by Rod
Ci eravamo lasciati con gli Hypnotheticall appena un anno fa, quando sulle pagine di RockGarage raccontavamo delle incredibili impressioni circa l’ottimo Dead World (recensione a questo link). Ritroviamo con piacere anche nel 2013 la band vicentina grazie alla recente uscita di A Farewell To Gravity, un disco nuovo di zecca composto da ben undici tracce di interessante e sperimentale prog metal moderno che mostra nuove facce nella line up (Marco Ciscato alla voce e Davide Pretto alle tastiere) e nuove direzioni artistiche sinora inesplorate. Nonostante i diversi punti di contatto con il suo predecessore, questo lavoro segna una decisa presa di posizione rispetto al passato, per il quale possiamo parlare più di una vera e propria evoluzione che di una mera riconferma del progetto artistico della band. From The Universe Beyond è il brano di apertura, un ottimo antipasto di prog moderno con sfumature metal decisamente graffianti e parti melodiche raffinate, che fanno di questo brano un potenziale e promettente singolo. Home appare decisamente un po’ indietro rispetto al brano precedente per via di una sorta di cupezza che gli viene conferita dall’interpretazione apparsa sofferente di Marco Ciscato. Drifting Dreamers stacca le distorsioni ed esplora strade più oniriche grazie a suoni morbidi e puliti, in cui a farla da padrone sono gli armonici di chitarra che sostengono lo schema portante del brano.
In Let Life Be An Origami, primo singolo estratto dalla raccolta, si palesa quell’attitudine a marchio Hypnotheticall che ben conosciamo, capace di sfornare brani perfetti, compatti, godibili e soprattutto potenti, con cambi di tempo e atmosfere precise e risolute che conferiscono al brano, come in questo episodio, la giusta tonicità, energia e compattezza. (Nevro) Tic, più che una canzone, è un intermezzo elettronico di pochi secondi che va ad introdurre Brainstorming Line, una traccia intricata, più aggressiva e mordente delle precedenti, in cui probabilmente l’accezione progressive si fa più preponderante, grazie ad un tempo incalzante ed ad un’attitudine tendente al metal sinfonico, ma soprattutto a certe parti strumentali che ricordano moltissimo i fasti dei Dream Theater del periodo di Awake. First Draft Of A Life, per i punti in comune, si palesa come la seconda parte di Drifting Dreamers (isolando i due brani ed ascoltandoli in paio, sembrano l’uno la continuazione dell’altro), anche se in questo episodio le atmosfere delicate e melodiche sono maggiormente spezzate da intrusioni elettriche, da una maggiore energia portata dal cantato e, soprattutto, dalla presenza di uno dei pochi assoli presenti nel disco.
When The Kraken Comes ci delizia con un’overture caratterizzata da bellissime tastiere che esplorano gli anfratti del progressive classico, accompagnando per mano l’ascoltatore in uno dei pezzi più godibili dell’album grazie all’ottimo chorus che si palesa nella seconda metà del brano. La title track A Farewell To Gravity, è il secondo episodio strumentale, un interludio di batteria e tastiere che va a precedere Crisis, un episodio che ci è apparso abbastanza confuso nella prima metà riuscendo a decollare definitivamente solo successivamente, grazie alla maggiore compattezza strumentale del combo, più orientato stavolta verso atmosfere aggressive e taglienti. Hiranyaloka è l’ultima traccia di questo lavoro, un brano sperimentale e minimalista, in cui spariscono virtuosismi e distorsioni per far posto a percussioni e cori asserviti ad una composizione dall’impostazione unlugged arricchita da una voce femminile; una sorta di canto medievale dal sapore ancestrale decisamente fuori contesto in un album come questo di ben altra prospettiva. Per le incredibili capacità tecniche sin qui mostrate, ci aspettavamo qualcosina in più dal combo vicentino. A Farewell To Gravity rappresenta comunque una raccolta di tutto rispetto,d ove però la scelta di soffermarsi troppo frequentemente sulle caratterizzazioni melodiche e su certe soluzioni marcatamente mainstream, hanno sicuramente pagato un dazio cocente alla visione dell’insieme del risultato finale.
Anche nella scelta del nuovo singer (che ben impressiona nonostante gli ampi margini di miglioramento), gli Hypnotheticall hanno optato per una timbrica che portasse in dote un registro vocale capace di rimanere sulla scia di quello del suo predecessore (Francesco Dal Barco), e pertanto più vicino ai canoni del metal (o se vogliamo del rock) che ai vocalist più in auge del movimento prog. Non un passo falso quindi, ma una di quelle sterzate che diventano prevedibili laddove intervengono cambi di personalità all’interno delle formazioni.
| Autore: Hypnotheticall |
Titolo Album: A Farewell To Gravity |
| Anno: 2013 |
Casa Discografica: logic(il)logic Records |
| Genere musicale: Prog Metal |
Voto: 7 |
| Tipo: CD |
Sito web: http://www.hypnotheticall.it |
| Membri band:
Marco Ciscato – voce
Giuseppe Zaupa – chitarra
Mirko Marchesini – chitarra
Luca Capalbo – basso
Davide Pretto – tastiere, synth
Francesco Tresca – batteria, percussioni |
Tracklist:
- From The Universe Beyond
- Home
- Drifting Dreamers
- Let Life Be An Origami
- (Nevro) Tic
- Brainstorming Line
- First Draft Of A Life
- When The Kraken Comes
- A Farewell To Gravity
- Crisis
- Hiranyaloka
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