19th set2012

Sant’Antonio Stuntmen – Guardingo

by Marcello Zinno

L’intero concept che sembra girare intorno a questo lavoro è il Messico: una copertina che riprende i personaggi dei vecchi film messicani, un titolo che richiama lo spagnolo, un’opener suonata proprio in quelle ambientazioni con tanto di spagnolo dialettale poco sobrio che ci fa venire voglia di una bella siesta e delle informazioni rintracciabili sulle pagine web istituzionali della band sempre in lingua madre (solo dopo un pò ci accorgiamo che la band è veneta). Un piatto bello e servito no? Una buona confezione per scoprire il regalo al suo interno. Sì perchè dopo appena due minuti esce fuori ciò che veramente nessuno si sarebbe mai atteso, una band post-punk (e post-rock) che in alcuni tratti strizza l’occhio ad alcune tradizioni di radice death. Le parti vocali sono maltrattate a dovere, attingendo dalla storia del punk e risultando grezze più del necessario, ma si adeguano ai riff discordanti e alla batteria secca che spesso esce fuori dal seminato prendendo potere nella scena, il tutto creando comunque un quadro a tratti alternative. In Errajicho si nota qualche influenza di hardcore americano, ma dura pochissimo prima di entrare in una parte ben più sperimentale che velocizza i tempi e poi li adagia sul finire; ma è con Novanta che il sapore turbonegrino viene a galla, come fosse un’anima post-punk che sa di cadavere abbadonato, in un’ambientazione che potrebbe essere sicuramente più ricca di elementi innovativi.

A cosa ci riferiamo? Proprio a quel desiderio di osare che si intravede nei brani ma che non prende il volo: tempi maggiormente dispari, riff ancora più trasversali, tutti elementi che caratterizzerebbero ancora di più la proposta dei Sant’Antonio Stuntmen. In Armando Sabe questo atteggiamento riesce in parte ad uscire e prendere la forma giusta perchè è oltre gli schemi logici che la band acquisisce un sapore differente e si lascia apprezzare non solo per sfuriate ma per inondazioni oltre i canoni definiti normali. È tutto un gioco di chitarre che regge la teatralità di Hype, un brano che a tratti richiama un’esperienza cinematografica per poi trascinarci in un turbinio di rock e punk deciso e compulsivo, il tutto ancora più irriverente in Lesplorateur, una sorta di crescendo esplorativo e sperimentale a cui i Sant’Antonio Stuntmen ci hanno condotto dalla prima alla penultima traccia. E l’ultima? Semplicemente un incubo.

Sicuramente un prodotto che non ci saremmo aspettati guardando la sola copertina. Quindi non vi fermate all’artwork perchè qui l’abito non fa il monaco. Per niente.

Autore: Sant’Antonio Stuntmen Titolo Album: Guardingo
Anno: 2012 Casa Discografica: Black Nutria
Genere musicale: Post-punk Voto: 6
Tipo: CD Sito web: http://www.myspace.com/santantoniostuntmen
Membri band:

San Silva dela madoneta dej salcedi pianjenti – voce

Santo cò fillio de Dios Y sorello del flebo – chitarra

Sant’Andrea martire del mordente manjavernice – basso

Santo Ale apostolo de los cocones y rey del pajaro – batteria

Tracklist:

  1. Cuando Me Besan Tiemblo
  2. Fffttonica
  3. Il Braccio Di Eleonora
  4. Brutabaean
  5. Errajicho
  6. Novanta
  7. Intervallo
  8. Hype
  9. Armando Sabe
  10. Lesplorateur
  11. Tutti Per Sempre
16th mag2012

Death Disco – End Is Beginning

by Marcello Zinno

Facciamo un salto indietro, dimentichiamo le nostre infanzie e proiettiamoci direttamente ai fantastici anni ’70, verso la fine, quando la curva di successo del punk stava ormai cambiando direzione e la sperimentazione tra i generi che poi esploderà negli anni ’80 stava prendendo piede. Cerchiamo di fare mente locale con la scena new wave che stava nascendo a quei tempi: un qualcosa che fosse interpretato soggettivamente da ciascuna singola nuova band ma che assumeva di volta in volta una forma differente. Un elemento però rappresentava il collante dell’idea musicale new wave: il synth. C’era un’anima dannata dietro tutto ciò, un’anima destinata a prendere con il tempo vie diverse: una prima forma più sperimentale abbraccerà il post-punk mentre un’altra sfocerà nella disco e nell’elettronica che riscuoteranno un grande successo nel decennio a venire. È proprio in questa scena new wave/post-punk che ci collochiamo per parlare dei Death Disco, una band che molto deve anche a come è nata questa scena e sviluppata in seguito (dal rock dei The Smiths al dark alla The Cure).

Il sound è cupo, i brani costruiti dietro atmosfere quadi dark, il basso che si pone come principe in un reame in cui la sezione ritmica assume peso rispetto ad una parte melodica ben costruita ma di supporto. Il cantanto è naturalmente viscerale per far da collante con il basso e dare quel sapore oscuro. Ci sono però delle divagazioni sul tema principale: Things Gone Bad è il brano per tutti, il tentativo di rendere semplice la proposta dei Death Disco ma senza perdere molto mordente, con quella chitarra art rock messa lì a dovere; The Proof invece contiene un’esplosione elettrica che ci porta direttamente alla fine dello scorso secolo riacquistando modernità. Nothing Really Ends è il punto più alto dell’album, un punto che vale la pena di essere esplorato perchè, diciamolo, questo genere musicale non può essere valorizzato se non rappresenta un catalizzatore di emozioni e questo brano lo è in maniera pregnante. Il synth emerge tutto in The Beginning Of Everything e ci porta alla scena da catacomba tipica della band fino poi a mutare e tornare sull’elettrico come un costante bilico su cui il quintetto intende giocare piazzando un briciolo di dance che stranamente non dispiace.

I Death Disco stanno crescendo e lo fanno giocando con delle scene particolari, segno di apertura mentale, e con un approccio che a noi piace molto. Ascoltare per credere.

Autore: Death Disco Titolo Album: End Is Beginning
Anno: 2012 Casa Discografica: Friends Of Music
Genere musicale: New Wave, Post-punk Voto: 6,5
Tipo: CD Sito web: http://www.myspace.com/deathdiscoband
Membri band:

Fabio Raducci – Vox/Guitar

Fabio Lorusso – Guitar

Enzo Morreale – Bass

Daniele Bosticco – Synth

Andrea Cilano – Drums

Tracklist:

  1. White Easter
  2. Ideal End
  3. Things Gone Bad
  4. The Proof
  5. Nothing Really Ends
  6. Robot
  7. Before The Fury
  8. The Beginning Of Everything
  9. Hurts
  10. American Sunday
05th apr2012

Ultimo Attuale Corpo Sonoro – Io Ricordo Con Rabbia

by Federico Cacciatori

Testi duri, sonorità non meno dirompenti e righianti…il mix perfetto per trasmettere un senso di rabbia che sembra senza fine. Io Ricordo Con Rabbia, il secondo lavoro degli U.A.C.S è un album difficile da inquadrare. La sfera ‘sensazionale’ è talmente sollecitata e chiamata in causa, che considerazioni stilistiche, sonore…etc…possono quasi sembrare secondarie. 12 tracce che possono essere assimilate a 12 mini-cortometraggi sonori, in cui le sonorità accompagnano la descrizione dei fatti di cronaca che hanno segnato drammaticamente un’intera stagione (e una o più generazioni): la strage di Ustica, la P2, le stragi della mafia e della camorra…Il risultato di queste 12 operazioni ‘sonorografiche’ è un album in cui le citazioni, gli spunti e i rimandi di ogni singolo brano (difficili molto spesso), si fondono alla musica in maniera disarmante, scuotendo e sbattendo l’ascoltatore come uno straccio…senza tregua.

La poesia la fa da padrone, ma non prendendo a scuola il classico approccio alternativo italiano (Teatro Degli Orrori, Afterhours), bensì scegliendo aculatamente delle parole al fine di dipingere degli scenari drammatici e toccanti, ma al tempo stesso reali come pochi. Perchè sono proprio le idee che la band vuole mettere in gioco al servizio della musica, non dimenticando che la musica è un linguaggio e come tale è futile se non si è in grado di trasmettere contenuti di valore. Undici Settembre Millenovecentosettantatré è un brano di protesta esplicita nei confronti della cultura economica occidentale, e così la seconda parte dell’album non si stanca di trattare temi di attualità e questioni politico-militari messe in una musica dal sapore amaro.

Un lavoro dal quale le band su citate avrebbero da imparare. Avviso ai naviganti: l’ascolto dell’album può creare serie incazzature.

Autore: Ultimo Attuale Corpo Sonoro Titolo Album: Io Ricordo Con Rabbia
Anno: 2011 Casa Discografica: Manzanilla
Genere musicale: Rock, Post-punk Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.myspace.com/ultimoattualecorposonoro
Membri band:

Fabio Ridolfi – batteria, percussioni, cori

Marcello Marchiotto – basso, cori

Giacomo Zorzan – chitarre, pianoforte, piano elettrico, violino, percussioni, cori

Gianmarco Mercati – voce

Tracklist:

  1. L’impero Del Male
  2. Flight Data Recorder
  3. Della Tua Bocca
  4. Non Ora, Non Qui
  5. Fortapàsc
  6. Undici Settembre Millenovecentosettantatré
  7. Casablanca
  8. Mio Sole Dei Morenti
  9. Non Tacciano I Canti
  10. La Ballata Di Itamar
  11. Tessera P2 #1816
  12. Io Ricordo Con Rabbia
11th dic2011

Madame X – Dive Cattive

by Antonella Cerbone

Scrivere recensioni di cd “a sorpresa” (ossia non scelti direttamente dalla persona che si occuperà di tirar giù impressioni a riguardo) è davvero un’occasione costruttiva sotto molteplici punti di vista. Innanzitutto permette di approcciarsi al materiale scevri da nozioni particolareggiate riguardo al gruppo; poi consente di avere delle sorprese piacevoli tramite la scoperta di nuove sonorità che magari negli ascolti quotidiani non si andrebbero a ricercare per questione di gusti. Quando ho avuto tra le mani Dive Cattive non avevo mai sentito nominare (mea culpa) di Madame X. Un promo cartonato molto semplice e con delle immagini (fronte/retro) esplicite e curate. Esplicite perchè già visivamente fanno immettere il futuro ascoltatore in quello che sarà il percorso musicale che verrà vissuto. Quattordici brani inediti che attraversano con sonorità punk, garage e chitarre iperdistorte la gran parte delle tracce. Le prime tredici sono ognuna liberamente ispirata ad un film del filone dei thriller e b-movie anni ’60-’70 di repertorio italiano mentre la traccia conclusiva Le Dive Cattive è come se regalasse un sunto del viaggio che si sta per concludere e che ha tracciato, per bene o male un’ora d’ascolto, il racconto di queste figure femminili che, venendo fuori da atmosfere quasi eteree, prendono pian piano forma e corpo e si trasformano in La Donna Tarantola, La Dama Rossa per arrivare a La Sposa In Nero (in cui è ospite Maria Vittoria Alfieri). Donne avvolte in una Danza Macabra su efficaci tocchi di basso e culminano in un vellutato tappeto elettronico che si apre con vigore nel ritornello.

In questo ben assortito concept album sono presenti inoltre due brani strumentali Paranormale che inghiottisce in uno stato di trance e Il Ritorno Di Evelyn che riesce in meno di due minuti a costruire attorno a sé un’atmosfera davvero inquietante e sinistra. Le citazioni da lavori cinematografici sono particolarmente evidenti in Cosa Avete Fatto A Solange? di Massimo Dallamano (che iniziò la sua carriera al fianco di Sergio Leone) e In 9 Minuti Sei Morta ispirata (liberamente) a “Chi l’ha vista morire” diretto da Aldo Lado (apprezzato regista thriller anni ’70-’80). Gli interventi del sax baritono nel primo brano Reazione A Catena, le suggestioni del sitar che percorre La Morte Cammina Su Tacchi Alti e il contributo del vibrafono in Vergini Di Luce sono perfettamente a loro agio nella cornice rock che confeziona l’espressività totale di questi brani.

Se poi facciamo riferimento alla produzione del lavoro, targata Alberto Fabris (ex Blonde Redhead) e Gianluca Mancini (già al lavoro con Ludovico Einaudi) possiamo capire ulteriormente la perfetta sinergia instaurata tra le variegate parti musicali. I testi curati e conditi da cadenze ritmicamente centrate rapiscono l’ascoltatore e incuriosiscono ad andare avanti nella storia. Da non trascurare il contributo di Max Zanotti dei Deasonika nel breve ma efficace Un Giorno Disperato e i cori inquietanti, a tratti opachi a tratti prepotenti, di Patrizia Laquidara in La Morte Cammina Su Tacchi Alti. Il mio parere su questo secondo album dei Madame X è nettamente positivo. Lo consiglio agli amanti del genere e anche a chi, per curiosità, viene indotto anche solo da uno dei titoli ad avventurarsi in qualcosa di diverso dai classici prodotti degli indipendenti italiani.

Autore: Madame X Titolo Album: Dive Cattive
Anno: 2011 Casa Discografica: Ponderosa Music & Arts
Genere musicale: Post-punk Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.myspace.com/madamexdeluxe
Membri band:

Alessandro De Benedetti – voce

Sara Bertagnolli – chitarra e voce

Gianluca Mancini – tastiere, synth, moog

Alberto Fabris – basso, synth

Tracklist:

  1. Reazione A Catena
  2. Danza Macabra
  3. La Donna Tarantola
  4. La Morte Cammina Su Tacchi Alti (feat. Patrizia Laquidara)
  5. La Decima Vittima
  6. Paranormale
  7. La Dama Rossa
  8. Il Ritorno Di Evelyn
  9. Vergini Di Luce
  10. La Sposa In Nero (feat. Maria Vittoria Alfieri)
  11. Un Giorno Disperato ( feat. Max Zanotti)
  12. Cosa Avete Fatto A Solange!
  13. In 9 Minuti Sei Morta!
  14. Le Dive Cattive