Dead Kennedys – Bedtime For Democracy
Eccoci dunque arrivati all’ultimo capitolo per quanto riguarda la discografia dei Dead Kennedys. Dopo aver pubblicato il discreto Frankenchrist nel 1985, la band californiana stava attraversando un periodo di certo non positivo: il clima all’interno del gruppo non era affatto sereno anche a causa delle forti personalità presenti ed i continui problemi giudiziari fecero in modo di render ancor più fragili le fondamenta della band. Ma nonostante tutto questo, nel novembre del 1986 i Dead Kennedys pubblicano quello che sarà il quarto ed ultimo disco della loro carriera, intitolato Bedtime For Democracy. L’album era composto da ben ventuno pezzi, quindi molti di più rispetto a quanto ci avevano abituati nei dischi precedenti, ma la sostanza rimase invariata: punk-hardcore rabbioso ed energico, brani brevi e veloci, e temi che, come sempre, urlavano il loro dissenso verso i poteri forti, quindi contro il governo ed di conseguenza l’allora presidente Ronald Reagan, contro il capitalismo e contro le operazioni militari supportate appunto dallo stato americano. Bedtime For Democrazy si apre con una cover, difatti Take This Job And Shove It è un brano di David Allan Coe, rivisitato da Jello Biafra e soci con il loro inconfondibile stile; il disco prosegue con l’energia dettata dal punk-hardcore di ottimi brani come Fleshdunce e The Great Wall, quest’ultimo dal testo che non è altro che un attacco diretto contro il capitalismo.
Quindi la loro voglia di protesta risulta sempre ben presente e motivata, a tratti anche dissacrante come in occasione di One-Way Ticket To Pluto nella quale si invitano i politici a scomparir nello spazio profondo, Anarchy For Sale invece è una dura condanna verso chi considera il concetto di anarchia come una moda del momento. Come già detto, quasi tutti i brani che vanno a comporre Bedtime For Democrazy sono di breve durata, eccezion fatta per Cesspools In Eden dove i Dead Kennedys si pongono in stile un po’ più hard rock e con la schizofrenica Chickenshit Conformist, brano che, oltre ad essere forse il migliore dell’intero disco, punta il suo dito verso il finto conformismo dominante negli U.S.A.. I Dead Kennedys quindi chiusero la loro breve ma indelebile carriera con un buon disco, l’ultima cartuccia del loro fucile, infatti un mese dopo l’uscita di questo lavoro la band annunciò il proprio scioglimento, anche se i guai non finirono visto che alcuni anni dopo si ritrovarono in tribunale per questioni di royalty. Mentre Jello Biafra si dedicò ad altri progetti, per lo più politici, nel 2001 la band tentò una reunion senza appunto il loro storico leader, reunion che ovviamente non portò i successi sperati.
Meglio quindi ricordarli quando nei primi anni ‘80 facevano da megafono per protestare contro i poteri forti della politica, e lo facevano calcando palchi in modo rabbioso tramite brani storici come California Ȕber Alles o Holiday In Cambodia e tanti altri che in pochi conoscono; questi erano i veri ed unici Dead Kennedys.
| Autore: Dead Kennedys | Titolo Album: Bedtime For Democracy |
| Anno: 1986 | Casa Discografica: Alternative Tentacles Records |
| Genere musicale: Punk | Voto: 7 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.deadkennedys.com |
| Membri band:
Jello Biafra – voce East Bay Ray – chitarra Klaus Flouride – basso D.H. Peligro – batteria |
Tracklist:
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