Darkthrone – Sardonic Wrath
Dopo aver inciso una notevole quantità di album (dieci in quindici anni) per i Darkthrone arriva un momento forse cruciale. Se una band di metal estremo non ridisegna il proprio sound a qualcuno la cosa potrebbe non andare giù. Per Sardonic Wrath la critica si è concessa qualche insofferenza alla standardizzazione dell’operato dei Darkthrone, dichiarandolo apertamente oppure esprimendo giudizi di circostanza, cioè giudizi nei quali si riconoscevano a Fenriz e Nocturno Culto il loro ruolo di capostipiti del balck metal, ma mettendo allo stesso tempo in evidenza l’ottusità del songwriting. Per alcuni erano dunque i Darkthrone di sempre, uguali a se stessi e oggettivamente privi di innovazioni. Per altri erano i Darkthorne, scolpiti nel granito nero del black metal, inattaccabili, unici, autori di un lavoro comunque d’impatto e sostanza.
Sardonic Wrath nell’iniziale versione promo vedeva otto canzoni e non nove come nella versione finale. Mancava Rawness Obsolete a chiusura dell’album e una versione leggermente differente di Hate Is The Law. Da una prima intervista a Nocturno Culto si parlò di un nuovo album, appunto Sardonic Wrath, concepito anche con influenze non propriamente black metal. La cosa forse montò anche le aspettative degli addetti ai lavori, ma Sardonic Wrath è a conti fatti un album puramente dei Darkthrone. Il modo di suonare e concepire i pezzi è quello canonico di Fenriz e Nocturno Culto, il primo mostrando un lavoro muscolare, maratoneta delle bacchette e il secondo attraverso una concatenazione di riff che passano da estasi di velocità feroce e istintiva a cadute marziali e appesantite.
Sjakk Matt Jesu Krist (più o meno Checkmate Jesus Christ) e Hate Is the Law sono due corrosive sorelle del crust-punk, soprattutto la seconda che sembra rievocare lo spettro dei Discharge. Information Wants To Be Syndicated ha un passo caotico e spedito, ma propone una fase centrale in low tempo, massacrando le linee melodiche del black metal con un pathos da cerimonia a Satana. Tutto come da copione, tutto nella tradizione nera dei Darkthrone, come per Straightening Sharks In Heaven, Alle Gegen Alle (ovvero All Against All), canzone esposta in andante mid-tempo, vera marcia trionfale del male che sfila nel mondo, con una coda finale heavy-punk sostenuta e dirompente. Anche Man Tenker Sitt è rapida ma non veloce, con l’abrasivo riff di Nocturno Culto teso a rendere il clima carico di orrida tensione. Se Sacrificing To The God Of Doubt ricorda più il black metal di carattere svedese, come i Marduk, ad esempio, anche grazie ad un numero di variazioni nei ritmi e nel riffing al di sopra della media, la conclusiva Rawness Obsolete sigilla l’album con chiodi neri e affilati, piantati con colpi lenti e disumani. Canzone dalla melodia funerea, malinconica, ma epica sembra essere la giusta chiusura di questo lavoro segnato da un sound più morbido o comunque meno frenetico e non totalmente di puro black metal ossessivo e maledetto.
Sardonic Wrath è la costruzione di trame melodiche, le quali Nocturno Culto tinge con estrema semplicità, senza troppe complicazioni nelle partiture delle chitarre, le quali sono degnamente accompagnate da un buon sound del basso. Fenriz è puntuale, marca stretta ogni nota con i suoi colpi pesanti e squadrati. Riprendono se stessi, questo è innegabile, ma le canzoni hanno una semplicità istintiva decisamente più nitida anche rispetto al precedente Hate Them e Plaguewielder. Tuttavia qualcosa nel sound e nelle intenzioni dei due sta cambiando, il germe del futuro black ‘n roll sta covando e qualcosa di spettrale e fantastico accadrà negli anni avvenire, ma occorre tenere ben aperte le orecchie, in questo Sardonic Wrath, per capirlo.
| Autore: Darkthrone | Titolo Album: Sardonic Wrath |
| Anno: 2004 | Casa Discografica: Moonfog |
| Genere musicale: Black Metal | Voto: 7 |
| Tipo: CD | Sito web: http://www.darkthrone.no |
| Membri band:
Nocturno Culto – voce, chitarre, basso Fenriz – batteria |
Tracklist:
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