Metallica – Garage Inc.
Lasciate alle spalle le discusse esperienze di Load e Reload, i Metallica si ritrovano verso la fine degli anni ’90 in piena bagarre identitaria, accresciuta anche a seguito del calo di popolarità dovuto alla battaglia mossa contro Napster dai membri fondatori Hetfield ed Ulrich, additati come spietati rivendicatori del vil denaro frutto della loro musica. In quel periodo il nome della band teneva banco più tra le aule dei tribunali che sui palcoscenici di mezzo mondo: infatti, oltre alla contesa inerente il fenomeno multimediale del peer-to-peer e la salvaguardia del diritto d’autore, i Nostri dovettero scontrarsi anche contro Amazon.com che aveva messo in circolazione un finto bootleg del periodo della Bay Area (1981) ed in cui veniva attribuita in maniera truffaldina la presenza di Mustaine e McGovney. Nonostante tutto questo enorme polverone, Hammett e soci non si persero d’animo, rinchiudendosi in sala di registrazione per dare vita ad un progetto ben diverso dai precedenti: un album fatto completamente di cover. Ne uscì fuori un disco doppio, dove nel primo cd furono inserite tutte le incisioni registrate per l’occasione e che riguardavano cover di artisti dai nomi altisonanti: Black Sabbath, Diamond Head, Thin Lizzy, Discharge, Bob Seger, Misfits, Nick Cave & The Bad Seeds, Blue Öyster Cult e Lynyrd Skynyrd. Il secondo album, conteneva invece la raccolta di tutte le tracce che i Metallica avevano registrato nel corso della loro carriera a tributo delle band nominate in precedenza e di altre, canzoni queste, finite come b-sides dei loro singoli o inserite in altri progetti live della band.
Il concept album fu quindi intitolato Garage Inc., dalla fusione di Garage Day Revisited ’84, l’EP che conteneva molte delle cover finite sul cd n.2, e Damage Inc., titolo di uno dei capolavori contenuti in Master Of Puppets del 1986. Con l’uscita di un lavoro così imprevedibile ed originale, i Metallica intendevano dare un messaggio ben chiaro sia al pubblico che alla critica: queste sono le nostre radici da cui, malgrado voi, non possiamo e non vogliamo scappare. Garage Inc., non rappresenta soltanto la carta d’identità del dna musicale del combo americano, ma la cartina di tornasole del loro processo di maturazione artistica che li aveva portati dai fasti di Kill’Em All e Ride The Lightning, alle critiche spietate dei recenti Load e ReLoad, a cui questa raccolta strizza inevitabilmente l’occhio, quasi a volerne sembrare un’inevitabile attenuante. Ad ogni modo i due dischi sembrano mettere a confronto i due periodi controversi della carriera della band californiana. Sia al fan più accanito che all’ascoltatore medio, appare infatti palese che il secondo compact, quello delle vecchie registrazioni, risulti essere molto più convincente del primo. Brani come Helpless dei Diamod Head, Last Caress/Green Hell e Am I Evil? dei Misfits, Stone Cold Crazy dei Queen e i quattro omaggi ai Motörhead (Overkill, Damage Case, Stone Dead Forever e Too Late Too Late), sembrano ancora intrisi di quella rabbia grezza e di quella potenza aggressiva che ha regalato alla band celebrità, denaro ed un posto d’onore nell’olimpo degli dei del metal di tutti i tempi.
Di contro, l’altra raccolta, rispecchia parimenti il periodo artistico e compositivo che animava i Nostri negli anni ‘90. Si respira decisamente a pieni polmoni in questo episodio, l’intenzione di mettere da parte il thrash e lo speed di un tempo per proporre un nuovo sound contaminato da hard rock, mainstream, rock blues ed hardcore punk. Eccezion fatta per i due singoli, Turn The Page di Bon Sieger e Wiskey In The Jar dei Thin Lizzy (già rifacimento a sua volta di un canto popolare irlandese), il resto dei brani risultano pericolosamente inadatti, con particolare riferimento ad Astronomy dei Blue Öyster Cult e Loverman dei Nick Cave and the Bad Seeds, in cui le versioni originali rimangono decisamente più convincenti rispetto al rifacimento di Hetfield e soci. Discorso a parte va fatto invece per Tuesday’s Gone dei Lynyrd Skynyrd, traccia immotivatamente resa prolissa che James però salva mettendo su per questo pezzo un super combo composto da talentuosi musicisti, tra cui due membri degli Alice in Chains (Jarry Cantrell e Sean Kinney), Les Claypool dei Primus e Jim Martin, ex Faith no More.
Negli anni a seguire i Metallica hanno persistito nel proporre dal vivo alcune delle migliori cover proposte in Garage Inc., alternate ad altre di nuova fattura. Tra queste è d’uopo segnalare il pregevole rifacimento di Hole In The Sky dei Black Sabbath, testimoniato dalla potentissima versione proposta durante l’introduzione nella Rock And Roll Hall Of Fame della storica band di Ozzy Osbourne e Tony Iommi.
| Autore: Metallica | Titolo Album: Garage Inc. |
| Anno: 1998 | Casa Discografica: Elektra |
| Genere musicale: Heay Metal, Thrash Metal, Hardcore, Punk, Hard Rock | Voto: 8 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.metallica.com |
| Membri band:
James Hetfield – voce, chitarra Kirk Hammett – chitarra, cori Jason Newsted – basso, cori Lars Ulrich – batteria, percussioni |
Tracklist:CD1
CD2
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