Darkthrone – Total Death
Dopo l’album capolavoro Panzerfaust per i Darktrhone cominciò una fase difficile. Nelle notizie biografiche racimolate negli anni si racconta spesso che i Darkthrone erano carichi, in quel periodo, di lavoro per mandare avanti se stessi, ma nel contempo Fenriz si dava da fare anche con progetti paralleli come Neptune Towers e Isengard, due situazioni che nel tempo lo portarono a partorire quattro album e una partecipazione nei Dødheimsgard. Il tempo è tiranno, si sa, il lavoro da svolgere è tanto e forse qualche visione personale sul da farsi non era in sintonia tra Fenriz e Nocturno Culto. Difficoltà reali o presunte vengono dissolte da un nuovo album, cioè Total Death. Uscì nel 1996 con una copertina a colori, mentre per i precedenti tre si era deciso di usare foto in bianco e nero e in notturna; una scelta comunque interessante e ripresa da tanti altri autori di album black metal. L’album viene inciso per la Moonfog di Satyr dei Satyricon, il quale viene anche citato nei ringraziamenti, insieme al batterista Frost. Total Death vide anche la partecipazione ai testi di Garm degli Ulver, in Earth’s Last Picture, di Ihsahn degli Emperor in Black Victory Of Death, di Carl-Michael Eide dei Ved Buenos Ende in Blasphemer e di Satyr dei Satyricon in The Serpents Harvest.
Rispetto a quanto fatto fino a quel momento, Total Death rappresentava una parziale frenata nell’evoluzione black metal dei Darkthrone: è un buon album, ma distante dalla concezione estrema espressa in Transilvanian Hunger o Panzerfaust. Addirittura alcuni scenari dell’album si accostano al death metal (e a rimandi passati di altre istituzioni estreme), come per la fredda e dozzinale canzone The Serpents Harvest. Se Blasphemer ha un giro di chitarra che si avvicina ai momenti di Under A Funeral Moon, Black Victory Of Death si manifesta come del black metal cavernoso, estremo, ma essenzialmente sviluppato su tempi medi. Majestic Desolate Eye porta avanti una lentezza cadenzata per un terzo della sua durata e poi deflagrare in una veloce aggressione. Anche Ravnajuv è veloce, spietata, nera e lo sono ancora di più Blackwinged e Gather For The Attack On Pearly Gates. Piccolo gioiello è l’opener Earth’s Last Picture, canzone che mette in mostra quei tempi saltellanti dei Darkthrone e i loro riff fragorosi, potenti e con dentro di sé il gene dei Celtic Frost.
Total Death si vede spaccato in due dal punto di vista compositivo: Blackwinged, Gather For The Attack On Pearly Gates, Majestic Desolate Eye e Ravnajuv sono state concepite da Nocturno Culto, il resto è di Fenriz. L’album riporta dunque un equilibrio compositivo nella band, dopo due lavori ideati da Fenriz, ma è anche l’anticamera di una lunga pausa che porterà a Ravishing Grimness ben tre anni dopo. Un lungo silenzio che, si vocifera, mascherò forse dei problemi in seno al duo. Tuttavia Total Death è una buona release, ma con alle spalle gli epocali Transilvanian Hunger e Panzerfaust, Fenriz e Nocturno Culto forse non poterono fare di più.
| Autore: Darkthrone | Titolo Album: Total Death |
| Anno: 1996 | Casa Discografica: Moonfog |
| Genere musicale: Black Metal | Voto: 6,5 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.darkthrone.no |
| Membri band:
Nocturno Culto – voce, chitarra, basso Fenriz – batteria, basso, chitarra |
Tracklist:
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