15th apr2013

I Ciuffis – Sensazioni Ciuffose

by Giulia Galvani

In Italia, ci si avvia verso gli anni del boom. La Tv è ancora in bianco e nero e nelle case se ne vedono poche. La gente guarda con speranza al futuro. Da oltre oceano Elvis Presley scuote indelebilmente e per sempre il mondo musicale. Nasce il rock’n'roll. Quest’aria di rinnovamento si diffonde anche nella vecchia Europa. L’Italia in particolare cerca una propria identità musicale. Accanto alla canzone leggera, fin troppo legata alla tradizione, travolgono il bel paese i nuovi ritmi d’oltreoceano subito amati dai giovani. Finalmente anche il rock’n'roll invade la penisola. Sono I Ciuffis il fenomeno del momento. Acclamati dal mondo intero diventano il simbolo del nuovo genere che da lì in avanti avrebbe influenzato le generazioni a venire. BAM !!!!! Questo quello che forse (?), sarebbe potuto succedere se I Ciuffis con il loro Sensazioni Ciuffose, fossero venuti alla ribalta in quegli anni. O forse no. In realtà siamo nel 2013 e I Ciuffis ripropongono oggi le sonortià di quei bei tempi andati, riportando quella freschezza e quelle sensazioni di divertimento spensierato tipiche del rock’n'roll della prima ora. Le dieci tracce del disco si muovono decisamente intorno ai suoni anni ’50, con alcune derive punkeggianti e spunti di rockabilly. Ad ascoltarlo segue l’imminente impeto di muovere i piedi, di ballare.

Il trio veneto, senza troppe pretese, regala all’ascoltatore una mezz’ora di allegra spensieratezza. Ed è proprio questo il loro intento, il loro obiettivo o ragion d’essere. Suonano nella maniera più ”ignorante” possibile trasmettendo energia esplosiva, divertendosi e allo scopo di far divertire. Le tematiche sono quelle tipiche del rock’n'roll, fiumi d’alcol, party con gli amici e naturalmente le donne. Un invito a fare festa, come la opportunamente titolata Festare, dopo la solita settimana di lavoro. Il richiamo del venerdì per togliersi di dosso le fatiche dei giorni precedenti. Una buona dose di ironia trasuda da ogni singola traccia, a rendere il tutto ancor più godibile. Un non voler sempre e per forza prendersi sul serio o a tutti i costi fare gli ”impegnati”. Si salta e si beve. I capelli sono brillantinati a puntino e i tre Ciuffis di Treviso sembrano a tratti per davvero usciti da un episodio di Happy Days.

Una ventata di Sensazioni Ciuffose…un tuffo in quelle sonorità che hanno cambiato il mondo…una mezz’ora d’allegria…che ce n’é tanto bisogno.

Autore: I Ciuffis Titolo Album: Sensazioni Ciuffose
Anno: 2013 Casa Discografica: Go Down Records
Genere musicale: Rock’N’Roll Voto: 6,5
Tipo: CD Sito web: http://www.iciuffis.it
Membri band:

Rockazeno

ElPaisy

Croci

Tracklist:

  1. Da Noi Ritornerà
  2. Io Non Ci Sto
  3. Festare
  4. Questa Filastrocca
  5. Jessica
  6. Stinsetti
  7. Avanti Andrai
  8. Una Birra
  9. Real-Mente
  10. Diserterò
13th apr2013

Speed Stroke – Speed Stroke

by Marcello Zinno

Roba giovane, roba fresca. E chi ci conosce sa che quando parliamo di “fresco” non intendiamo per forza qualcosa proiettato verso il futuro ma anche una ottima rivisitazione in chiave attuale di qualche genere del passato. È questa la giusta cornice per presentare gli Speed Stroke, band romagnola che prende il meglio della scena sleaze ottantiana per attualizzarla ai giorni nostri arricchita anche da una buona produzione. L’energia c’è tutta: i ritmi stradaioli alla Skid Row, i riff graffianti e tutta la carica festaiola che un gruppo del genere può generale sono ben presenti già dalla sfiammante opener Sick Of You. Il marchio di fabbrica è comunque uno sleaze d’impatto e facilmente digeribile, con una giusta dose di tecnica ma senza eccessi sfarzosi, parente di Motley e tutte le band successive…non è un caso che due anni fa il combo aveva partecipato ad un tributo a Dave Lepard (cantante e chitarrista dei Crashdiet). Strano vedere la band sotto Buil2Kill Records, etichetta nota per sonorità ben più estreme, però va riconosciuto che qui di qualità ce n’è tanta quindi sarebbe davvero difficile non scommettere su una band del genere. I cori e le registrazioni delle parti vocali sono davvero lodevoli, pongono gli Speed Stroke al pari di band arcinote nella scena sleaze/glam/rock’n’roll, complice anche le tante idee dei cinque perfettamente messe in musica.

Il rischio di band simili si avverte alle prime note della ballad: di solito le formazioni molto decise cercano il varco della alta visibilità tramite un lentone che piacca a tutto il pubblico senza distinzioni. Dobbiamo ammettere che il brano in questione, Burning Heart, risulta saggiamente costruito e apprezzabile anche per orecchie più esigenti (la tentazione di inserirvi un assolo pop è alta ma per fortuna il chitarrista D.B. scampa il pericolo). Refrain facili anche nei brani della seconda parte dell’album, da cantare ma con una grinta particolare (come One Day Is Enough che risulta una vera e propria cura contro la depressione) e sempre abbellite da un’attitudine rock’n’roll onnipresente e affascinante. E se Shine, la seconda ballad, si discosta un pò (troppo?) dalle sonorità a cui i Nostri ci hanno abituato, con Age Of Rock N Roll (anche primo singolo dell’omonimo album) si riaccende la micca pronta ad esplodere e far danni mentre con Speed Stroke Of Fire si riesce ad omaggiare Jerry Lee Lewis. Ad avercene di band come gli Speed Stroke!

Autore: Speed Stroke Titolo Album: Speed Stroke
Anno: 2013 Casa Discografica: Buil2Kill Records
Genere musicale: Sleaze Metal, Rock’n’Roll Voto: 8
Tipo: CD Sito web: http://www.speed-stroke.com
Membri band:

Jack – voce

D.B. – chitarra

Niko – chitarra

Fungo – basso

Neb – batteria

Tracklist:

  1. Sick Of You
  2. Nothing’s True
  3. Lookin’ Down
  4. Burning Heart
  5. Out Of The Pen
  6. One Day Is Enough
  7. Trust Me, I Care
  8. Shine
  9. Age Of Rock N Roll
  10. Flesh & Nerve
  11. Speed Strokes Of Fire
  12. The Hunt
04th gen2013

RougeNoire – The Show

by Gianluca Scala

Finalmente ci troviamo davanti ad una band che per uscire dall’anonimato pubblica un debut album davvero interessante. Stiamo parlando di The Show, interessantissimo debut album delle RougeNoire, una rock’n'roll band tutta al femminile che arriva da Sesto S.Giovanni (Milano); undici brani caratterizzati da ottimi riff di chitarra, un’ottima sezione ritmica, ruvida e potente allo stesso tempo, e dalla voce sensuale e dannatamente bella della singer Black Mamba, che potrebbe davvero cantare qualsiasi genere musicale. Tutti brani autoprodotti, dai ritmi tirati senza l’ombra di una rock ballad, scelta che trasmette l’intenzione di puntare tutto sulla potenza tralasciando il lato soft e sdolcinato. Un dolce arpeggio di chitarra introduce il primo brano dell’album, The Gift, una strumentale che si snoda bene e che mette in evidenza la buona tecnica di chitarra solista della chitarrista Sabarax. The Wolf e Make A Better Day sono due brani rock ben articolati e ben cantati con dei chorus molto belli ed accattivanti, Vicious è puro glam rock’n'roll, sembra di sentire la versione femminile dei Motley Crue, mentre Sharp Edge ed Happy Ending sembrano pezzi degli degli Hanoi Rocks; dei brani ben suonati e che convincono fin dal primo ascolto. Anche qui si possono trovare tutti gli ingredienti necessari che servono per scrivere una gran canzone, un gran ritornello e grandi assoli di chitarre.

Con Devil si ritorna in territori cari ai vecchi Motley Crue, però con un tocco personale davvero molto originale. E che dire di Not Your Own, altra grande canzone dal ritmo ben sostenuto, vero highlight di questo The Show. Building Love e Like sono le battute finali di un disco che ha bisogno di pochi ascolti per entrare in circolo e per essere gradito dal primo all’ultimo minuto di musica, cosa che dimostra che esistono delle realtà musicali intorno a noi che non aspettano altro che essere scoperte. Brave RougeNoire!

Autore: RougeNoire Titolo Album: The Show
Anno: 2012 Casa Discografica: Autoproduzione
Genere musicale: Rock’N’Roll Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.rougenoire.it
Membri band:

Black Mamba – voce

Crill   Bill – chitarra

Sabarax – chitarra

Vice – basso

Blade – batteria

Tracklist:

  1. The Gift
  2. Wolf
  3. Make A Better Day
  4. Vicious
  5. Sharp Edge
  6. Devil
  7. Happy Ending
  8. Not Your Own
  9. Lookin’ For
  10. Building Love
  11. Like
20th dic2012

Black Crowes – Shake Your Money Maker

by Alberto Lerario

Shake Your Money Maker, è l’album in cui i poco più che maggiorenni fratelli Robinson segnano il loro debutto nella scena musicale, dopo aver fatto anni di gavetta live nei locali di Atlanta. Questo album è chiassoso, potente ed emozionante come si conviene ad una band del sud. Caratterizzato da sonorità che spaziano dal rock’n’roll all’hard rock, dal blues al southern rock, i due fratelli dimostrano di aver studiato a fondo i classici del genere, e soprattutto di averli capiti in modo da riproporli, se non in maniera originale, sicuramente più fresca ed energica. Si parte con Twice As Hard, in cui sembra di sentire suonare gli Aerosmith sia per timbro che per dinamica. Un pezzo godibile e potente in cui si apprezza la graffiante voce piena di carisma di Chris Robinson. Jealous Again, grazie al piano barrelhouse, mantiene lo stesso livello qualitativo della precedente traccia. Sister Luck, di stampo southern rock, con la voce di Chris a tratti gospel e l’organo in sottofondo, fa venir voglia di viaggiare per le strade della Georgia. Con la quarta traccia Could I’ve Been So Blind, classico boogie/rock’n’roll scritto ai tempi dei Mr. Crowes Garden, si smette di sognare e si riprende a ballare in modo scatenato, per passare ad un bel lento sotto le note di Seeing Things, quasi un omaggio alla voce di Joe Cocker da parte di Chris Robinson.

Hard To Handle, cover del brano di Otis Redding, potente soul rock fedele all’originale rappresenta una delle hit dell’album. Thick N’Thin fragoroso rock’n’roll è abbellita da un elegante accompagnamento strumentale. L’altro brano di enorme successo è She Talks To Angels, il cui riff fu scritto da Rich Robinson all’età di 17 anni, è dedicata ad una ragazza cocainomane conosciuta da Chris Robinson. Lento southern rock accompagnato dall’organo in sottofondo, dolce e commovente, ma non sdolcinata, questo brano sarebbe perfetto come sfondo musicale per un bel tramonto sul vicino Mississipi gustando del buon whiskey di contrabbando. Si chiude con Struttin’ Blues, un buon rock blues moderno, e Stare It Cold, country rock suonato ad alto voltaggio di potenza. In conclusione tutte le canzoni dell’album si basano su arrangiamenti costituiti da numerose citazioni dei classici del passato, accompagnate dalla voce calda e graffiante di Chris Robinson. Un suono corposo e tagliente come un rasoio rende comunque tutti i brani decisi e non datati, piacevoli all’ascolto. Forse manca il brano memorabile ma l’album scorre liscio senza intoppi e lascia soddisfatti sin dal primo ascolto. È come se i fratelli Robinson ci facessero fare un viaggio nel tempo, alla maniera di Marty McFly (alias Michael J. Fox), per farci apprezzare e comprendere nel nostro futuro presente il verbo del rock’n’roll.

Autore: Black Crowes Titolo Album: Shake Your Money Maker
Anno: 1990 Casa Discografica: Def American
Genere musicale: Southern Rock, Rock’N’Roll Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.blackcrowes.com
Membri band:

Chris   Robinson – voce

Rich   Robinson – chitarra

Jeff   Cease – chitarra

Johnny   Colt – basso

Steve Gorman – batteria

Tracklist:

  1. Twice As Hard
  2. Jealous Again
  3. Sister Luck
  4. Could I’ve Been So Blind
  5. Seeing Things
  6. Hard to Handle
  7. Thick n’ Thin
  8. She Talks to Angels
  9. Struttin’ Blues
  10. Stare It Cold
28th nov2012

Seddy Mellory – Fake As Your Mon’s Orgasm

by Marcello Zinno

Lunga vita all’EP! Lunga vita al rock’n’roll! Questi sembrano i due assiomi che si solidificano nel nome Seddy Mellory, un killer combo dietro cui si celano quattro musicisti totalmente italiani, al di là dei nomi d’arte che si sono scelti. L’EP è stata la scelta principale attraverso cui la band si è presentata nel passato al pubblico, tanto che questo Fake As Your Mon’s Orgasm rappresenta il primo vero full lenght uscito a sette anni dalla loro formazione. Idee chiare questo è certo, ma poche idee rivoluzionarie perchè scoprire nuovi filoni musicali non rientra nell’obiettivo dei Seddy Mellory: piuttosto si vuole riscoprire il buon (cattivo) e caro (sporco) rock’n’roll del passato, con immensa gioia dei più vecchietti e meno di chi ignora le origini del rock. Forti sono i momenti che ci riportano direttamente al rock targato Rolling Stones, come Faith dal refrain coinvolgente che ricorda anche qualcosa dei Turbonegro periodo Retox (influenza questa ripresa anche nel penultimo brano Red Riding Hood), e Joy che chiama direttamente in causa Mick Jagger e soci non solo per la voce pacata (clone di Mick) che si scontra dietro i ritmi martellanti ma anche per le chitarre in gran forma.

Bisogna riconoscere comunque ai Seddy Mellory una particolare capacità espressiva anche al di fuori dei confini musicali che essi stessi si sono creati: The Game rallenta i ritmi, abbraccia un palato molto più mainstream e grazie anche ad una produzione di ottimo livello, si trasforma in un potenziale hit, nonostante sia lontana dal tipico sound del combo. Aggressiva e ricca suona Nuke (Apocalypse Dude?!…no avete letto bene, Nuke) che presenta anche un buon assolo sul finale ed un tiro forte che colpisce, mentre un altro brano da segnalare oltre alla divertente “porno rock song” Cheek To Cheek è Burp Radio City che puzza di party stradaiolo fino all’ultima nota. Interessante la scelta stilistica di tenere il basso sempre in prima linea in un connubio comunque evidente rispetto agli altri strumenti e non sotterrarlo dietro una marea di arrangiamenti delle sei corde: questo sicuramente rende la proposta più interessante, una proposta musicale che vive fondamentalmente di live ed è lì che può sprigionare il massimo della sua bontà qualitativa.

Autore: Seddy Mellory Titolo Album: Fake As Your Mon’s Orgasm
Anno: 2012 Casa Discografica: Kandinsky Records
Genere musicale: Rock’N’Roll Voto: 7
Tipo: CD Sito web: www.seddymellory.com
Membri band:

Paul Mellory – voce, basso

Emi Seddy – chitarra, voce

Thunder Tony – batteria, voce

Blodio – chitarra, voce

Tracklist:

  1. The Ashtray
  2. Faith
  3. Nuke
  4. The Game
  5. Joy
  6. Cheek To Cheek
  7. Burp Radio City
  8. Checkpoint Choral
  9. Shoot
  10. Red Riding Hood
  11. Nightfall
19th nov2012

Gonzales – Blues On The Verge Of Apocalypse

by Marcello Zinno

Con i Gonzales abbiamo fatto un salto indietro nel passato, quando le band iniziavano a diventare dei progetti un pò più seri nella propria scena underground d’appartenenza e iniziavano a stringere collaborazioni con altre formazioni decise e testarde come loro. Da qui nascevano gli split album, EP che facevano autopromozione e spingevano le band ad altri show incandescenti nei piccoli locali della penisola. Davvero bei tempi e per fortuna molte band non hanno perso questa abitudine, anche se oggi si sente sempre meno parlare di questa “formula discografica”. Blues On The Verge Of Apocalypse è un progetto misto, per tre tracce rappresenta una mini-raccolta di tre brani già in passato registrati come split, mentre le ultime due tracce costituiscono una un inedito e l’altra una cover. Diverse naturalmente le ambientazioni delle tre split song ciascuna delle quali è stata registrata insieme ad una band differente: si apre con Liars (registrato con i norvegesi Bloodlights) che graffia e setta le aspettative in alto, non solo in quanto a tecnica ma anche per una sua riproposizione live, in un party che potrebbe non avere mai fine scomodando i Turbonegro di Hank von Helvete; Kind Of Future (con gli austriaci Reverend Backflash) calma un attimo i tempi ma infiamma i riflettori sulle chitarre che aggrazziano il palato; Like Your Love Claims (con gli italiani King Mastino) suona esuberante e grezza, molto americana con il suo heavy punk trascinante.

Per quanto concerne l’inedito, Spellbound, possiamo attestare un ingresso maggiore del rock blues americano in quanto a produzione, imbastito di un hard rock poco cattivo ma gradevole seppur sia evidente che i Gonzales siano più portati verso sonorità dure. Il refrain del brano è tutto, mentre parte della durezza che ci si aspetta emerge con l’ultima traccia Don’t Believe A Word, cover dei Thin Lizzy, nella quale (a parte per le linee vocali) si rivive l’amarezza e la compattezza del brano in versione originale. Bene così, attendiamo presto un full lenght.

Autore: Gonzales Titolo Album: Blues On The Verge Of Apocalypse
Anno: 2012 Casa Discografica: Kornalcielo Records, Area Pirata Records
Genere musicale: Rock’N’Roll Voto: s.v.
Tipo: EP Sito web: http://www.thegonzales.it
Membri band:

Tilen Durden – voce

Mark Simon Hell – chitarra

Ilija Riffmeister – chitarra

Markey Moon – basso

Malcom B. Cobra – batteria

Tracklist:

  1. Liars
  2. Kind Of Future
  3. Spellbound
  4. Like Your Love Claims
  5. Don’t Believe A Word
11th lug2012

(AllMyFriendzAre)DEAD – Black Blood Boom

by Marcello Zinno

Dopo due anni di intenso lavoro sia live che in studio gli (AllMyFriendzAre)DEAD sono tornati con una nuova fatica. Hellcome aveva caratterizzato il loro 2010 (recensito da noi al seguente link), il primo vero esordio discografico della band se non consideriamo i due precedenti EP; oggi il quintetto affascinato dal rock’n’roll più sudicio dimostra di essere pronto a lanciare una nuova sfida meno unidirezionale. 37 i minuti, contro i 27 minuti del precedente lavoro a parità di numero di tracce, gli (AllMyFriendzAre)DEAD seguono con coerenza i binari del loro passato, puntando sempre sulla ruvidità dei suoni che spesso è insaporita da alcuni inserimenti solisti apprezzabili. Non è solo questione di numeri perchè le differenze sono profonde: il bilanciamento dei contributi ad ogni singola traccia si sviluppa con chitarra e basso profondamente fedeli alla tradizione rock’n’roll e la seconda sei corde cerca l’elemento fuori dal coro, rendendo più originale il sound e prendendo, maggiormente rispetto al passato, le distante con band più intransigenti (dal punto di vista musicale).

C’è qualche passaggio più particolare come Donnie B. Good (da cui è stato estratto anche un videoclip davvero pulp) o The Man Into The Cave che con la sua tastiera/organetto in stile Smash Mouth e i suoi ritmi affievoliti spiazza; non a caso si riconosce in generale un percorso evolutivo in cui il quintetto si è imbarcato, un’evoluzione sonora che punta al rock a tutto tondo e tenta di inserire partiture più sofisticate che conferirebbero sicuramente un piacere maggiore se fossero adeguatamente valorizzate da una più luccicante produzione. Stesso discorso per Goodbye Cleaver con il suo intermezzo quasi swing avvolto in un alone rigorosamente rock’n’roll ad inizio e fine brano, o per Funeral Blowjob che innesca tre minuti strumentali dal sapore ‘suddista’ trasversali in quanto a genere di appartenenza. A noi sicuramente piacciono i passaggi più ritmati come in Vagina Pectors con addirittua un sax che entra in gioco, o il pezzo dal titolo deciso Overfuck che con decisione irrompe in scenari rock. In definitiva l’impressione che riscontriamo dall’ascolto di Black Blood Bloom è che le tracce, progettate per una migliore resa dal vivo, avrebbero necessità di un maggior mordente in sala di registrazione e che le divagazioni sono davvero tante, segno di una maggiore creatività di cui la band è dotata ma anche di una maturazione che arriverà nel prossimo futuro.

Per chi etichetta il rock’n’roll come un approccio musicale tipicamente americano potrebbe ricredersi ascoltando questi cinque infuocati calabresi. Noi aspettiamo di scoprire dove la loro evoluzione musicale li porterà.

Autore: (AllMyFriendzAre)DEAD Titolo Album: Black Blood Boom
Anno: 2012 Casa Discografica: Overdrive Records
Genere musicale: Rock, Rock’n’Roll Voto: 6
Tipo: CD Sito web: http://www.allmyfriendzaredead.com
Membri band:

Frantz – voce

Succo – batteria

Gicass – chitarra

El Pez – chitarra

Meltedman – basso

Tracklist:

  1. We Kill X
  2. Donnie B. Good
  3. Overfuck
  4. The Man Into The Cave
  5. Vagina Pectors
  6. Goodbye Cleaver
  7. Funeral Blowjob
  8. Arramo Lincoln
  9. The Witch
  10. My Dog Is A Kamikaze
  11. Piggy Popper
13th mag2012

The Doggs – Red Sessions

by Marcello Zinno

Va bene la sperimentazione, ok che molte band vedono il futuro del rock nella psichedelia, passi pure la stravaganza musicale di gruppi elettro-rock, ma ditemi cosa c’è di meglio di un sano album di rock’n’roll grezzo! Una manciata di brani con un suono al vetriolo che circola nel sangue e come un virus si impossessa di tutto per sbatterci nel nostro incubo peggiore e non farci più uscire: questi sono i The Doggs, terzetto tutto italiano con Miss Grazia Mele alla batteria che pesta di brutto ed una chitarra lacerante che puzza di punk asfissiante. Fin dall’opener c’è un sapore che ci piace, è il sapore dei Turbonegro che ai tempi dei loro esordi sapevano di sottoscala sporco, quel luogo invivibile dato il poco spazio a disposizione ma utilizzatissimo per film di terza categoria. E con grande sorpresa leggiamo che il titolo della terza traccia è proprio I Got Erection, brano pornopunk al fulmicotone della band norvegese; ma si tratta di una pura (in realtà sarebbe meglio dire “sporca”) coincidenza perchè il pezzo viaggia su registri più lugubri e decadenti.

Ma i The Doggs non vogliono essere la solita band che spara velocità grezza a tutti i costi per piacere al fan dei Motörhead di turno. Il trio infatti cerca di inserire vari pezzi più lenti come Ride My Bomb che finisce per strizzare un occhio (anzi due) ad un “rock’n’doom” tanto che con la successiva darkeggiante Burning Inside hanno ormai già confermato il loro cambio di registro. Noi li preferiamo nell’approccio più ruvido e veloce, quello da party scatenato che ti fa perdere i sensi e ballare a suon di riff seppur bisogna ammettere che Destruction Of Love suona davvero rock’n’roll pur suonando anni luce lontano dalla prima Midnight Eyes. Una band che sicuramente sprigiona il massimo in un contesto live e che merita davvero di essere ascoltata, magari in un party notturno che non vedrà mai la luce del giorno.

Autore: The Doggs Titolo Album: Red Sessions
Anno: 2012 Casa Discografica: Autoproduzione
Genere musicale: Rock’n’Roll Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.thedoggs.com
Membri band:

Marco Mezzadri – voce, basso

Christian Celsi – chitarra

Grazia Mele – batteria, percussioni

Tracklist:

  1. Midnight Eyes
  2. Wild Boy
  3. I Got Erection
  4. Ride My Bomb
  5. Burning Inside
  6. Drugstore
  7. Destruction Of Love
  8. Wax Doll
02nd mag2012

Caroline And The Treats – Saturday Night, Rock And Roll

by Rod

I Caroline and The Treats sono una band particolarmente sui generis a partire dal nome, dove da un lato troviamo l’avvenente vocalist Caroline Andersen, norvegese, di professione pornostar nonchè self made woman, mentre dall’altro ci sono i The Treats, band capitanata dal chitarrista – nonché compagno della singer – Morten Henriksen, già membro degli Yum Yums. La band propone uno stile che tenta di miscelare le atmosfere rock’n’roll anni ’50, basate sulla rievocazione di stereotipi del periodo alla Happy Days o alla Saturday Night Fever, (i bulli con capelli impomatati, jeans stretti, scarpe Converse e giubbotto di pelle alla Fonzie; le pupe con tacchi alti, scollature vertiginose e l’onnipresente gomma da masticare), alle atmosfere da vacanza dopo la scuola tipo Beach Boys, alla tradizione punk stile Ramones, fatta di giri di chitarra accattivanti, testi semplici e sopra le righe, ritmi incalzanti da Twist And Shout. Saturday Night, Rock & Roll, seconda proposta discografica della band, concentra alla perfezione gli elementi descritti in precedenza e, a primo impatto, si presenta come un album fresco e sciabordante di energia. A lungo andare però, l’album perde di vitalità, risultando troppo ripetitivo e privo di soluzioni stilistiche vincenti.

Gli slanci chitarristici di Morten Henriksen e gli onnipresenti gridolini festosi della vocalist che farciscono di “yeah” e di “wow” i brani proposti, spengono lentamente gli entusiasmi irruenti dell’ascoltatore, il quale, dopo aver alzato a manetta il volume convinto di godersi una scarica di selvaggia esplosione punk, è costretto a rimettere mano alla manopola, accorgendosi di trovarsi di fronte ad una sorta di unico brano suddiviso in 14 tracce. Infelice scelta di missaggio quella di intervallare le canzoni con pause di un nanosecondo, facendole susseguire senza sosta in una sorta di accavallamento che non lascia all’ascoltatore lo spazio ed il tempo di distinguere e metabolizzare uno ad uno i brani proposti. Nonostante il tentativo di creare qualcosa di nuovo attingendo artisticamente dall’immaginario stilistico old school rock e punk, Saturday Night, Rock & Roll risulta essere un bel contenitore colorato ma mezzo vuoto (o mezzo pieno…), in cui si salvano senza dubbio il tentativo di proporre un prodotto fresco e vivace, il simpatico genere musicale coniato ad hoc dalla band (il “bubblegum punk”) e la verve accattivante e sopra le righe della supersexy Caroline.

Autore: Caroline And The Treats Titolo Album: Saturday Night, Rock And Roll
Anno: 2012 Casa Discografica: House Of Rock Records
Genere musicale: Rock, Rock’n’roll Voto: 5
Tipo: CD Sito web: http://www.carolineandthetreats.com
Membri band:

Caroline Andersen – voce

Morten Henriksen – chitarra

Geir Saanum – basso

Olle Deville Hov – batteria

Tracklist:

  1. Tonight
  2. Knockout Wood
  3. Bubble Trubble
  4. Bad Boyfriend
  5. Rock And Roll Boys
  6. Let’s Get Dirty
  7. Wam Bam baby
  8. Baby, I’m The Best
  9. Can’t Stop
  10. Let’s Go Down
  11. Rock And Roll Love Affair
  12. Saturday Night, Rock And Roll
  13. Clap Your Hands And Stamp Your Feet
  14. Hey Hey, We’re Caroline & The Treats
16th mar2012

H.A.R.E.M. – Kings Of The Night

by Gianluca Scala

H.A.R.E.M. è l’acronimo di Hard And Rough Easy Men, loro sono una grande rock’n'roll band che arriva dalla Toscana, precisamente da Lucca. Questo Kings Of The Night è il loro grande e bellissimo nuovo studio album, che diventerà la vostra colonna sonora quotidiana ogni qualvolta avrete voglia di fare baldoria e di divertirvi in bella compagnia. Questi cinque ragazzi sanno cosa vuol dire, seriamente parlando, cos’è il rock’n'roll e come se fossero dei predicatori vanno in giro a raccontarlo a tutti coloro che ancora non lo conoscono. Amen! Tutti i brani presenti su questo disco sono di altissima classe, molto validi ed è davvero difficile preferirne uno rispetto ad un altro. Ascolto dopo ascolto tutte le melodie ti si appiccicano nella mente e in men che non si dica ti ritrovi dappertutto a fischiettare una loro canzone. Le loro influenze musicali variano dai Ramones, ai Motörhead, fino ad arrivare ad un mix di Iggy Pop & The Stooges passando per i New York Dolls…non so se mi sono spiegato. Loro masticano rock come un cubano mastica tabacco: provate ad ascoltare il primo brano I’m Not Afraid e scoprirete anche voi il loro potenziale, sembra di vedere Alice Cooper sul palco al fianco di Freddy Delirio (al secolo Federico Pedichini) che cantano la colonna sonora di un vecchio film horror tradotta in chiave hard rock, con dei ritmi molto sostenuti.

Mentre Alien (assoluto highlight di questo album) è un inno al sano divertimento e contiene uno dei chorus più cool sentiti in questi anni. Altri brani come Dear Rock’n'Roll o Let Me Feel insieme a Run Down Free vi rapiranno al primo ascolto, con delle bellissime melodie molto accattivanti ai confini del glam metal. La band oltre a Delirio è formata dai chitarristi Matt Stevens ed Emilio Bandera (presente solo in studio, non figura nella attuale line-up in tour in giro per l’Italia) al basso troviamo il bravissimo Nik Giannelli mentre alla batteria siede Duff Molinaro; sono ormai diversi anni che calcano i palchi di tutta la nostra penisola in lungo e in largo ed in tutti questi anni di attività con l’impegno dimostrato e con un’ottima presenza scenica hanno conquistato e costruito un modesto seguito di fedeli fan, che hanno saputo accogliere tutta la loro energia sprigionata nei vari live. Andate a procurarvi una copia di questo cd, a costo di percorrere chissà quanti chilometri, saranno soldi ben spesi! Parola di RockGarage!

Autore: H.A.R.E.M. Titolo Album: Kings Of The Night
Anno: 2010 Casa Discografica: FP Arts/ SELF
Genere musicale: Rock’N’Roll Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.myspace.com/haremspace
Membri band:

Freddy Delirio – voce, tastiere

Matt Stevens – chitarra

Emil Bandera – chitarra

Nik Giannelli – basso

Duff Molinaro – batteria

Tracklist:

  1. I’m Not Afraid
  2. Kings Of The Night
  3. Manimal
  4. Dear Rock N Roll
  5. Alien
  6. Let Me Feel
  7. Shining Doors
  8. Don’t Lie
  9. I Say No
  10. Run Down Free
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