Megadeth – Endgame
Questo album confermava lo stato di forma raggiunto dalla nuova formazione messa insieme da Dave Mustaine per continuare il suo cammino di rinascita artistica. Nonostante l’abbandono di Glen Drover, l’equilibrio interno della band rimane praticamente intaccato, grazie anche all’arrivo del bravissimo chitarrista Chris Broderick che dimostrò di essersi inserito in maniera perfetta permettendo alla band di lavorare a questa nuova release discografica con la giusta determinanzione. L’album parte con Dialectic Chaos, una strumentale dalla durata breve messa insieme in studio da Mustaine. Il brano risulta essere in effetti un’introduzione al brano successivo, quella This Day We Fight che si ispirava al dialogo di Aragorn nel libro Il Signore Degli Anelli, trattando nel testo la vigilia della battaglia finale, un brano lanciato in riff violenti e ben sostenuti dalla batteria suonata in doppia cassa. La traccia successiva inizia con una linea melodica sottolineata dall’effetto radio che si rivela essere il dialogo tra una pattuglia della polizia con la propria centrale operativa trasmettendo in tempo reale l’intervento dovuto ad una rapina a mano armata. La trovata è molto d’effetto ed il brano in questione è 44 Minutes,che narra per l’appunto di un fatto realmente accaduto che tenne con il fiato sospeso l’intero sud della California. Il brano in questione ha un ritmo sostenuto ed incisivo e insieme ad Headcrusher e ad 1,320 è tra i brani più spinti dell’intero album. 1,320 difatti è veloce e si avvicina molto palesemente ai classici che la band suonava negli anni ’80, invece Bodies risulta essere molto particolare: parte come un mid tempo delle strofe cantate per poi continuare con un assolo molto melodico eseguito dal buon Mustaine; al termine della canzone il ritmo si fà più sostenuto colmando in un assolo suonato da Chris Broderick che richiama da vicino lo stile dell’ex axeman della band Marty Friedman.
La titletrack dell’album è anche il brano più impegnato a livello di testi ed è forse quello più ben strutturato dell’intero lavoro. Si avvicina molto ai contenuti politici del precedente United Abominations in merito all’opinione di Mustaine sul sistema politico americano. Tema del brano è la cosiddetta legge “endgame” la quale consente l’arresto di individui sospettati di atti di terrorismo voluta fortemente dall’ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush Junior. Il brano è ben suonato snodandosi tra le strofe cantate in un crescendo di intensità che si assapora in tutta la durata del brano. Le parole manco a dirlo riflettono le forti affermazioni del leader dei Megadeth, per quello che è anche il brano più lungo dell’album arrivando a toccare i sei minuti di durata totale. Anche questa volta la copertina del disco è davvero particolare e molto rappresentativa: la grafica dell’artwork riprodotto e del booklet interno sono legati al tema portante della titletrack e lo sfondo delle immagini fotografiche interne riproducono delle carceri, ricordando la copertina del best seller della band Countdown To Extinction.
Ancora una volta i Megadeth ci hanno dimostrato che le idee non mancavano affatto nel loro lavoro, era solo questione di capire per tempo che questa band era stata messa in piedi dal proprio leader con lo scopo di diventare una vera macchina da guerra che doveva conquistare il mondo a suon di schitarrate supersoniche nel nome del genere più oltraggioso sulla faccia della terra: l’heavy metal.
| Autore: Megadeth | Titolo Album: Endgame |
| Anno: 2009 | Casa Discografica: Roadrunner Records |
| Genere musicale: Thrash Metal | Voto: 8 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.megadeth.com |
| Membri band:
Dave Mustaine – voce, chitarra James Lomenzo – basso Chris Broderick – chitarra Shawn Drover – batteria |
Tracklist:
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