Electric Swan – Swirl In Gravity
Ok, è il 1972. Sei a New York, Los Angeles, Missouri (insomma dove ti pare ma non dove abiti di solito), indossi un giaccone di pelle che ti fa gran figo, maglione a collo alto, pantaloni a zampa di elefante e basette di ordinanza. Guidi una Ford Mustang Mach I dell’anno precedente e nello stereo di bordo metti a ripetizione Led Zeppelin, Allman Brothers, Jimi Hendrix, non disdegnando il funk astrale di George Clinton e della sua cricca. La città è tua e il rimorchiar donne è una delle cose più facili al mondo. Cool Man! Bel quadro vero? Ora apri gli occhi. Neo…sei in Italia. L’anno è il 2012, la macchina, se ti va bene, è una Fiat Panda, la benzina va alle stelle e a te conviene andare a piedi. I pantaloni non sono più a zampa, ma stretti. Strettissimi. Tanti giovanissimi stronzi se ne vanno in giro cò ‘ste calzamaglie da ballerini del Bolshoi convinti di essere più ganzi che mai. Se accendi la radio il massimo che ci puoi sentire è Gigi D’Alessio, se non hai culo ti becchi la Tatangelo e gli intellettuali ritengono che Carmen Consoli sia la cosa migliore capitata in Italia negli ultimi 20 anni. E a te viene da piangere. Anche perchè l’unico lascito dei ‘70 sono i maglioni a collo alto…che a te han sempre fatto schifo. Ah, un’altra brutta notizia: i Led Zeppelin oggi non li conosce più nessuno. Lo stesso per i Purple, Rush ed Hendrix. L’unico funk conosciuto è quello dei R.H.C.P. (non ridere…). Come? Gli Allman? Che fai sfotti? Va bene, non è il caso di disperarsi. Rimaniamo calmi.
Le cose buone, se cerchi bene, ancora si trovano. Certo, se vai ravanando sono le radio “in” non venire a lamentarti con noialtri. Che dici? Qualcosa su Mtv? Ma dai, trasmettono ancora? Non fanno solo reality sulla gioventù del New Jersey o di Austin in Texas? E sai quanto se ne può fregare il coetaneo di Cariati (Cs) o di PoggiBonsi (Si)? In ogni caso oggi la fortuna è dalla nostra. In redazione abbiam l’ultimo dei Electric Swan, Swirl In Gravity, e la giornata ci sorride. Già dalla foto all’interno del booklet vediamo che le cose girano in senso positivo: 5 musicisti, pantaloni a zampa, la Ford Mustang di cui sopra, basettoni, una gran bella ragazza alla voce… Cool man! Mettiamo il cd nel lettore e ascoltiamo il loro lavoro. La prima parola che ci viene in mente è “Cazz..” ehm Wow! Il disco si apre con la title track: chitarrone ‘crunchoso’ quanto basta, batteria ‘groovosa’ al punto giusto (cosa?!), riff bello selvaggio dalle parti del souther rock più roots possibile. Monica Sardella, la bella ragazza di cui sopra, alla voce, grintosa e selvaggia. Una sorta di di Janis Joplin, senza la selva di acidi e basi che accompagnavano la cantante texana in ogni esibizione.
Lonely Skies si giova delle tastiere vintage del bravo Paolo “Apollo” Negri. Bellissima la chitarra funky di Lucio “Swan” Calegari, cresciuto sicuramente a pane e Duane Allman. Hard rock possente, di quelli che si suonavano una volta. Quelli da roadhouse americano, da Titty Twister. Cazzuto, selvaggio e ignorante come non mai. Quel fantastico hard rock che, purtroppo, venne ricoperto di plastica dagli effimeri ’80 e successivamente ingurgitato e sputato dal grunge dei ’90. End of Time: chorus assassino (la immaginiamo dal vivo), chitarre Tommy Bolin perido Come Taste The Band, organi selvaggi e sei-minuti-sei che volano tra fuzz vintage (quello che si sente a 3:25 è godurioso), vecchi synth (il duetto chitarra/minimoog è degno dei migliori Purple) su ritmiche assolutamente selvagge. Il delicato arpeggio di Wicked Flowers sfocia presto in un’orgia di chitarre trattate con il wah per esplodere in un brano degno dei migliori Trapeze. Lo stoner di Ride Of Another Sun è la sesta traccia, con un incedere quasi sabbathiano. Segue la scatenata Move Over, cover di Janis Joplin. E qui la vocalist da tutto il meglio di sé e ci si diverte di brutto. Si sente che il sound è nelle sue corde, in quanto è completamente a suo agio nel dialogare con una chitarra hendrixiana (a tratti sembra rifare il verso a Stone Free). L’hammond in sottofondo è da panico. Chiude Drag My Mind, ottima ballad che ricorda qualcosa di Miller Anderson se non, addirittura, Shadow dei New Trolls (dal Concerto Grosso). Bellissima!
Un rock sanguigno dei ’70, da ascoltare soprattutto in auto, magari sulla “nostra” Route 66, la Salerno-Reggio Calabria, per illuderci di trovarci in un’altra epoca, regione, auto (sempre sulla Fiat Panda stiamo eh!) per ricordarci come si viveva in quel fantastico decennio (ovviamente in società, mica sulla Salerno-Reggio). Un plauso particolare va al “titolare” del progetto Lucio Calegari, già nei Wicked Minds, ottimo chitarrista e compositore. Ma è riduttivo “plaudere” solo ad un membro in quanto tutti i musicisti si fanno in quattro e sono parimenti eccellenti: dalle folli tastiere di “Apollo” Negri, alla sezione ritmica di Edo Giovanelli e Marco Barbieri, per concludere con la voce superba della Sardella. Non perdetelo assolutamente, qui si parla di hard rock, con venature blues, di alta classe. Ah, nostalgia…gli anni settanta sono finiti, noi li abbiamo persi, ma che ci frega? Mettiam il disco nel lettore, chiudiamo gli occhi e riprendiamo il viaggio…Cool man!
| Autore: Electric Swan | Titolo Album: Swirl In Gravity |
| Anno: 2012 | Casa Discografica: Black Widow Records |
| Genere musicale: Hard Rock | Voto: 9 |
| Tipo CD | Sito web: http://www.electricswan.it |
| Membri band:
Monica Sardella – voce Lucio “Swan” Calegari – chitarre Paolo “Apollo” Negri – tastiere Marco “Dipu” Barbieri – batteria Edo Giovanelli – basso |
Tracklist:
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la classe non è acqua….come on WICKED MINDS , come on ELECTRIC SWAN
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