30th giu2012

Queensryche – Rage For Order

by Marcello Zinno

Il vero primo album (anche se non prima uscita) dei Queensryche è Rage For Order, un pacchetto di tracceche tenta di urlare l’ordinata rabbia dei 5 grandissimi artisti ma che allo stesso tempo vuole fondere così due attributi diametralmente opposti tra loro, come sempre non senza raggiunge l’intento. Se state leggendo con l’album nelle vostre mani incuriositi da un primo ascolto che ancora deve avvenire, tenetevi pronti a degustare tutta la musica anni ‘80 mista ad un heavy direttamente proiettato nel futuro e a trovare proprio in questo full-lenght le basi per centinaia di gruppi dell’epoca e non. Band etichettata principalmente come prog metal band ma che ha cambiato pelle ad ogni uscita, sfoggia una destrezza nel danzare tra un genere e l’altro senza timore. Complessivamente il sound di Rage For Order è accostabile ad Empire ma in modo molto più cattivo, ricercato e meno diretto, nonostante sia passato di mezzo l’amatissimo e incontrastato capolavoro Operation Mindcrime che ha stravolto la storia ed appassionato legioni di fan. Le basi qui riscontrate sono un hard rock raffinato e ricco di contenuti contornato da un’attenzione agli arrangiamenti senza fine. Il protagonista dell’album è senza dubbio Geoff Tate cantante dalla voce eccellente e dal carattere intriso in ogni singola nota.

L’album non presenta nessun cedimento, nemmeno ad osservarlo con il microscopio; l’opener Walk In The Shadows mette in campo il meglio che possono proporre i Queensryche con dei testi molto meno complicati del già citato Operation Mindcrime ma potentissimi per impatto senza raggiungere a tutti i costi vette altissime; Chris De Garmo ovviamente ci mette il suo e sappiamo che quando si impegna ha veramente pochissimi rivali (non ci riferiamo alla velocità, nella quale Chris mostra comunque tutta la sua tecnica, ma nell’arte e nella disinvoltura con cui unisce note e crea melodie immortali). Anche la presenza di ritornelli in vista, fattore ripreso solo due album dopo ed abbandonato nel successivo concept-album, convince ed appassiona; non ci sono scuse, un ottimo cantante riesce a tradurre la musica in emozioni con la forza di un respiro. I Dream In Infra-red è la canzone che più di tutte riprende lo stile “Queensryche” conservandolo più a lungo, mentre The Whisper apre il sipario ad un riff intricato ed appassionante che dà alla luce un tempo fresco e studiatissimo. Il power la fa da padrone mentre le chitarre si destreggiano a seminare note avvolgenti; quel “listen” urlato con rabbia e convinzione è proprio ciò che viene richiesto ai fan, ma inteso nel doppio senso della sua traduzione perché la musica può essere ascoltata ma anche sentita.

L’atmosfera cambia con Gonna Get Close To You: le chitarre cuciono una trama intricatissima che fa da cornice all’intero brano, un muro invalicabile in cui Geoff dirige egregiamente il combo ed interviene senza uno struttura precisa ma solo quando il suo cuore batte più forte diventando davvero rovente quando Eddie Jackson entra con un basso groove che penetra dentro e spiazza qualsiasi mente pazza all’ascolto. Il bridge enfatizza ancora più l’anima cupa della track vendendo claustrofobia a manetta e trasmettendo sensazioni uniche. The Killing Words apre con una tastiera molto anni ’80 ma i riff fanno ingresso e lanciano nel tunnel dei novanta il brano, la voce strozzata dal pianto esprime il dolore di una storia finita. Ogni singola nota trasuda disperazione, senza nessuna forma di conforto ma sputato in faccia a chi, debole di cuore, non riesce ad accettare la realtà. Il titolo in effetti l’aveva preannunciato. È solo Surgical Strike che rimette in careggiata il combo ed esprime tutta la compattezza di cui solo i Queensryche sono portatori, mentre Neue Regel si lancia in un riff acustico complesso in una sua suddivisione con un sound profondamente hard rock; anche qui, come in tracce precedenti, la simbiosi che assiste la sezione ritmica crea una crepa rispetto al resto della song che procede strafottente con le due guitar quasi l’una la mente dell’altra, ed un Geoff straordinario. Si aggiunge un coro azzeccatissimo ed il tipico sound della band che non ha bisogno di essere commentato. Gli assoli come sempre giungono irruenti all’interno del brano e spazzano via la pesantezza delle parole e dei tempi facilmente suonati.

È Chemical Youth che avvolge il sorpreso ascoltatore in più calde sfuriate di riff e rullanti, le linee vocali si intrecciano come se il brano fosse semplice da digerire mentre il tutto è in continuo mutamento intorno a noi. Una strofa parlata spezza la canzone, un assolo pronunciato di batteria con un flangers molto kissiano lo copre, un De Garmo ispiratissimo e floidiano come non lo è mai stato, un sapore unico che solo Rage For Order sa dare. Ma il vero dolore, il sacrificio umano senza ricorrere a mezzucci blasfemi, deve ancora giungere. Ed è London che a voce bassa splende uno stato da rianimazione latente, una sferzata di aria del doppio assolo ed il tutto diviene molto più power e mai epico anche se molto atmosferico. La voce sale, i sogni si realizzano in un luogo per noi nuovo ma molto ben raffigurato dai cinque, gli scatti delle chitarre continuano come colpi di spada diretti al petto, il sacrificio non è terminato. Screaming In Digital, anch’essa con un tempo intricatissimo, un basso “effettato” allo sfinimento, vuole essere a tutti i costi protesa nel futuro fino a quando la strofa piena non raggiunge lidi ben conosciuti. Complesso e coraggioso come brano, cupo e sanguinante senza essere ruffiano, ben delineato l’assolo in classico stile heavy metal; il tutto ripreso in I Will Remember un brano acustico con un refrain struggente e mentre Geoff esprime tutta la sua amarezza i riff si intrecciano ed amplificano il proprio urlo e il brano termina con un senso di rammarico, un altro capolavoro è terminato.

Un album da non perdere, consigliata la versione rimasterizzata in cui è presente anche Gonna Get Close To You 12” version, The Killing Words (totalmente stravolta e molto più intimista) e Walk In The Sadows versione live (ancora più catchy dell’originale) ed una versione acustica di I Dream In Infrared. Spettacolo.

Autore: Queensryche Titolo Album: Rage For Order
Anno: 1986 Casa Discografica: EMI
Genere musicale: Prog Metal Voto: 9
Tipo: CD Sito web: http://www.queensryche.com
Membri band:

Geoff Tate – voce

Chris De Garmo – chitarra

Michael Wilton – chitarra

Eddie Jackson – basso

Scott Rockenfield – batteroa

Tracklist:

  1. Walk In The Shadows
  2. I Dream In Infrared
  3. The Whisper
  4. Gonna Get Close To You
  5. The Killing Words
  6. Surgical Strike
  7. Neue Regel
  8. Chemical Youth (We Are Rebellion)
  9. London
  10. Screaming In Digital
  11. I Will Remember

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>