04th lug2012

Crystal Phoenix – Crystal Phoenix

by Amleto Gramegna

Nuova ristampa del primissimo lavoro per i Crystal Phoenix, opera del 1989. Il platter edito originariamente dalla Videostar di Savona è giunto ormai alla seconda ristampa dopo una prima del 1993 che inaugurò l’avventura commerciale della label ligure e quest’ultima, datata 2012, che risulta arricchita di numerose bonus track e ripropone anche l’artwork originale. Il progetto Crystal Phoenix è una creatura, o meglio una one woman band, che ruota completamente intorno alla polistrumentista Myriam Sagenwells Saglimbeni, autrice dei testi, delle musiche, della copertina, ed in più esecutrice. Il disco può essere etichettato come hard rock, sebbene in alcune tracce vi sia un effettivo richiamo al neoprogressive o all’epic metal. Vediamo di cosa si tratta, tenendo addirittura conto che esso è considerato una sorta di “Santo Graal” dai collezionisti, visto che alla sua uscita, nel 1989, non fu supportato da alcuna promozione, stampato in pochissime copie e, narra la leggenda, molte di esse mandate al macero. Il lavoro si apre con la strumentale Damned Warrior, un’energetica cavalcata chitarristica, tra Samson e Iron Maiden. Molte le tecniche strumentali mostrate: sweep picking, tapping. Insomma non manca nulla, peccato solo per la registrazione che denota tutti i limiti del tempo e sarà una costante per tutto l’album.

Segue 474 Anno domini. Atmosfere epiche/folk, richiami progressive, arpe, arpeggi di chitarre acustiche. Una cosa che notiamo e che, diciamo pure che ci infastidisce alquanto, è la performance vocale, davvero scarsa, quasi a rischio e al limite delle proprie capacità. Intendiamoci: la Saglimbeni ha una bellissima voce ma in tutto l’album tende a “strafare” andando completamente fuori chiave. Forse una tonalità più bassa per tutto l’album avrebbe giovato. Somewhere, Nowhere Battle richiama le già citate atmosfere, degna colonna sonora delle opere di Tolkien, o del ciclo di Shannara. Ritorna il problema della voce: di gola, urlata, si tenta di riprodurre il progetto di bulldozer richiesto da tale genere musicale nella scala di un modellino giocattolo. Non ci siamo. Migliorano le cose in Loth-er Siniell. Strumentale che odora del progressive più prezioso, come i cori che spuntano qui e lì e richiamo tempi ed epoche ormai lontane. Segue la suite Heaven To A Flower/Violet Crystal Phoenix. Finalmente la nostra polistrumentista canta rendendo piacevole l’ascolto e non inducendo al dubbio come nelle prove precedenti. Epica ballad, con un organo in gran spolvero, cambi di tempo hard rock e cavalcate maideniane.

Il disco si conclude con l’ulteriore suite Dark Shadow e ritorniamo a quanto già scritto. Bello il tema, epica la struttura, ma brutta la prova vocale. Spiace davvero dirlo (e ripetersi) ma incidere siffatte tracce vocali, unitamente alla sciatteria utilizzata per la ripresa delle chitarre, e tentare di posizionare l’album tra i lavori di alta professionalità è davvero deleterio. Non si può pretendere assolutamente che esso sia un lavoro finito ma semplicemente un demo-tape per un futuro full lenght mai uscito. Non sappiamo il motivo per il quale, nel 1989, tale album non fu distribuito massicciamente o supportato promozionalmente, ma ascoltandolo per intero qualche idea ci balena nella testa. In ogni caso siamo sinceri e realisti: nel 2012 registrare un album è sicuramente più semplice di ciò che si faceva nel 1989. Basta una buona scheda audio e le registrazioni si fanno a casa con una qualità diecimila volte superiore a quella di appena venti anni fa, lo sappiamo sin troppo bene. Ormai le nostre orecchie sono troppo “coccolate”, ma questo non può essere una giustificazione. Il primo lavoro di Frank Zappa era registrato da schifo, però il contenuto era davvero superbo e a nessuno fregava nulla delle riprese audio. Qui mancano entrambi i fattori.

Concludono la ristampa del 2012 alcuni demo tape dell’epoca più una versione 2011 del 474 Anno Domini decisamente più matura della sua controparte 1989. Per noi non è promosso.

Autore: Crystal Phoenix Titolo Album: Crystal Phoenix
Anno: 2012 Casa Discografica: Black Widow Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 4
Tipo CD Sito web: http://www.crystalphoenix.it
Membri band:

Myriam Sagenwells Saglimbeni – voce, chitarra, basso, arpa

 

Formazione 2012:

Luca Tedeschi – basso

Raymond Sgrò – pianoforte, tastiere, basso, flauto

Andrea Amico – batteria, percussioni

Tracklist:

  1. Damned Warrior
  2. 474 Anno Domini
  3. Somewhere, Nowhere Battle
  4. Loth-Er Siniell
  5. Heaven To A Flower
  6. Dark Shadow
  7. Damned Warrior
  8. Heaven To A Flower
  9. The Dove And The Bat
  10. 474 Anno Domini

One Response to “Crystal Phoenix – Crystal Phoenix”

  • massimo

    chi ha scritto questa recensione è un emerito ignorante.
    Se non si ha la cultura e la sensibilità x capire certe cose è meglio lasciare perdere.
    Questo album è un piccolo capolavoro che anticipava di millenni l’unione tra il metal, il folk ed il darkcreando una miscela gotica che dopo parecchi anni sarebbe diventata una moda. Poi la voce..ma avete sentuito che voce e che coraggio di osare?
    Per favore la prossima volta lasciate perdere!

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