10th nov2012

Kiss – Monster

by Gianluca Scala

Per tante persone il 2012 è l’anno in cui finirà il mondo come previsto da antiche profezie arrivate sino a noi, invece per altre milioni di persone questo sarà l’anno in cui la più grande rock’n'roll band di tutti i tempi ha pubblicato il suo ventesimo capitolo musicale. Stiamo parlando di Monster, il nuovo album dei Kiss, band che non accenna minimamente ad avvicinarsi alla pensione. Fenomeno questo che viene bene evidenziato anche da tutti i programmi previsti che la band sta portando avanti con la stessa vitalità di sempre, senza limitarsi nel pubblicare una nuova release e basta: infatti il tutto coincide con la pubblicazione di un libro con lo stesso titolo che è stato distribuito in ogni nazione del mondo, accompagnato anche dalla promessa dell’imminente uscita del quarto capitolo della saga Kissology. Attualmente la band è in tournée insieme ai Motley Crue in America pronta ad intarprendere il giro del mondo col suo carrozzone rock. Ma parliamo di questo nuovo capitolo musicale che i Kiss lasciano ai posteri e che non tarderà ad entrare nei vostri cuori: Monster è il disco che i Kiss scriveranno in eterno e che non deluderà le aspettative di tutti gli innumerevoli fan. L’album comprende 12 canzoni una più bella dell’altra, 12 gemme che brillano di luce propria e che dal momento che pigerete il tasto play e le note del primo brano Hell Or Hallelujah, anche primo singolo estratto dal disco, usciranno dagli altoparlanti dello stereo sarete invasi dalla carica esplosiva sprigionata.

Impossibile rimanere fermi ed indifferenti davanti ad un album del genere, qui troverete tutto l’universo Kiss fatto di riff memorabili, ritornelli eccezionali senza sbavature e cori che riportano indietro negli anni. Al microfono si alternano Paul Stanley e Gene Simmons che si dividono il ruolo di vocalist da un brano all’altro, ed è un continuo susseguirsi di anthem di altri tempi, davvero molto belli. Non potrete fare a meno di canzoni come Wall Of Sound, Back To The Stone Age, Long Way Down per non parlare di uno degli assoluti highlight di questo disco, stiamo parlando di Eat Your Heart Out, in grado di trasportarci su un altro pianeta con quelle sue atmosfere anni ’70, e quel giro di chitarra iniziale che segue al coretto intonato dai quattro membri della band che è semplicemente sublime, con i Kiss che cantano versi godarecci come “Eat your heart out baby, won’t you get me somthing sweet. Eat your heart out baby, a hot mess is just what i need“. Gene Simmons interpreta come suo solito i brani che sembrano scritti appositamente per il suo personaggio mascherato, e una canzone come The Devil Is Me ne è l’esempio lampante, altro brano ben strutturato che farà la gioia di molti nonchè l’inno assoluto All For The love Of Rock’n'Roll, perfetto sotto ogni punto di vista e degno del nome della band che lo ha scritto. Leggetevi il testo e capirete perchè migliaia di ragazzi al mondo incominciano ad imbracciare uno strumento e decidono di dedicare la propria vita alla musica, brano da antologia che entrerà a pieno merito a far parte nei classici di questa band.

Non mi sento di aggiungere nient’altro, credo di essere stato molto chiaro nell’aver descritto l’ennesimo capolavoro di questa grande band che da quasi 40 anni contribuisce a scrivere pagine indelebili della storia del rock. Un ultimo consiglio: leggete attentamente il booklet con i testi delle canzoni, creano dipendenza da rock’n'roll.

Autore: Kiss Titolo Album: Monster
Anno: 2012 Casa Discografica: Universal Music/Kiss Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 9
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Paul Stanley – chitarra, voce

Gene Simmons – basso, voce

Tommy Thayer – chitarre, voce

Eric Singer – batteria, voce

Tracklist:

  1. Hell Or Hallelujah
  2. Wall Of Sound
  3. Freak
  4. Back To The Stone Age
  5. Shout Mercy
  6. Long Way Down
  7. Eat Your Heart Out
  8. The Devil Is Me
  9. Outta This World
  10. All For The Love Of Rock’n'Roll
  11. Take Me Down Below
  12. Last Chance
27th mar2012

Kiss – Sonic Boom

by Gianluca Scala

Dopo undici anni passati in tournée da un continente all’altro, con date sold out praticamente ovunque, i Kiss si rinchiudono con la nuova e ormai rodata line-up per dare vita a quello che diventerà il loro 19° studio album. Nel marzo del 2009, col beneficio della pubblicazione prima in Europa e poi negli States e nel resto del mondo, viene dato alle stampe Sonic Boom, questo il titolo del disco che ancora una volta ha fatto smuovere le viscere della terra, undici grandi rock songs che profumano di classici ancor prima di aprirne la confezione appena usciti dallo store di fiducia. Sonic Boom è stato prodotto dallo stesso Paul Stanley aiutato alla consolle dall’esperto producer Greg Collins: il prodotto finale risulta essere un buon disco con forti richiami al loro periodo fine anni ‘70 a livello di sound, come se l’intento sia stato quello di riabbracciare quelle sonorità accattivanti e kitch che hanno fatto saltare migliaia di fan ai tempi di Love Gun, Rock’n'roll Over ed Alive II. L’album si apre con il killer riff di Modern Day Delilah e tutto il brano si muove tra hard rock, glam, accenni ai Motorhead ed un assolo di chitarra come ormai ce ne sono pochi eguali. Altissima comunque la qualità della prima parte dell’album, che presenta brani molto belli e ricercati nelle melodie, vi basta ascoltare Russian Roulette e Never Enough per farvi venire voglia di fare baldoria in un grande party improvvisato tra le mura di casa vostra.

Russian Roulette viene cantata da Gene Simmons, comincia con un mega riffone e contiene un ritornello assai melodico, Paul Stanley gli strappa il microfono dalla bocca per cantare la successiva Never Enough e per ricordare a tutti che per fare buona musica bastano solo una piccola manciata di accordi e dei ritonelli melodici che ti si appiccichino in testa (lezione che impararono negli anni anche i Ramones). Con Yes I Know (Nobody’s Perfect) ci avviciniamo al genere boogie rock con tanto di coretti accattivanti e con un assolo di Tommy Thayer capace di strapparti la pelle dal corpo. Su Sonic Boom le parti vocali erano state divise abbastanza equamente dato che alcuni brani li canta Paul Stanley, altri Gene Simmons; Stand è cantata da entrambi mentre When The Lightning Strikes la canta Tommy Thayer e All For The Glory viene lasciata al drummer Eric Singer. Più si va avanti nell’ascolto e più ci si innamora di questo incredibile album, lasciatevi avvolgere anche voi dalle vibrazioni sonore di Stand, chiaramente creata per farla cantare ai fan sotto il palco, e che chorus (“Stand by my side I’ll be next to you! Stand by my side and we’ll make it through, I’m next to you”), altro brano adatto per i nostalgici del buon vecchio rock degli anni ’70.

Con All For The Glory cantata da Eric Singer troviamo ancora un’ottima canzone da cantare ai concerti, pezzo tirato e coinvolgente dall’inizio alla fine. E così si entra nella seconda parte del disco che non ci riserva grosse sorprese, ma continua sugli stessi binari hard rock vecchio stile come solo i Kiss sanno fare. Gene Simmons canta la sua carta d’identita’ in I’m An Animal, grandi cori, bel ritornello ed assolo di chitarra commovente con un Tommy Thayer sugli scudi. Assolutamente belle anche Danger Us, la grande When Lightning Strikes cantata da Thyer e che contiene l’ennesimo riffone che vorremmo sentire finché campiamo. E che assolo! L’ultima Say Yeah meriterebbe non una ma dieci note a parte, inno dedicato a tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti, nessuno escluso; qui Paul Stanley saluta la platea cantando “Who knows where we’ll be in the morning, I know we’re here tonight! Get uptight and it all gets so boring, it takes two to make you come alive. Take my hand, kiss your fears goodbye. There’s something here that we can’t deny! Let me hear you say it, let me hear you say Yeah!” Un inno divino che i Kiss hanno lasciato per le generazioni future che verranno, un messaggio a crederci sempre e non mollare mai nella vita. Let me hear you say it…

Autore: Kiss Titolo Album: Sonic Boom
Anno: 2009 Casa Discografica: Roadrunner Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 8
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, voce

Paul Stanley – chitarra, voce

Tommy Thayer – chitarra, voce

Eric Singer – batteria, voce

Tracklist:

  1. Modern Day Delilah
  2. Russian Roulette
  3. Never Enough
  4. Yes I Know (Nobody’s Perfect)
  5. Stand
  6. Hot And Cold
  7. All For The Glory
  8. Danger Us
  9. I Am An Animal
  10. When Lightning Strikes
  11. Say Yeah
20th mar2012

Kiss – KISS Symphony: Alive IV

by Gianluca Scala

Eccoci giunti al quarto album della saga Alive dei mitici Kiss, il disco sinfonico della band pubblicato anche in versione DVD che testimonia il concerto tenuto alla Telstra Dome di Melbourne in Australia il 23 febbraio 2003, dove i nostri quattro eroi mascherati presenteranno in quell’occasione il nuovo chitarrista Tommy Thayer, che prenderà definitivamente sino ai nostri giorni il posto di guitar-man della band. Questo album è il risultato della registrazione di un’esibizione mista, dove i Kiss alternano brani in versione elettrica ad altre accompagnate dalla Melbourne Symphony Orchestra, che per l’occasione si presenta sul palco con tutti i musicisti truccati come i Kiss, bambini del coro compresi. Dopo trent’anni di carriera non sono più solo un gruppo musicale, qui siamo al cospetto di una fede, un credo che non conosce né pause né tradimenti. Eterni, intoccabili, amati e odiati, ma in una sola parola si può descrivere cosa sono realmente, un mito. È davvero emozionante sentire Paul Stanley nelle interviste dell’epoca affermare che lui e Gene Simmons sono riusciti ad edificare come sognavano, la più grande rock band del mondo. E questo disco ne è la prova tangibile, dove una band come loro si può permettere il lusso di produrre un lavoro davvero mastodontico e con dietro un progetto che poche altre band avrebbe davvero potuto realizzare.

Uno spettacolo che sarebbe stato davvero complesso portare in giro per il mondo, diviso in tre atti dove nei primi sei brani i Kiss suonano solamente con gli strumenti elettrici, nelle successive cinque con strumenti acustici e con una parte dell’orchestra, mentre nei brani restanti che occupano tutta la seconda facciata del disco B finiscono il concerto con strumenti elettrici e con tutti i sessanta membri dell’orchestra. Orchestra guidata dal direttore David Campbell truccato di tutto punto con la maschera simile a quella del bassista Gene Simmons che si sarà divertito un mondo a dirigere viole, violini e violoncelli al ritmo di questa rumorosa e roboante rockband. Che cosa si può aggiungere nel descrivere questo splendido progetto, composto da venti delle canzoni più belle del loro smisurato repertorio? Che forse potevano evitare di seguire l’idea divenuta oramai un trend tra le band del metallo pesante di abbinare la propria musica con la musica classica con l’ausilio di un orchestra sinfonica (Metallica, Deep Purple, Scorpions…)?? Che un’opera del genere potrebbe essere una mera mossa di marketing? Niente di tutto questo, perché i Kiss non avevano e non hanno nulla da dimostrare al mondo, perché loro sono e saranno sempre la più grande rock’n’roll band di tutti i tempi.

Autore: Kiss Titolo Album: KISS Symphony: Alive IV
Anno: 2003 Casa Discografica: Sanctuary Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, voce

Paul Stanley – chitarra, voce

Peter Criss – batteria, voce

Tommy Thayer – chitarra

Tracklist:

Disc 1

  1. Deuce
  2. Strutter
  3. Let Me Go, Rock’n Roll
  4. Lick It Up
  5. Calling Dr. Love
  6. Psycho Circus
  7. Beth
  8. Forever
  9. Goin’ Blind
  10. Sure Know Something
  11. Shandi

Disco 2

  1. Detroit Rock City
  2. King of the Night Time World
  3. Do You Love Me
  4. Shout It Out Loud
  5. God of Thunder
  6. Love Gun
  7. Black Diamond
  8. Great Expectations
  9. I Was Made for Lovin’ You
  10. Rock and Roll All Nite
13th mar2012

Kiss – Psycho Circus

by Gianluca Scala

Dopo aver annunciato al mondo intero la notizia della loro reunion con i quattro membri storici, i Kiss sono partiti con la mega tournée denominata Alive Worlwide Tour ‘96/97, spettacoli il cui incasso finale risulterà il più alto registrato sia durante l’anno, sia nella storia del gruppo. Era scoppiata la nuova Kiss-mania, tre generazioni di fan si incontrano ai loro concerti e il merchandising torna a fatturare milioni di dollari nei soli U.S.A.; i Kiss nel settembre del 1998 pubblicano questo grandissimo album, il 18° della loro storia e lo intitolano Psycho Circus, come se con il titolo volessero descrivere come vedono la realtà intorno a loro, un grande circo psicotico. Dieci nuove canzoni tutte degne dei fasti degli anni migliori, dove i nostri eroi tornano in scena con un’energia pari a quella degli anni d’oro degli inizi della loro carriera. Tuttavia come era accaduto nei primi album dati alle stampe negli anni ‘80, Psycho Circus è stato registrato session men non accreditati e con la formazione incompleta. Peter Criss suonerà addirittura in un solo brano, negli altri suona il batterista Kevin Valentine che darà una mano alla band in studio, ed Ace Frehley in due, nelle altre si alterneranno durante le registrazioni Tommy Thayer dei Black n’Blue e l’ex chitarrista Bruce Kulick, che scriverà a due mani anche il brano Dreamin’.

L’inizio del disco è affidato alla stessa title track che parte con quella musichetta che si può sentire all’ingresso dei luna park o appunto ai botteghini di un circo, per poi esplodere letteralmente in un insieme di riff al fulmicotone dove Paul Stanley esordisce urlando “Hello! Here I am here we are we are one, I’ve been waiting for this night to come, get up!”. Un inizio davvero col botto senza alcuna ombra di dubbio e mentre la band ci saluta venendoci incontro dicendo a noi fan “welcome to the show” nel ritornello del primo brano Gene Simmons ci introduce nel secondo Within, scritto e cantato da lui, il demone del rock. Mentre Ace Frehley lascia ai posteri una bella interpretazione nel brano Into The Void, You Wanted The Best viene cantata da tutti e quattro, autocelebrandosi alla grande nei versi del brano. Ci sono almeno due canzoni che meritano da sole l’acquisto del disco: We Are One e Raise Your Glasses, il primo cantato da Gene Simmons è un vero e proprio inno alla vita, la nostra vita; solo leggendo le lyrics e ascoltando il brano ci si emoziona per le parole dei Kiss dedicate a tutti noi; il secondo è invece l’ennesima dimostrazione di classe nel scrivere pezzi anthemici che rimarranno per sempre impressi nella memoria del rock. E quando parte il pianoforte che introduce I Finally Found My Way cantato da Peter Criss ci si emoziona ancora una volta, sperando che un disco così bello non finisca davvero mai e che ci accompagni fino alla fine dei nostri giorni.

L’ennesimo capolavoro e grazie al cielo non l’ultimo, dato che loro ci sono ancora, anche se con la line-up diversa, ma l’importante è che il nome Kiss rimanga per sempre alto e presente nei nostri cuori.

Autore: Kiss Titolo Album: Psycho Circus
Anno: 1998 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 8
Tipo: CD Sito web: http://kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, chitarra, voce

Paul Stanley – chitarra, basso, voce

Ace Frehley – chitarra, voce

Peter Criss – batteria, voce

Tracklist:

  1. Psycho Circus
  2. Within
  3. I Pledge Allegiance To The State Of Rock & Roll
  4. Into The Void
  5. We Are One
  6. You Wanted The Best
  7. Raise Your Glasses
  8. I Finally Found My Way
  9. Dreamin’
  10. Journey Of 1,000 Years
06th mar2012

Kiss – Carnival Of Souls: The Final Sessions

by Gianluca Scala

Dopo la piacevole parentesi acustica dell’album registrato durante lo show di MTV nel 1995, la band attraversò un periodo alquanto confuso, perlomeno per i fan e per l’ambiente musicale in generale. Nello stesso periodo dove si vociferava di un’imminente reunion della formazione storica con il ritorno in pianta stabile dei membri storici Ace Frehley e Peter Criss, cosa per altro fatta presagire dopo l’apparizione dei due musicisti durante lo show acustico, i Kiss danno alle stampe un nuovo lavoro con ancora in formazione i due fidi compari della line up del periodo, ossia Bruce Kulick ed Eric Singer. Il disco evidenziò sonorità molto distanti dal classico stile della band, con la presenza di elementi grunge che irrobustirono ancor di più la loro musica. Tuttavia questo tentativo di innovazione si tradusse in un fallimento commerciale e viene considerato dalla maggior parte degli addetti ai lavori come il punto più basso della loro produzione. Si tratta di registrazioni dei primi anni del decennio (gli anni ‘90) quando imperava il grunge nelle classifiche con gruppi come i Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden ed Alice In Chains che la facevano da padroni, ed i Kiss ne erano stati contaminati. La band diede un’altra svolta alla loro musica, dando così prova di saper assorbire uno stile estraneo al loro, ma capaci di asservirlo al loro credo, fatto come sempre di puro e semplice hard rock.

L’album è composto da dodici brani dove la presenza di elementi grunge dicevamo, si fa sentire eccome, anche con abbondanti dosi di musica elettronica che di fatto stravolsero la proposta musicale del gruppo. Anche questa volta fu molto folta la lista di ospiti che parteciparono alla stesura delle canzoni: I Confess venne scritta a quattro mani da Gene Simmons con Ken Tamplin, ex membro degli Shout; Childhood’s End porta la firma ancora di Simmons insieme a Bruce Kulick e del futuro chitarrista della band Tommy Thayer, che già aveva colaborato con i Kiss nell’album del 1989 Hot In The Shade; il cantante dei Black’N Blue scrisse In My Head assieme a Gene Simmons, quindi anche la presenza di artisti prettamente vicini alla scena metal contribuì al cambiamento che radicò lo stile di Carnival Of Souls: The Final Sessions. Questo è anche l’unico album dove il chitarrista Bruce Kulick si mette al microfono, cantando l’ultimo brano in scaletta I Walk Alone, cosa che non avvenne mai sugli altri dischi dove c’era lui in formazione. L’album partiva con un riffone pesante ed il cantato cavernoso di un Simmons quasi irriconoscibile nel brano Hate, carico di cattiveria come forse i Metallica provarono anni dopo nel loro St.Anger e credetemi il paragone non è per niente un’esagerazione. Provate ad ascoltare la rabbia sonora che si respira in Master & Slave, in Childhood’s End sembra di sentire gli Stone Temple Pilots, con quel giro di chitarra che è allo stesso tempo così grunge, ma anche dannatamente così “loro”, dove ai Kiss piace sperimentare a tal punto da inserirci anche un coro gospel femminile.

I Will Be There è una ballad che riesce ad inseririsi bene nel contesto duro e puro del resto del disco, impreziosita da quei giri di chitarra classica conditi dall’assolo di Kulick che comunque non è assolutamente roba da buttar via. Certo è che questo disco spiazzò davvero tantissime persone che non si sarebbero mai aspettate un album così diverso da una band che alla fin fine aveva contribuito alla scrittura della storia della nostra amata musica; sinceramente non lo troviamo poi così male nel suo stile, ma bisogna amare la musica in tutta la sua bellezza e saperne cogliere i diversi stili esistenti. Solo così si può imparare ad apprezzare davvero anche un lavoro come questo che i Kiss diedero alle stampe nel ’97. Provate a riascoltarlo e a riscoprirlo insieme a noi, magari proprio partendo da questa recensione.

Autore: Kiss Titolo Album: Carnival Of Souls: The Final Sessions
Anno: 1997 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 6,5
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, voce

Paul Stanley – chitarra, voce

Bruce Kulick – chitarra, basso, voce

Eric Singer – batteria, voce

Tracklist:

  1. Hate
  2. Rain
  3. Master & Slave
  4. Childhood’s End
  5. I Will Be There
  6. Jungle
  7. In My Head
  8. It Never Goes Away
  9. Seduction Of The Innocent
  10. I Confess
  11. In The Mirror
  12. I Walk Alone
28th feb2012

Kiss – MTV Unplugged

by Gianluca Scala

Nel 1995 i Kiss parteciparono allo show Unplugged della rete televisiva MTV America, da cui venne tratto questo bellissimo live album pubblicato dalla Mercury Records divenuto storico per tanti motivi. Innanzitutto perchè riuniva sopra lo stesso palco la formazione originale composta da Paul Stanley, Gene Simmons, Ace Frehley e Peter Criss, e poi perché fu l’unica volta dove i membri originali della band apparvero senza costumi e senza il trucco. Erano comunque regolarmente presenti all’esibizione anche i due membri del gruppo del periodo, e mi riferisco al chitarrista Bruce Kulick ed al batterista Eric Singer, e c’è da aggiungere che durante lo show, tutti suonarono degli strumenti acustici per l’occasione ad esclusione di Eric Singer. La scaletta dello show era composta dai brani tra i più famosi del loro repertorio, in tutto vennero registrati ben 15 tracce mentre alcune vennero scartate per questioni di spazio (vennero esclusi dalla registrazione finale Heaven’On Fire, Spit, C’mon and Love Me, Hard Luck Woman e God Of Thunder). L’album venne pubblicato in diverse versioni, in commercio tutt’ora si riescono a trovare sia la versione video (VHS e DVD) sia quella in vinile LP con una traccia in più(Got To Choose) rispetto a quella in digitale.

Bellissima l’atmosfera che si respira quando i nostri attaccano a suonare circondati dall’affetto del pubblico presente e poco alla volta anche chi si cimenta all’ascolto del disco viene avvolto dalla magia che i Kiss sprigionano dai loro strumenti. Si parte da brani presi dai primi grandi album come Comin’ Home, Plaster Caster, la ballad Goin’ Blind, l’eterna Do You Love Me, Sure Know Something. Dal più recente lavoro Revenge vennero proposte la ritmata Domino dove il buon Gene si scorda momentaneamente il primo verso della canzone, per poi ricominciarla d’accapo dopo le ironiche scuse date alla platea, e la splendida Everytime I Look At You. Quando arriva il momento di presentare gli altri membri della famiglia ecco salire on stage il grande Ace Frehley che canta una bella versione di 2,000 Man dei Rolling Stones che già interpretava sull’album Dynasty, seguito da Peter Criss che invece interpreterà la sua Beth.

Il finale del concerto è di quelli da panico, dove i Kiss suonano le immortali Nothin’ To Loose e Rock’n’Roll All Nite in un crescendo di entusiamo generale. Questo album aumentò le certezze per una reunion della band con i due membri originali Frehley e Criss, ma si trattò solo di un’ospitata d’eccezione per questo show acustico, anche se non ci sarà da aspettare a lungo per l’annuncio che ha fatto gioire milioni di fan nel mondo.

Autore: Kiss Titolo Album: MTV Unplugged
Anno: 1996 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, voce

Paul Stanley – chitarra, voce

Bruce Kulick – chitarra, voce

Eric Singer – batteria, voce

Ace Frehley – chitarra, voce

Peter Criss – batteria, voce

Tracklist:

  1. Comin’ Home
  2. Plaster Caster
  3. Goin’ Blind
  4. Do You Love Me
  5. Domino
  6. Sure Know Something
  7. A World Without Heroes
  8. Rock Bottom
  9. See You Tonight
  10. I Still Love You
  11. Every Time I Look at You
  12. 2,000 Man
  13. Beth
  14. Nothin’ To Lose
  15. Rock and Roll All Nite
  16. Got To Choose (versione in vinile)
21st feb2012

Kiss – Alive III

by Gianluca Scala

Il terzo capitolo della saga Alive è sicuramente uno dei più amati da tutti i fan della musica a 360°: questo è uno degli album dal vivo più belli mai pubblicato da un gruppo hard rock nel corso degli anni ’90. Uscito nel maggio del 1993 contiene delle registrazioni di ben quattro show tenuti dalla band durante il Revenge Tour a Cleveland, Indianapolis e Detroit tra il 27 ed il 29 novembre del 1992. Alla produzione dell’album troviamo oltre alla band al completo l’esperto producer Eddie Kramer: il suo tocco e la sua pulizia la si riconosce subito nei solchi di questo lavoro composto da 17 tracce che includono molti estratti dall’ultimo studio album Revenge, brani ormai entrati nella loro storia come l’anthemica I Just Wanna, la grande heavy song Unholy, la bella Domino, Take It Off, la sempre splendida Forever (che dal vivo non muta l’atmosfera che sa creare) e alla fine del concerto, quel grande inno dedicato a tutti i fan che risponde al titolo di God Gave Rock’N’Roll To You II, con tanto di proposizione dell’inno americano The Star Spangled Banner nel finale. Questo album vinse un disco d’oro nell’ottobre dell’anno successivo dalla sua pubblicazione, segnale forte che dimostra come in America i Kiss siano sempre stati circondati dall’immutato affetto dei suoi seguaci.

Qui ci sono canzoni che dal vivo prendono nuova potenza e che danno la carica giusta per affrontare la giornata: Heaven’s On Fire, Rock’N’Roll All Nite, Lick It Up, l’immortale Detroit Rock City che non potrà mai mancare in un loro concerto. Un album che io stesso non ho mai smesso di amare e di ascoltare saltuariamente durante la mia vita e che non poteva assolutamente mancare dalla mia collezione privata. Dopo la morte del grande Eric Carr dietro ai tamburi si è seduto un altro grande batterista, Eric Singer, per il quale voglio evitare paragoni o giudizi di circostanza. Non c’è da discutere se sia in grado o meno di sostitutire Carr alla batteria, se i Kiss lo hanno scelto un motivo ci sarà ed a noi fan va bene così. Vi auguro di riscoprire la magia di questo grande live album come l’ho riscoperta io negli anni ed inutile dirlo per chi non ne fosse ancora in possesso, acquisto obbligato.

Autore: Kiss Titolo Album: Alive III
Anno: 1993 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://kissonline.com
Membri band:

Paul Stanley – voce, chitarra

Gene Simmons – voce, basso

Bruce Kulick – chitarra, voce

Eric Singer – batteria, voce

Tracklist:

  1. Creatures Of The Night
  2. Deuce
  3. I Just Wanna
  4. Unholy
  5. Heaven’s On Fire
  6. Watchin’ You
  7. Domino
  8. I Was Made For Lovin’ You
  9. I Still Love You
  10. Rock And Roll All Nite
  11. Lick It Up
  12. Forever
  13. I Love It Loud
  14. Detroit Rock City
  15. God Gave Rock ‘N’ Roll To You II
  16. The Star Spangled Banner
14th feb2012

Kiss – Revenge

by Gianluca Scala

All’inizio degli anni ‘90 i Kiss decisero di assumere di nuovo un produttore, dato che gli ultimi tre album li aveva prodotti lo stesso Stanley con o senza l’aiuto del compagno Gene Simmons, album che raggiunsero comunque ottimi risultati in classifica e che li fece tornare di nuovo popolari. Così chiamarono Bob Ezrin e si apprestarono alla lavorazione di un nuovo album, Revenge. Le registrazioni subiscono una brusca battuta d’ arresto nel marzo del 1991 , quando venne diagnosticato un cancro al cuore al batterista Eric Carr. Dopo avere subito un’intervento chirurgico con successivo periodo di chemioterapia che lo avrebbe fatto guarire in breve tempo a settembre il batterista venne ricoverato per due emorragie cerebrali, Eric Carr non ce la farà e si spegnerà il 24 novembre dello stesso anno lasciando un vuoto sia all’interno del gruppo che tra i fan sparsi per il mondo. Passato lo shock della sua scomparsa i Kiss chiamarono il batterista Eric Singer a coprire il posto lasciato vuoto da Carr, Singer aveva già militato in diversi gruppi heavy metal tra cui i Black Sabbath ed i Badlands ed è tuttora il drummer della band sin da quei giorni. Con la nuova line up ripresero i lavori per il disco avvalendosi della collaborazione dell’ex chitarrista Vinnie Vincent nella stesura dei testi, e pubblicano nel maggio del 1992 Revenge.

Robusto e massiccio come non accadeva da anni, Revenge è un lavoro di un‘intensità unica caratterizzato da sonorità prettamente heavy metal e verrà ben accolto dal pubblico. Riuscirà fin da subito a guadagnarsi un disco d’oro e la band fa partire immediatamente una tournée che li porterà dappertutto e le cui registrazioni finiranno nel terzo capitolo dal vivo: Alive 3. La  produzione del ritrovato Bob Ezrin esalta canzoni come l’opener Unholy, brano robusto e pieno di energia come non accadeva da tempo, con un chorus centrale davvero accattivante; non mancano brani anthemici come Heart Of Chrome, Take It Off e la grandiosa God Gave Rock’n’roll  To You II, capace di diventare un vero inno cantato in tutte le arene americane calcate dai Kiss. Simmons scrive brani pieni di groove come Domino e Thou Shalt Not mentre Stanley tira fuori l’ennesima perla dal suo forziere, la dolce ed intensa ballad Every Time I Look At You, capace davvero di far emozionare con delle lyrics davvero molto belle. Memorabile il chorus: “But, every time i look at you, no matter what I’m going thru, it’s easy to see. And every time I hold you, the things I never told you seem to come easily, ‘cause you ‘re everything to me”. Poi c’è da menzionare il grandissimo assolo di Bruce Kulick durante spit dove viene citato in un fraseggio addirittutra l’inno nazionale.

L’album si lascia ascoltare e anche a distanza di anni la produzione non ha perso minimamente la partita col tempo visto che ne sono passati 20 dalla sua pubblicazione. Alla fine del disco i Kiss omaggiano lo scomparso Eric Carr con Carr Jam 1981, strumentale composto in quell’anno da quel grande batterista che Carr era.

Autore: Kiss Titolo Album: Revenge
Anno: 1992 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – voce, basso

 Paul Stanley – voce, chitarra

 Bruce Kulick – chitarra

 Eric Singer – batteria, voce

Tracklist:

  1. Unholy
  2. Take It Off
  3. Tough Love
  4. Spit
  5. God Gave Rock ‘N Roll to You II
  6. Domino
  7. Heart Of Chrome
  8. Thou Shalt Not
  9. Every Time I Look At You
  10. Paralyzed
  11. I Just Wanna
  12. Carr Jam 81
07th feb2012

Kiss – Hot In The Shade

by Gianluca Scala

Osannati e acclamati da nuovi e rinnovati fan e tornati ad occupare le parti più alte delle classifiche americane, i Kiss si godono questo momento propizio che ormai va avanti da alcuni anni. E la loro casa discografica, la Mercury, mentre la band è in studio a registrare quello che diventerà il loro quindicesimo studio album, decide di battere il ferro finché e caldo pubblicando e dando in pasto al pubblico in attesa, una raccolta intitolata Smashes, Thrashes & Hits che contiene oltre ai singoli di maggior successo della band anche due brani inediti: Let’s Put The X In Sex e Rock Hard (You Make Me), più una gradevole versione del brano Beth cantato da Eric Carr. Hot In The Shade esce nell’ottobre del 1989 ed è l’album più lungo in durata mai registrato dai Kiss, contenendo quindici brani per 58 minuti di musica. È inoltre l’ultimo disco con Eric Carr alla batteria prima della sua morte avvenuta nel 1991. Inflessibili ed inerti ad ogni tipo di critica, i Kiss offrono un’altra prova di compattezza, pubblicando un album sul versante hard rock con brani come Cadillac Dreams, Read My Body, Silver Spoon, You Love Me To Hate You, Hide Your Heart e la splendida ballad Forever.

Alla composizione dei brani parteciperanno diversi personaggi noti come Tommy Thayer, all’epoca ancora membro dei Black’N’Blue ed ora in pianta stabile nel gruppo, che suonerà le parti di chitarra in Betrayed ed The Street Giveth And The Street Taketh Away, due brani scritti dal chitarrista insieme a Gene Simmons. Compare anche Michael Bolton che scrisse la bellissima ballad Forever (maggiore hit dell’album) insieme a Paul Stanley, nonché Vini Poncia che aveva prodotto in precedenza lavori come Dynasty e Unmasked. Con i brani Forever, Hide Your Heart (di cui artisti come Bonnie Tyler, Molly Hatchet e addirittura Ace Freheley nel suo album Trouble Walkin’ realizzeranno una cover) e Rise To It sono stati realizzati dei videoclip. E durante quello di Rise To It , compaiono per la prima volta dopo il 1983 (in un piccolo cameo) Gene Simmons e Paul Stanley in trucco e costume.

L’album oltre a conquistare nuovi fan, vola alto nelle classifiche e guadagnerà il disco d’oro in America. La copertina del disco è una delle più particolari della loro carriera, infatti rappresenta il monumento della sfinge egiziana che indossa dei vistosi occhiali da sole, chiaro riferimento al titolo dell’album.

Autore: Kiss Titolo Album: Hot In The Shade
Anno: 1989 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, voce

Paul Stanley – chitarra, voce

Bruce Kulick – chitarra, basso, voce

Eric Carr – batteria, voce, basso

Tracklist:

  1. Rise To It
  2. Betrayed
  3. Hide Your Heart
  4. Prisoner Of Love
  5. Read My Body
  6. Love’s A Slap In The Face
  7. Forever
  8. Silver Spoon
  9. Cadillac Dreams
  10. King Of Hearts
  11. The Street Giveth And The Street Taketh Away
  12. You Love Me To Hate You
  13. Somewhere Between Heaven And Hell
  14. Little Caesar
  15. Boomerang
31st gen2012

Kiss – Crazy Nights

by Gianluca Scala

They try to tell us, we don’t belong but that’s alright. We’re millions strong you are my people you are my crowd this is our Music WE LOVE IT LOUD!!!” Recita così uno dei versi centrali del grandissimo brano Crazy Crazy Nights magistrale opener del quattordicesimo album dei Kiss! È un segnale di ritrovata vitalità, anche grazie alla produzione solida di Ron Nevison, ma molti fan non gradirono la sua eccessiva dose commerciale. Crazy Nights uscì nel settembre del 1987, l’album doveva tuttavia essere registrato nel 1986, ma a causa di un’indisposizione del produttore le date di pubblicazione slittarono all’anno successivo. Assieme ad Animalize rappresenta il maggior successo del gruppo negli anni ’80; l’album si presenta maggiormente melodico rispetto ai precedenti Animalize ed Asylum. Notevoli brani entrarono a far parte di questo lavoro come My Way, Reason To Live e Bang Bang You, con interpretazioni vocali di uno Stanley maturo e sempre più ‘macho’.

L’ album si divide nelle parti scritte da Paul Stanley e Desmond Child (famoso paroliere di molti successi) che si avvicinavano di più al genere AOR, e in quelle scritte da Gene Simmons che risultavano più ruvide e meno ispirate. Dal vivo i Kiss durante quella tournée ritrovarono entusiasmo e fan, proiettandosi alla conquista di nuovi mercati, come i paesi Asiatici e l’Australia. Segnerà anche un parziale ritorno al successo in Europa grazie soprattutto ai singoli estratti, ossia la stessa Crazy Crazy Nights che si isserà al quarto posto della Top Ten britannica ed a canzoni come Turn On The Night e Reason To Live che contenevano tutti gli ingredienti giusti per scalare le classifiche. Ritornelli azzeccati, solos di chitarra eccezionali, eseguiti da un Bruce Kulick ormai ben inserito con il resto della band. Il lavoro dietro ai tamburi da parte di Eric Carr era come sempre di alti livelli tecnici, capace di dare il sostegno giusto a tutte le tracce.

Piccola curiosità: il titolo dell’album doveva essere originariamente Who Dares Wins, dietro proposta dello stesso Carr in riferimento al fatto che il gruppo avesse dovuto attendere la disponibilità del produttore Nevison per registrare l’album, ma è stato in seguito cambiato in Crazy Nights. In poche parole questo era l’ennesimo capolavoro che questa magnnifica band regalava ai milioni di fan sparsi per il mondo, con undici canzoni eccezionalmente orecchiabili che si possono ascoltare e ri-ascoltare con estremo piacere. E permettemi di chiudere con un’altra citazione: “If life Is A Radio, Turn Up To Ten!”.

Autore: Kiss Titolo Album: Crazy Nights
Anno: 1987 Casa Discografica: Mercury Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 8
Tipo: CD Sito web: http://www.kissonline.com
Membri band:

Gene Simmons – basso, voce, chitarra

Paul Stanley – chitarra, voce, basso, tastiere

Bruce Kulick – chitarra, basso, voce

Eric Carr – batteria, voce

Tracklist:

  1. Crazy Crazy Nights
  2. I’ll Fight Hell To Hold You
  3. Bang Bang You
  4. No, No, No
  5. Hell Or High Water
  6. My Way
  7. When Your Walls Come Down
  8. Reason To Live
  9. Good Girl Gone Bad
  10. Turn On The Night
  11. Thief In The Night
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