by Giancarlo Amitrano
Un fiume in piena, l’attuale produzione musicale italiana, band di vario genere si affacciano sul panorama artistico, sgomitando tra esse alla ricerca di un posto al sole. Parafrasando una famosa canzone di qualche anno fa, potremmo dire che “solo uno su mille ce la fa”, tuttavia, possiamo elevare la percentuale, dato il buon numero di gruppi che riesce ormai a mettersi in evidenza. E così gli Spiral 69, capitanati dal singer Riccardo Sabetti, sono gli autori della proposta che oggi andiamo ad esaminare. Autori di un disco abbastanza complesso, possiamo rendercene conto sin da Collecting Lies, dove la vena oscura ed intimista fa capolino tra le righe con un sound molto compresso, ma non certo ovattato, dove il singer declama in maniera molto gothic testi davvero impegnati. La buona sezione ritmica rende bene l’impatto emotivo e quasi “industriale” in alcuni passaggi davvero ben congegnati tra loro. Cold veste bene i panni del potenziale singolo, gli strumenti sono tirati alla perfezione, la drammatizzazione del testo è resa perfettamente dal cantato attonito che si estrania dalla realtà, coadiuvato dalla precisione del battito del drummer, ideale compagno di sventure. Il bel gioco di archi consente di elevare al massimo la tensione emotiva che traspare dal brano, improntato a tematiche erotiche e comunque sparate in faccia ad arte a chi ascolta. Mirabile l’intarsio centrale tra archi e tastiere, che prelude al convulso finale, davvero coinvolgente nella sua trasposizione vocal-sonora.
Con Berlin, si sale di livello, la tecnica compositiva e la melodia interpretativa vengono rese al massimo dalla proposta vocale davvero notevole di Sabetti, attorno alle quali ruotano alla grande gli strumentisti coinvolti in una ideale “session” di bravura, in cui eccellono specialmente una delicata acustica ed un buon lavoro delle tastiere. La Missori è davvvero brava nel costruire un delicato refrain di tastiere che fanno in modo che il cantato riesca ad estrinsecarsi in maniera davvero mirabile dal viluppo delle tematiche desolanti. Tra i migliori brani del disco, si caratterizza per le sue atmosfere grevi e pesanti, adatte al cantato alienato nella strofa centrale e rinvigorito nel bridge finale. Everyone Has Someone To Hate è tirato come non mai: l’accezione intimista del singer rende bene la passione che il vocalist trasmette al brano, anche gli strumenti sono più ruvidi e la lirica che le tastiere disegnano rende bene il senso di disorientamento provvisorio in alcuni frangenti del disco. Ottimo l’incrocio sonoro tra batteria e chitarra, con un ideale sfida tra i due strumenti a singolar tenzone, senza perdere di vista l’economia del brano, ottima nella sua vena di esaltazione sonora. Ethon II si incastona a meraviglia tra gli episodi più sentiti. Il piano della Missori è altamente tecnico, mentre le atmosfere stagnanti che da esso derivano rendono bene il panorama di desolazione che il gruppo vuole trasmettere.
Beautiful Lie si appalesa come il momento “ruffiano” del disco, il pop che traspare dalle note mal si concilia con il cantato che in questa occasione cede il passo ancora al buon lavoro della Missori, sia pure depurato da orpelli di eccessivo disimpegno dai testi sinora adoperati. Brano comunque buono, tuttavia accusa alcuni passaggi a vuoto nella melensa offerta sonora specie al centro del pezzo, che si trascina stancamente alla fine. Arrivati alla title track, siamo invasi da un gioco di effetti sonori, di atmosfere sature di immanente, in cui si intrecciano bene la sei corde e le percussioni davvero cadenzate e modulate alla grande, in uno dei migliori episodi del disco. Tutto il quintetto è pienamente coinvolto nel trasporre in musica testi che ancora una volta parlano di erotismo, sia pur con delicatezza compositiva. Giunge anche il momento di un sia pur accennato “solo” della sei corde, su cui la sezione ritmica si profonde in caratterizzazioni quasi oniriche della realtà, ben dipinta ed immaginata. Una pausa quasi “dance”? Parrebbe di sì con The Girl Who Dances Alone, almeno nelle battute iniziali che il gruppo dà al pezzo. Grazie alla modulata voce dell’ospite Tying Tiffany, il brano assume connotazioni molto coinvolgenti e quasi rimbombanti nel refrain, su cui la chitarra esibisce stavolta i muscoli dal punto di vista della durezza. Anche il cantato è davvero duro, grazie ai cori che raddoppiano l’intensità vocale ed alla batteria che funge da grancassa vera e propria. Melodia pura con Love Is For Losers: la presenza degli archi rende il brano pregevole dal punto di vista della composizione e della predisposizione al temperamento artistico del gruppo. Il lavoro della Missori ancora una volta impreziosisce ed anzi concede maggior intensità al lavoro della sezione ritmica, resa più pesante nella fase centrale da un drumming molto nitido che non perde battute.
Molto coinvolgente, Best Porno risente ancora della vena folk che il gruppo non nasconde, mischiandola a sapienti atmosfere di nuovo gotiche nella modulazione della voce. La sei corde, ancora acustica, si erge di una spanna con il suo tocco morbido che si articola attorno ad un semplice giro di accordi ritmati che non vanno a discapito della freschezza del brano. Ancora una volta i cori supportano alla grande il singer, ispirato dal sostegno della seconda voce, tanto da concludere il brano con una cavalcata vocale quasi di esclusiva pertinenza. Chiudiamo con Bleeding Through, un brano in cui si nota sin da subito la voce quasi estraniata da una realtà che la band gli costruisce addosso con atmosfere grigie di tastiere e di percussioni quasi ancora industriali e nella battuta e nella resa sonora. Mirabile ancora il gioco dei tasti che con delicatezza si accompagnano al refrain, senza incidere sulla sua speditezza e sulle intenzioni della band, che sono davvero di significato socialmente utile. Per un lavoro che, in definitiva, lascia presagire orizzonti ancora più radiosi per il combo in questione, in presenza di altri lavori come questo.
| Autore: Spiral 69 |
Titolo Album: No Paint On The Wall |
| Anno: 2011 |
Casa Discografica: MegaSound |
| Genere musicale: Folk |
Voto: 7 |
| Tipo: CD |
Sito web: http://www.myspace.com/spiral69 |
| Membri band:
Riccardo Sabetti – voce
Enzo Russo – chitarra
Andrea Ruggiero – violino
Stefano Conigliaro– batteria
Licia Missori – piano |
Tracklist:
- Collecting Lies
- Cold
- Berlin
- Everyone Has Someone To Hate
- Ethon II
- Beautiful Lie
- No Paint On The Wall
- The Girl Who Dances Alone
- Love Is For Losers
- Best Porno
- Bleeding Through
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