Sant’Antonio Stuntmen – Guardingo
L’intero concept che sembra girare intorno a questo lavoro è il Messico: una copertina che riprende i personaggi dei vecchi film messicani, un titolo che richiama lo spagnolo, un’opener suonata proprio in quelle ambientazioni con tanto di spagnolo dialettale poco sobrio che ci fa venire voglia di una bella siesta e delle informazioni rintracciabili sulle pagine web istituzionali della band sempre in lingua madre (solo dopo un pò ci accorgiamo che la band è veneta). Un piatto bello e servito no? Una buona confezione per scoprire il regalo al suo interno. Sì perchè dopo appena due minuti esce fuori ciò che veramente nessuno si sarebbe mai atteso, una band post-punk (e post-rock) che in alcuni tratti strizza l’occhio ad alcune tradizioni di radice death. Le parti vocali sono maltrattate a dovere, attingendo dalla storia del punk e risultando grezze più del necessario, ma si adeguano ai riff discordanti e alla batteria secca che spesso esce fuori dal seminato prendendo potere nella scena, il tutto creando comunque un quadro a tratti alternative. In Errajicho si nota qualche influenza di hardcore americano, ma dura pochissimo prima di entrare in una parte ben più sperimentale che velocizza i tempi e poi li adagia sul finire; ma è con Novanta che il sapore turbonegrino viene a galla, come fosse un’anima post-punk che sa di cadavere abbadonato, in un’ambientazione che potrebbe essere sicuramente più ricca di elementi innovativi.
A cosa ci riferiamo? Proprio a quel desiderio di osare che si intravede nei brani ma che non prende il volo: tempi maggiormente dispari, riff ancora più trasversali, tutti elementi che caratterizzerebbero ancora di più la proposta dei Sant’Antonio Stuntmen. In Armando Sabe questo atteggiamento riesce in parte ad uscire e prendere la forma giusta perchè è oltre gli schemi logici che la band acquisisce un sapore differente e si lascia apprezzare non solo per sfuriate ma per inondazioni oltre i canoni definiti normali. È tutto un gioco di chitarre che regge la teatralità di Hype, un brano che a tratti richiama un’esperienza cinematografica per poi trascinarci in un turbinio di rock e punk deciso e compulsivo, il tutto ancora più irriverente in Lesplorateur, una sorta di crescendo esplorativo e sperimentale a cui i Sant’Antonio Stuntmen ci hanno condotto dalla prima alla penultima traccia. E l’ultima? Semplicemente un incubo.
Sicuramente un prodotto che non ci saremmo aspettati guardando la sola copertina. Quindi non vi fermate all’artwork perchè qui l’abito non fa il monaco. Per niente.
| Autore: Sant’Antonio Stuntmen | Titolo Album: Guardingo |
| Anno: 2012 | Casa Discografica: Black Nutria |
| Genere musicale: Post-punk | Voto: 6 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.myspace.com/santantoniostuntmen |
| Membri band:
San Silva dela madoneta dej salcedi pianjenti – voce Santo cò fillio de Dios Y sorello del flebo – chitarra Sant’Andrea martire del mordente manjavernice – basso Santo Ale apostolo de los cocones y rey del pajaro – batteria |
Tracklist:
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