Linkin Park – Hybrid Theory
Il primo album dei Linkin Park è il capolavoro assoluto della loro già numerosa discografia. Stiamo parlando di una band attiva da ben 17 anni e che durante la propria carriera si è tolta molte soddisfazioni avendo venduto oltre 60 milioni di copie in tutto il mondo, di cui soli 25 milioni negli Stati Uniti. I numeri parlano da soli e con l’album che vi stiamo raccontando riuscirono a superare oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo aggiudicandosi il disco di diamante come attestazione di riconoscimento. Uno dei pochi lavori che ha davvero contribuito al successo del genere battezzato nu metal, nonostante la loro proposta musicale talvolta venga accostata di più al pop a causa del loro sound orecchiabile e di facile appiglio. Dodici canzoni che hanno la particolarità di saper catturare l’attenzione dell’ascoltatore più distratto fin dal primo approccio. La novità stava nel saper mischiare in maniera intelligente molti stili diversi tra loro, l’alternative rock del brano One Step Closer, il duetto rappato-rock nel brano Crawling, per non dimenticare In The End, forse la loro canzone più conosciuta in assoluto. La band stessa considera da sempre questo brano come il loro vero cavallo di battaglia, la canzone più rappresentattiva che bucò gli schermi dei canali musicali con uno dei videoclip più riusciti della storia del rock; il videoclip venne codiretto dal regista Nathan Coxe e dal dj della band Joe Hahn e mostra la band mentre suona su una statua gigantesca circondata da un ambiente surreale da una parte, con il secondo singer Mike Shinoda dall’altra che canta in rappato in mezzo ad un deserto, e queste sono solo due delle immagini più suggestive del filmato.
Anche il primo brano dell’ album Papercut aveva un buon ritornello e delle linee vocali molto accattivanti, e la band accendeva le turbine del motore andando subito a scaldare l’ambiente a suon di rock industriale. I suoni campionati ed il rappato di Shinoda all’inizio di With You ti si appiccicano addosso grazie ad un chorus che si presenta corposo ed intrigante, praticamente parlando questo è un ottimo disco sotto ogni aspetto nel suo genere; la rabbia che sprigiona il brano A Place For My Head mette i brividi addosso. Ogni brano di questo lavoro ha messo un sigillo sopra il loro successo per poter entrare nella storia. La copertina del disco rappresenta un soldato con ali di libellula, venne disegnata e pensata dal rapper Mike Shinoda e a detta del musicista stesso rappresenterebbe il carattere ibrido della musica dei Linkin Park: il soldato rappresenta l’aggressività e la dinamica del genere suonato, le ali di libellula invece sono la leggerezza e l’orecchiabilità del rap. A distanza di anni Hybrid Theory suona ancora in maniera così attuale senza stancare mai, è uno di quei dischi che meritatamente fa parte dei best sellers musicali della musica contemporanea, un must per ogni rockettaro che si rispetti.
| Autore: Linkin Park | Titolo Album: Hybrid Theory |
| Anno: 2000 | Casa Discografica: Warner Bros. Records |
| Genere musicale: Nu Metal | Voto: 9 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.linkinpark.com |
| Membri band:
Chester Bennington – voce Mike Shinoda – voce, campionatore, pro tools, piano Brad Delson – basso, chitarra, voce Rob Bourdon – batteria Joe Hahn – giradischi, campionatore, voce |
Tracklist:
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