezionale e non riscontrabile negli altri pezzi.

Con sei canzoni dal minutaggio che sfiora i sei minuti ciascuna, Plaguewielder è probabilmente il lavoro che consolida il brand Darkthorne: black metal senza troppi fronzoli, qualche temporale o delle fiamme al vento e nulla più, essenzialità, tanta di potenza e tessuti melodici neri e malvagi. L’istituzione di Nocturno Culto e Fenriz propone un lavoro che si rifà il meglio di cosa hanno realizzato fino a quel momento, attraverso un sound ruvido ma non troppo massacrato nella resa sonora. Non sarà ricordato come un capolavoro nella loro discografia, ma in qualità e inventiva stilistica non avrebbe nulla da invidiare ad un A Blaze In The Northern Sky o ad un Under A Funeral Moon, ma questi giunsero prima e Plaguewielder è in debito con loro, ma non con altri album black metal usciti proprio in quel periodo.

Autore: Darkthrone Titolo Album: Plaguewielder
Anno: 2001 Casa Discografica: Moonfog Productions
Genere musicale: Black Metal Voto: 7
Tipo: CD, LP Sito web: http://www.darkthrone.no
Membri band:

Nocturno Culto – voce, chitarra, basso

Fenriz – batteria

Tracklist:

  1. Weakling Avenger
  2. Raining Murder
  3. Sin Origin
  4. Command
  5. I, Voidhanger
  6. Wreak

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