Crass – Yes Sir, I Will
Il 1983 è l’anno dell’ultimo lavoro dei Crass, infatti in quello seguente la band si scioglierà. Erano di ritorno da un concerto e, come leggenda vuole, nel tragitto verso casa fecero lunghe disquisizioni e rimanendo sinceri con se stessi, capirono forse che era giunto il momento di fermarsi. Sapevano che lo scioglimento prima o poi era la destinazione finale; anni e anni di accuse e citazioni in tribunale li avevano sfiancati economicamente e forse la polizia e il sistema aspettavano solo che si stancassero. Yes Sir, I Will prende il titolo da una conversazione tra il Principe del Galles Carlo e un reduce ustionato durante la guerra delle Falklands: “Rimettiti presto,” disse il Principe. E l’eroico soldato rispose “Sissignore, lo farò”. Dunque una stramaledetta ironia che campeggiava sulla copertina dell’album, il quale urla con veemenza contro i potenti e chi accetta il loro potere. Come al solito ne avevano per tutti.
Dopo la lunga lavorazione che caratterizzò il precedente Christ The Album, i Crass provarono ad essere più diretti ed immediati con Yes Sir, I Will e la musica che ne nasce è nera, arrabbiata, caotica e cruda. I Crass sembrano tornati ai primordi con quel sound ruvido, ma la capacità di come questo lavoro si insinua nella mente dell’ascoltatore è decisamente più subdola e spaventosa. Yes Sir, I Will fu inciso sotto un’unica composizione, divisa solo dalle due facciate del 33 giri. Il risultato è un testo lunghissimo, il quale si srotola in crescendo con le varie sezioni dell’album. Il nucleo linguistico nasce da Rocky Eyed, una poesia di Penny Rimbaud (batterista, scrittore e all’occorrenza cantante). Onestamente le chitarre sferragliano in modo energico inizialmente, ma ogni minuto che passa queste diventano belve ringhianti, la batteria è un martello di un chissà quale dio della guerra, il quale batte infaticabilmente e le voci di Ignorant, Libertine, Rimbaud, e di tutti quelli che si alternano al microfono, generano un crescendo
emotivo all’unisono con la musica.
Quando Yes Sir, I Will giunge al termine si prova un senso di sollievo e ci si sente come scampati da un maelstrom che stava per tirarti giù. È un turbinio di accuse l’album: “La guerra delle Falkland è stata riscritta come è successo. Non è stata una gloriosa vittoria per lo spirito britannico. Né una sconfitta eroica di un dittatore fascista. Era un pezzo duro e selvaggio di propaganda elettorale. Progettato per coprire i terribili problemi interni”, questo passo a quante situazioni storiche lo potreste applicare dopo gli anni ’80? C’è altro, ma occorrerebbe troppo spazio e proporre delle singole parti sarebbe riduttivo. Occorre un senso d’insieme
per questo album ed è obbligatorio ascoltarlo in un solo fiato, come se fosse non “il canto del cigno” dei Crass, ma l’ultimo urlo arrabbiato e folle di un qualcosa di grande. Yes Sir, I Will è uno dei genitori del noise e delle sfuriate post punk, è l’album a cui molti (per esempio i Sonic Youth) saranno indebitati moralmente e stilisticamente. Yes Sir, I Will termina tra feedback, colpi sulle pelli, plettrate sporadiche e dilatate che lasciano rammentare ad un’asettica e solitaria voce il dialogo dal quale nasce il titolo dell’album. La puntina si avvia alla fine dei solchi e si solleva, portandosi via la storia più bella del punk, i Crass!
| Autore: Crass | Titolo Album: Yes Sir, I Will |
| Anno: 1983 | Casa Discografica: Crass Records |
| Genere musicale: Punk | Voto: 8 |
| Tipo: LP | Sito web: http://www.myspace.com/crasscrass |
| Membri band:
Steve Ignorant – voce Joy De Vivre – voce Eve Libertine – voce N.A. Palmer – chitarra, voce Phil Free – chitarra Pete Wright – basso Penny Rimbaud – batteria, voce Paul Ellis – pianoforte |
Tracklist:
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