Motorpsycho@Bloom (MB)
Al di là dei tempi, al di là dei generi, al di là di tutto quello che ci circonda, dei problemi, dei contrattempi, della vita privata…ci sono delle occasioni che non vanno perse. Per nostra fortuna, nell’inflazionato panorama musicale esistono delle formazioni artisticamente valide, con un curriculum che parla da sé (non di premi, quelli lasciamoli ai nomi più blasonati) e soprattutto con un modo di intendere la musica personale e distante dai soliti cliché. I Motorpsycho entrano degnamente in questo discorso e ogni discesa dalle nostre parti è un vero e proprio tripudio di musica. Personalmente, l’ultima volta che avevo assistito ad un loro show era il 25 maggio del 2008 all’Alcatraz che per quella occasione era lungi dall’essere pieno. Ai tempi scrissi: “Esistono località che ti fanno entrare in uno stato di grazia e che producono delle emozioni uniche; ogni singolo posto in particolare ha delle caratteristiche, delle sensazioni che vanno al di là della relativa astrattezza e si cementano nella nostra mente cosicché ogni ritorno in patria ti spinge inconsapevolmente a creare un contenitore di ricordi, personale, a cui solo tu puoi accedere e che solo tu senti di poter capire a fondo perchè hai vissuto quell’esperienza. Ebbene per i Motorpsycho non è così. Anzi forse è talmente tanto così da esserlo fin troppo”.
Oggi, a cinque anni distanza non posso che confermare quelle mie impressioni, quella strana via che avevo adottato per cercare di descrivere cosa vuol dire assistere ad uno show dei Motorpsycho. Una band che è passata dalla formazione a cinque componenti all’attuale trio (seppur coadiuvati in molti brani dall’ottimo Reine Fiske), che in poco più di venti anni ha datto ala luce 15 CD e 17 EP ed in totale estratto solo 7 singoli. Già questo dato spiegherebbe buona parte del loro approccio alla musica moderna. Perchè moderna? Perchè i Motorpsycho rappresentano la migliore incarnazione dell’hard rock psichedelico dei giorni nostri, nel quale riescono ad intravedersi anche Pink Floyd e King Crimson, il tutto rivestito da un sano ardore rock’n’roll. Molto spazio è stato dedicato all’ultimo lavoro in studio Still Life With Eggplant, presentato dai brani Hell, August e Barleycorn, tutti lanciati nella primissima parte dello show, ma Bent Sæther e Hans Magnus Ryan non hanno di certo lasciato a casa le sorprese. Innanzitutto il punto più alto della prima parte del live è stato offerto dalla lunghissima Un Chien D’Espace, un pezzo che inizia in acustico per poi offrire il miglior lato targato Motorpsycho: un crescendo di esplosioni e di implosioni musicali, distorte e ragionate a tratti che accarezzano il post-metal con una cadenza però incisiva e magnetica. In questo brano e nei precedenti il validissimo (e magrissimo) Kenneth Kapstad si è fatto notare per la sua tecnica e per l’irruenza profusa alla batteria: incredibile la sua costanza e le progressioni in grado di creare in simbiosi con la band. L’immancabile Walking On The Water ha fatto letteralmente saltare il pubblico trasmettendo quella componente groove di cui i Nostri sono portatori sani.
Il locale in questione, il Bloom di Mezzago (MB) ha fatto registrare tutto esaurito per la data dei norvegesi e la preoccupazione è cresciuta quando, dopo un’ora e mezza dall’inizio, la band ha salutato il pubblico e promesso in un ritorno sul palco di lì a poco per il classico encore. Un paio di tracce aspettavano tutti, tra una birra e due chiacchiere sui pezzi proposti ed invece ecco la sopresa: i Nostri tornano sul palco ed aprono con la cupa Nathan Daniel’s Tune From Hawaii che ci riporta ai tempi dell’album Blissard del 1996, ultima traccia ma sarà l’inizio della riproposizione per intero di quel capitolo discografico della band. Una ad una vengono riproposte tutte le tracce di Blissard toccando le varie ambientazioni che i Motorpsycho di allora proponevano. Un viaggio nel vuoto più che nel passato, un turbinio di emozioni, un collage di note per uno show che è durato quasi tre ore e che ci ha lasciati stupefatti, come ogni loro live. Sono una garanzia e noi “ci fidiamo” di loro.
Setlist Motorpsycho:
- Hell
- August
- Go to Cornucopia
- Un Chien D’Espace
- Barleycorn (Let It Come/Let It Be)
- Überwagner
- Walking On The Water
- Into The Sun (Grand Funk Railroad cover)
- Taifun
- Nathan Daniel’s Tune From Hawaii
- Sinful, Wind-borne
- “Drug Thing”
- Greener
- ‘s Numbness
- The Nerve Tattoo
- True Middle
- S.T.G.
- Manmower
- Fool’s Gold
Live del 7 giugno 2013








