Alice In Chains – Black Gives Way To Blue
Si potrebbe iniziare a dire che a volte ritornano, ma sarebbe scontato e incompleto. A ben quattordici anni dal loro ultimo album in studio, arriva Black Gives Way To Blue. In tutti questi anni molti di voi si saranno chiesti se ci sarebbe potuto essere un futuro senza Staley. Altri invece saranno saltati dalle proprie sedie, urlando al tradimento magari, dopo la notizia ufficiale del ritorno di Cantrell e soci. Alcuni infine si saranno chiesti: “ha senso oggi vedere una band, senza la sua insostituibile voce, manifesto di un movimento musicale che non esiste più?”. Andreste a vedere, e comprare, i dischi dell’Experience senza Jimi, o gli Zeps senza Plant o i Doors senza Morrison? A tutte queste domande di certo non risponderò io, ma il tempo e il loro nuovo disco. Gli Alice In Chains hanno rappresentato il lato più malato e sofferente di quel movimento che nei primi anni novanta ha sconvolto la fisionomia del rock. Oggi, orfani di quell’ugola che più di tutti ha incarnato il dolore, la band prova a risalire dallo sporco in cui era finita assoldando fra le sue fila il nuovo cantante, William DuVall. Se l’operazione riesce o no è arduo affermarlo con assoluta certezza. Quello che possiamo dire è che i quattro dimostrano di poter rimanere a galla proprio senza chi li aveva zavorrati tanto da portarli a uno scioglimento, in verità mai del tutto avvenuto. Tutto il peso di questo nuovo capitolo è sopportato dal secondo (a nessuno) fuoriclasse Cantrell, altra penna di fine grana capace di scrivere brani che stanno in piedi da soli, senza l’utilizzo di facili scappatoie ma con qualche mezzuccio che vi sveleremo alla fine di quest’articolo*.
Si parte sulle note di All Secret Known, opener che ci riporta indietro di quasi due decadi, la produzione è nel loro solito stile ma non graffia perchè ripulita a dovere in studio. DuVall vive in bilico, indeciso se scimmiottare Layne o prendere una via del tutto personale. Queste sensazioni si manterranno per l’intera durata del lavoro. La situazione peggiora, in maniera sensibile, con la successiva Check My Brain in cui la band cerca ruffianamente il favore del (suo) pubblico attraverso un appiccicoso ritornello e chitarre palesemente sulla falsa riga del tempo che fu. Insomma un autogol abbastanza goffo. Il primo vero brano in cui DuVall prova a tirare fuori un po’ di personalità, che non dispiace affatto, è Last Of My Kind, lontana dagli stilemi grunge e vicina al metal dei loro primi dischi. A quota quattro arriva Your Decision, ballatona in acustico vicina a Jar Of Flies e l’Unplugged, ma senza la stessa forza dirompente. Meglio fa la metallara A Looking In View in cui le voci continuano a incrociarsi come un tempo, le chitarre mordono e, anche se il senso di deja vu è fortissimo, il pezzo regge. In soldoni quest’album vive di luci e ombre, cozza con un passato troppo ingombrante per non essere preso in considerazione, ma possiede qualche colpo di reni degno di nota che non ci permette di liquidarlo come una mera operazione di marketing (Acid Bubble).
Gli Alice In Chains di oggi sfruttano tutta la loro esperienza (Lesson Learned) e i mezzi che hanno a disposizione senza nessuna vergogna, consci di una durata non sempre all’altezza della qualità, contro la quale l’unica cosa che l’ascoltatore può fare è saltare il brano passando alla traccia successiva. Non vi aspettate iperboli o cambi di rotta, purtroppo non c’è neanche la tanto agognata evoluzione del songwriting (Take Her Out). Nel disco si parla di fine e nuovo inizio, il compagno di tanti concerti Layne è sempre presente nei testi della band, forse non nel loro cuore, ma di sicuro occupa un grande spazio nelle loro memorie. Per i più curiosi l’album è stato completato il giorno del 43° compleanno di Jerry, vanta la presenza di Elton John nell’ultimo brano e contiene alcune controversie di stampo tecnico.
*Popdose.com ad esempio lo accusa di essere finito nella maglie della loudness war, la nuova tendenza digitale dove tutto è registrato a un volume al di sopra della norma per dare un senso di potenza maggiore anche nei dischi più scarsi.
| Autore: Alice In Chains | Titolo Album: Black Gives Way To Blue |
| Anno: 2009 | Casa Discografica: Virgin |
| Genere musicale: Rock | Voto: 6 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.aliceinchains.com |
| Membri band:
William DuVall – voce Jerry Cantrell – chitarra Mike Inez – basso Sean Kinney – batteria, percussioni Elton John – pianoforte in Black Gives Way To Blue |
Tracklist:
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