WorldService Project – Relentless
Meno di un minuto basta per capire che i WorldService Project suonano una musica di varie spanne superiore a ciò che mediamente si ascolta in giro. Musica di classe, non tanto per il complesso mix di generi bensì per il sapiente dosaggio delle capacità degli artisti nel nome della canzone intesa come un qualcosa di artistico a 360 gradi. Di base c’è un jazz che sta stretto perfino a se stesso, lontano dai fraseggi estremi dei vari trio o quartet in giro per il globo (fatta debita eccezione per Bye Bye), ma focalizzato su una trasversalità musicale di alto borgo, che riesce a penetrare, a risultare semplice pur non essendo tale e spiazzante a chi all’ascolto si aspetta l’imprevedibile; oltre il fondo ben declinato si muovono varie influenze diverse, come gli stacchi in controtempo che attingono alle radici progressive e conferiscono quella vena teatrale che tanto valorizza (e valorizzerebbe in sede live) il sound della band, e poi ancora quel crossover/funk che solo gli Incognito sono riusciti a regalarci nel meno recente passato attraverso un connubio amoroso tra strumenti a corde, ritmici e a fiato. Presentati e noti ai più come una punk jazz band, in realtà questi inglesi sono molto di più e con questo lavoro, Relentless, lo sottolineano fino alle singole sfumature; non c’è spazio per scale noiose né per esibizioni di tecnica, ma solo per gusto musicale che rappresenta la vera arma di seduzione dei WorldService Project.
È nel brano In That State Of Mind che il main artist Dave Morecroft prende il sopravvento con il suo piano dalle note tavolta suadenti talvolta pungenti, mentre poi lascia spazio al basso stoppato di Conor Chaplin che crea una antimusicalità in crescendo in bilico tra assolo e armonia. Ma la sperimentazione pura esce fuori con Hero Of The Bus dove il prog viene esasperato ed al rock ammaliante vissuto pochi minuti prima si trasla nella direzione di un crossover trasversale e furibondo; completamente su altri canoni circola Song For Jen, brano con un trombone timido ma incisivo e gli altri suoni che fanno da affascinante contorno. E ancora una volta lo stato d’animo cambia e passa ad una festaiola The Screamer, molto baskers, a tratti ska, che nasconde una seconda anima fusion. Che dire, ogni brano è una scoperta per una band che ha molto da offrire in termini di idee, di musica e principalmente di estro.
| Autore: WorldService Project | Titolo Album: Relentless |
| Anno: 2010 | Casa Discografica: Brooke Records |
| Genere musicale: Crossover | Voto: 8,5 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.myspace.com/worldserviceproject |
| Membri band:
Dave Morecroft – piano, tastiere Tim Ower – sassofoni Raph Clarkson – trombone Conor Chaplin – basso Neil Blandford – batteria |
Tracklist:
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