31st lug2012

AC/DC – Black Ice

by Gianluca Scala

Black Ice è il nome del quindicesimo album studio, dopo tanti anni passati a calcare i palchi di tutto il mondo suonando davanti a milioni di persone che altro non sono che i loro devoti estimatori. Black Ice esce sul mercato nell’ottobre del 2008 quando l’industria musicale sta cominciando a traballare e sono solo i grandi nomi del rock che riescono ancora a stare a galla in questo oceano musicale. Il disco vende 5 milioni di copie in tutto il mondo solo fino alla fine di quell’anno e va oltre ogni aspettativa economica che la band si potesse immaginare, in un era dove ormai qualsiasi ragazzino che se ne intende di informatica è in grado di scaricare un intero album comodamente seduto nella sua camera. Vennero estratti addirittura cinque singoli per far sì che l’album venisse spinto per bene nelle classifiche e la scelta non fu per niente azzardata, infatti gli AC/DC si ritrovarono in testa alle classifiche di molti paesi ( U.S.A., Spagna, Gran Bretagna, Germania, Francia, Australia e per la prima volta nella loro carriera anche in Italia). Black Ice si rivelò essere un disco di enorme successo, cosa che non accadeva dai tempi di The Razors Edge e quando partì il tour mondiale a supporto dell’album la band girò in lungo ed in largo tutti i continenti del pianeta facendo praticamente ovunque sold out.

Il disco composto da ben 15 tracce è anche uno dei più lunghi di durata di tutto il loro catalogo, il primo singolo estratto accompagnato da un grandioso video clip è Rock’N’ Roll Train, brano capace fin dal suo inizio di darci delle vibrazioni incredibili: il riff principale del brano ti entra nelle orecchie attraversando la spina dorsale per arrivare alle gambe praticamente impossibile da tenere ferme…chi vuole fare un viaggio sul treno del rock’n’roll? Un treno che non fa fermate e che ci porta dritti dritti per la nostra destinazione. Quasi tutto il disco è incentrato su questo unico concetto musicale, cioè viaggiare sopra i binari della nostra vita accompagnati dalla musica di questa immensa band, noi come loro che davanti alle avversità della vita non ci fermiamo e proseguiamo diritti per la nostra strada. Sono davvero tanti i brani che meriterebbero di essere menzionati, tutti composti con grande passione e che non si allontanano di un centimetro da quanto fatto in tutti questi anni da questa band.

Ascoltate canzoni come Skies On Fire, Big Jack, War Machine oppure She Likes Rock’N’Roll, inutile definirli degli inni perchè questo termine non è più appropriato, queste sono lodi degli dei che giungono fino a noi tramite il nostro stereo. Contentissimi di farci avvolgere da queste grandi vibrazioni che solo loro o pochi altri sono stati in grado di darci nella storia della musica contemporanea, perché gli AC/DC sono sempre stati uno dei gruppi hard rock dei più onesti e privi di compromessi. Hanno avuto molte disavventure, le hanno superate e hanno raggiunto tantissima gente con il loro verbo rock blues, vendendo milioni e ancora milioni di copie con i loro album di sfrontato e grezzo rock’n’roll.

Autore: AC/DC Titolo Album: Black Ice
Anno: 2008 Casa Discografica: Columbia Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7,5
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso

Phil Rudd – batteria

Tracklist:

  1. Rock’N’Roll Train
  2. Skies On Fire
  3. Big Jack
  4. Anything Goes
  5. War Machine
  6. Smash N Grab
  7. Spoilin’ For A Fight
  8. Wheels
  9. Decibel
  10. Stormy May Day
  11. She Likes Rock’N’Roll
  12. Money Made
  13. Rock’N’Roll dream
  14. Rocking All The Way
  15. Black Ice
24th lug2012

AC/DC – Stiff Upper Lip

by Gianluca Scala

E siamo arrivati al 14° album dei granitici rocker australiani in questa nostra rubrica dedicata a loro. Stiff Upper Lip non si discostò molto da Ballbreaker anche se risultò essere più tendente a sonorità blues evidenziando che la band, pur non avendo rivoluzionato il proprio stile, aveva negli ultimi anni moderato, anche solo parzialmente, i ritmi e le sonorità. La produzione fu curata da George Young, fratello maggiore di Malcom ed Angus, tornato dietro la consolle della produzione dopo diversi anni nei quali si susseguirono diversi personaggi a muovere le manopole per relegare il suono del gruppo. Musicalmente valido, questo album aveva il pregio di contenere dei riff di semplice fattura subito riconducibili al suono classico a cui i Nostri ci hanno abituato nel corso degli anni. La title track, House Of Jazz, Hold Me Back e Satellite Blues sono i titoli dei nuovi classici entrati nelle nostre case e che hanno fatto scuotere le mura dei palazzi dove abitiamo ogni qualvolta qualcuno di noi ha ascoltato questo disco allo stereo. Angus Young regala assoli come fosse sempre natale, le ritmiche e gli arrangiamenti dei fratelli Young ben sostengono i brani che si lasciano ascoltare molto piacevolmente.

Dal punto di vista commerciale probabilmente non rappresentò uno dei capitoli fondamentali della loro carriera musicale, ma è in sede live che gli AC/DC dimostrarono che pur avendo ampiamente passato i 25 anni di attività, i vecchi rocker erano ancora in grado di smuovere grandi folle e di entusiasmare più di una generazione di appassionati. Brani come Satellite Blues dicevamo sono in grado di farti ballare tutto il tempo per la stanza senza mai fermarsi, riff iniziale memorabile e incedere del brano che sfocia in uno degli assoli di chitarra di Angus Young venato di buon sano rock blues. Anche stavolta avevano fatto centro diciamolo con falsa ipocrisia, chi ama il rock’n'roll non vuole fare altro che ascoltare album genuini come questo, quella manciata di canzoni che ci fanno compagnia nel momento del bisogno ogni qualvolta che si ha la voglia di sentire della buona musica hard rock. E in questo gli AC/DC sono degli ineguagliabili maestri.

Autore: AC/DC Titolo Album: Stiff Upper Lip
Anno: 2000 Casa Discografica: EMI
Genere musicale: Hard Rock Voto: 6,5
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso

Phil Rudd – batteria

Tracklist:

  1. Stiff Upper Lip
  2. Meltdown
  3. House Of Jazz
  4. Hold Me Back
  5. Safe In New York City
  6. Can’t Stand Still
  7. Can’t Stop Rock’N'Roll
  8. Satellite Blues
  9. Damned
  10. Come And Get It
  11. All Screwed Up
  12. Give It Up
17th lug2012

AC/DC – Ballbreaker

by Gianluca Scala

Per la pubblicazione del loro dodicesimo album i nostri rocker australiani chiamarono addirittura il guru del rock/metal americano Rick Rubin alla produzione (e si sente, di fatti l’album è forse l’unico ad avere un suono così metallico e tosto in tutto il loro catalogo) storico collaboratore di Slayer e di altre realtà nel campo hard’n'heavy come System Of A Down, Linkin Park e Red Hot Chili Peppers. È il primo disco dopo cinque anni di distanza dall’ultima fatica discografica di successo (The Razors Edge) e vedrà anche il ritorno dietro ai tamburi dello storico drummer Phil Rudd che aveva lasciato la band agli inizi degli anni ’80, evento causato da forti dissidi musicali avuti con il chitarrista Malcolm Young. Anche questo Ballbreaker si dimostrò essere un buonissimo prodotto musicale, album capace di rimettere in primo piano, forse più del precedente lavoro, quel chitarrismo puro e crudo che da sempre contraddistingue il sound del gruppo che negli ultimi anni si era un pò ammorbidito. Undici brani memorabili capaci di far battere il piede come non succedeva da tempo, carichi di groove con le chitarre sempre in risalto e con il cantato di Brian Johnson che, non cambiando di una virgola la propria impronta vocale, esalta queste canzoni con il classico spirito degli AC/DC.

Si aprono le danze con Hard As A Rock, e già il titolo parla da sé, grande intro di chitarra arpeggiato che ti batte sulla spalla come se fosse la pacca ricevuta da un vecchio amico, con quell’incedere classicheggiante che sfocia nel grandioso riff portante della canzone che accompagna l’ascoltatore fino ad uno dei ritornelli boccacceschi e sessisti che la band ti suona e canta davanti al naso; grandioso e sempre spettacolare anche il video clip che accompagna il brano che era stato scelto anche come singolo apripista dell’intero lavoro, che sarà seguito dal rilascio sul mercato anche da Cover You In Oil e da Hail Ceasar. Quest’ultima ha il pregio di avere dalla sua parte il riff e l’andamento complessivo che riprende dei giri di chitarra ed il modo di avere impostato la canzone come solo loro erano in grado di fare agli inizi della loro carriera, nel senso che assolo di chitarra, riff portante ed anche il cantato suonano molto retrò (l’avrebbe potuta cantare benissimo anche il buon vecchio Bon Scott tanto per intenderci). Stesso ragionamento lo si può fare con la traccia intitolata Boogie Man, brano che sembra arrivare dai seventies con quell’andamento che fa tornare alla mente addirittura un grande brano come The Jack, dove Brian Johnson canta dei versi che sono puri racconti di strada e di vita notturna passata tra un locale all’altro, basti leggere le lyrics per entrare in un bar e chiedere al bancone un boccale di birra quando si legge: “Some people say I’m only out of night, maybe those folks might of got it right. And some people say I drive a cadillac car, or sell my wares hauntin’ hotel bars“.

The Honey Roll non si discosta molto dalle ultime produzioni ed insieme al brano che dà il titolo all’album rendono l’idea del perchè abbiano chiamato mr. Rubin alla produzione: qui c’è tutto il succo sonoro degli AC/DC, grandi riff di chitarra e gli assoli di Angus Young suonano diretti e limpidi come non si sentiva da un sacco di tempo. Questo disco ci ripresentò la band in gran forma ed il fatto di avere recuperato il suo storico drummer dal tocco unico per questo genere dimostrò anche la volontà di ripescare quelle vecchie sonorità tanto care a loro per distaccarsi da tante altre band in circolazione. E per lanciare anche un messaggio ben preciso al mondo, ossia che gli AC/DC ci sono ancora e sempre ci saranno! Almeno per noi che ci porteremo dietro il loro bagaglio musicale fino alla tomba, ed anche nella prossima vita terrena.

Autore: AC/DC Titolo Album: Ballbreaker
Anno: 1995 Casa Discografica: EastWest Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, voce

Phil Rudd – batteria

Tracklist:

  1. Hard As A Rock
  2. Cover You In Oil
  3. The Furor
  4. Boogie Man
  5. The Honey Roll
  6. Burnin’ Alive
  7. Hail Ceasar
  8. Love Bomb
  9. Caught With Your Pants Down
  10. Whiskey On The Rocks
  11. Ballbreaker
10th lug2012

AC/DC – Live

by Gianluca Scala

Per gli AC/DC il ritorno al grande successo planetario era diventato oramai un obiettivo di vitale importanza, per molti addetti ai lavori l’ultimo The Razors Edge fece definitivamente entrare la band fra le più importanti icone del rock. Durante la tournée dell’ultimo studio album la band registrò dei brani da includere in una nuova pubblicazione dal vivo, la prima dopo ben 14 anni di distanza dal primo live album ufficiale del gruppo, ossia If You Want Blood, You Got It Live. Le registrazioni provengono dalla data che la band tenne a Donington Park in Gran Bretagna durante quel grandioso tour che andò a toccare ben 121 paesi con un totale di 153 date, facendo loro guadagnare una nuova presenza come band principale al colossale Monsters Of Rock Festival nel quale i Nostri suonarono insieme a band come Metallica, Motley Crue, Queensryche e The Black Crowes (in Italia la prima band ad esibirsi furono i nostrani Negazione quando il festival giunse a Modena). Per celebrare l’evento il concerto di Donington fu filmato tramite un enorme dispiego di mezzi, con 26 telecamere di cui una montata su un elicottero per le riprese aeree, immagini video che andranno a fare parte della versione DVD di questo grande evento che per chi non lo sapesse, riuscì a vendere 5.000.000 di copie in tutto il mondo. Il disco venne dato alle stampe in due versioni, una singola ed una doppia più completa contenente 23 brani, con tanti estratti dall’ultima release discografica.

Il lato A infatti si apre con il nuovo inno Thunderstruck che oramai era diventato uno status symbol della band, insieme a Fire Your Guns, The Razors Edge, la spassosissima Moneytalks e Are You Ready. Il resto della scaletta del concerto era un alto concentrato di classici che non si può non amare ad ogni ascolto, brani come Shoot To Thrill, Back In Black, The Jack, Hell’s Bell’s, uno dietro l’altro passano in rasegna buona parte della storia della musica che noi tutti amiamo. Lo stesso si può dire del lato B del disco, dove tra una bambolona gonfiabile che appare sulle note di Whole Lotta Rosie e di fan che indossano delle corna fuorescenti ascoltando la mitica Highway To Hell, nonché le note che formano “il riff” per antonomasia del rock di You Shook Me All Night Long ci si avvicinava verso la fine dello show lasciando il posto al colpo d’occhio finale, dove alle spalle della band appaiono uno stuolo di cannoni pronti a sparare durante l’immensa For Those About To Rock (We Salute You) brano che servirà a salutare l’ondata di fan accorsa e che ancora accorre ad ogni loro concerto ovunque egli suonino, Luna compresa. Live è un disco che racchiude perfettamente il concetto che serve per spiegare ai profani che ci circondano che cosa sia un concerto di una rock’n'roll band e sopratutto ben rappresenta una fede che raggruppa proseliti in tutto il mondo.

Autore: AC/DC Titolo Album: Live
Anno: 1992 Casa Discografica: Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 8
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, voce

Chris Slade – batteria

Tracklist:

Disc 1

  1. Thunderstruck
  2. Shoot To Thrill
  3. Back In Black
  4. Sin City
  5. Who Made Who
  6. Heatseeker
  7. Fire Your Guns
  8. Jailbreak
  9. The Jack
  10. The Razors Edge
  11. Dirty Deeds Don’t Dirt Cheap
  12. Moneytalks

Disc 2

  1. Hell’s Bell’s
  2. Are You Ready
  3. That’s The Way I Wanna Rock’n'Roll
  4. High Voltage
  5. You Shook Me All Night Long
  6. Whole Lotta Rosie
  7. Let There Be Rock
  8. Bonny
  9. Highway To Hell
  10. T.N.T.
  11. For Those About To Rock (We Salute You)
03rd lug2012

AC/DC – The Razors Edge

by Gianluca Scala

Con il rientro definitivo da parte di Malcolm Young nelle fila della band dopo il suo ricovero forzato per disintossicarsi dagli eccessi di alcol e droghe, gli AC/DC dovettero riempire il posto vacante lasciato da Simon Wright alla batteria, che accettò l’offerta dell’amico di sempre Ronnie James Dio per unirsi alla sua band. Gli AC/DC non si persero d’animo e presero ai propri servigi l’esperto batterista Chris Slade che insieme al famoso producer Bruce Fairbairn si chiusero in studio per dare un seguito al fortunato Blow Up Your Video. L’album venne pubblicato verso la fine del 1990 e venne intitolato The Razors Edge: risollevò nettamente le quotazioni della band e risultò essere un buon successo commerciale, cosa che non accadeva fin dai tempi di For Those About To Rock e buona parte del merito va al singolo di enorme successo che risponde al titolo di Thunderstruck, brano dal giro di note inziali memorabile che fece breccia nei cuori dei rocker di tutto il mondo abitato. Ma la rinnovata vena creativa del gruppo traspare anche da tanti altri brani presenti su questo grande disco, brani come Are You Ready, Fire Your Guns, la stessa title track ed anche la bellissima per chi scrive Moneytalks, col suo ammaliante ritornello e con quel gran giro di chitarra,vero specchio della società contemporanea che tutt’ora ci circonda in una nube fatta di materialismo latente.

Anche il video clip di Moneytalks era una delle cose più godibili in assoluto quando ti capitava di vederlo in tv (ricordate la cascata di dollari con l’effige della band dopo l’assolo centrale di Angus Young? Che figata!); The Razors Edge riportò gli AC/DC sotto i riflettori dell’ambiente del rock duro, fatto di copertine dedicate a loro sulle riviste, interviste, show telesivi, mentre il tour seguente si dimostrò essere uno dei più seguiti della loro carriera. Un plauso va fatto anche alla produzione curata da Mr. Fairbairn, decisamente migliore di quella dei fratelli Young (vedi Flick Of The Switch e Fly On The Wall) capace di dare il giusto appeal al sound della band che mai risulta banale o ripetitivo. Uno dei dischi degli AC/DC da avere assolutamente, uno di quei dischi che anche se non si considerano storici sono in grado di far salire l’adrenalina in corpo, ascolto dopo ascolto. Impossibile rimanere inermi davanti a bordate rock come quelle contenute nei brani sopracitati o in altri come Got You By The Balls, Mistress For Christmas o la conclusiva If You Dare. Andate a recuperare la vostra copia di questo lavoro e infilatela nel vostro stereo e vedrete che il rock genuino degli AC/DC vi accompegnarà dappertutto.

Autore: AC/DC Titolo Album: The Razors Edge
Anno: 1990 Casa Discografica: Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 8
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcom Young – chittara, cori

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, cori

Chris Slade – batteria

Tracklist:

  1. Thunderstruck
  2. Fire Your Guns
  3. Moneytalks
  4. The Razors Edge
  5. Mistress For Christmas
  6. Rock Your Heart Out
  7. Are You Ready
  8. Got You By The Balls
  9. Shot Of Love
  10. Let’s Make It
  11. Goodbye & Good Riddance To Bad Luck
  12. If You Dare
26th giu2012

AC/DC – Blow Up Your Video

by Gianluca Scala

Blow Up Your Video venne pubblicato nel 1988 e dal punto di vista prettamente commerciale riuscì a risollevare in parte le sorti della band vendendo nettamente di più rispetto ai suoi due predecessori. Aveva dalla sua due autentici assi nella manica, stiamo parlando dei due grandi singoli di enorme successo Heatseeker e sopratutto That’s The Way I Wanna Rock’n'Roll, che grazie anche ai due riuscitissimi videoclip decollarono nelle classifiche di mezzo mondo, anche se l’album non fu esente da critiche. In particolare molti lamentarono un declino nelle performance vocali del singer Brian Johnson e dell’eccessiva presenza di brani considerati troppo modesti. Va segnalato anche il momentaneo abbandono del chitarrista Malcolm Young che dovette lasciare la tournée di supporto all’album per essere ricoverato in una clinica al fine di curare la sua dipendenza da alcol e droghe che aveva preso una piega assai pericolosa per l’equilibrio della band stessa. Venne sostituito dal nipote Steve Young in modo da proseguire con le date del tour che erano state fissate in Nord America in quello stesso anno. Comunque sia, il disco era ed è secondo chi scrive un buon prodotto musicale che non si discosta più di tanto dal cammino intrapreso all’inizio degli anni ’80, grazie a brani molto validi come la vulcanica Kissin’ Dynamite, le potenti Nick Of Time e Ruff Stuff, canzoni dall’appeal inconfondibile e con il trademark della band ben in evidenza.

Dopo la mediocrità dei due album precedenti dicevamo, sopratutto Fly On The Wall, gli AC/DC riuscirono a nostro avviso a cambiare direzione ottenendo anche un buon successo commerciale e di critica, grazie anche ad una produzione stavolta migliore ad opera del duo Harry Vanda e George Young capaci di dare un tocco in più ai brani del disco che risultarono essere più ispirati del solito. Blow Up Your Video servì ancora una volta a tenere alto il nome della band che due anni dopo riuscirono a pubblicare il disco che li rimise definitivamente in cima al gotha dell’hard rock, ma di questo ne parleremo nel prossimo episodio.

Autore: AC/DC Titolo Album: Blow Up Your Video
Anno: 1988 Casa Discografica: Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 6,5
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, voce

Simon Wright – batteria

Tracklist:

  1. Heatseeker
  2. That’s The Way I Wanna Rock’n'Roll
  3. Meanstreak
  4. Go Zone
  5. Kissin’ Dynamite
  6. Nick Of Time
  7. Some Sin For Nuthin’
  8. Ruff Stuff
  9. Two’s Up
  10. This Means War
19th giu2012

AC/DC – Who Made Who

by Gianluca Scala

È doveroso aprire questa parentesi nella discografia degli AC/DC che non è nemmeno piccola nei suoi contenuti. Who Made Who infatti non è un album vero e proprio e tanto meno una semplice raccolta di successi: pubblicato nel 1986 come colonna sonora di un film tratto da un romanzo dello scrittore americano Stephen King (Maximum Overdrive, in Italia la pellicola è conosciuta col titolo Brivido), lo stesso King si prese il compito di selezionare le tracce che voleva apparissero sull’album, a cui la band aggiunse tre brani inediti che vennero scritti in quel periodo, probabili outtakes del disco precedente. Quindi questo Who Made Who risulta essere un disco davvero singolare che raccoglie perlopiù dei vecchi brani della band che furono di notevole supporto al non eccelso film come ben dimostrano le ragguardevoli vendite dell’album nel mondo. Da veri maestri delle vigorose schitarrate e dei ritmi heavy, la band aveva perfezionato la sua abilità in campo metal durante gli anni’70, costituendo una valida alternativa dal suono crudo e rauco al più levigato A.O.R. (American Oriented Rock) dell’epoca.

Quindi in un certo senso Who Made Who rappresenta un’ottimo riassunto della carriera degli AC/DC fino a quel momento attraverso i brani più acclamati della band nei loro concerti, pezzi come You Shook Me All Night Long e For Those About To Rock (We Salute You). Anche il nuovo materiale non era da meno e la canzone che dà il titolo all’album dimostra che nel campo di corrente della band scorreva ancora molta energia. Detto questo si può considerare Who Made Who un’eccellente raccolta di brani vecchi e nuovi e di tesori riscoperti, che al tempo della sua pubblicazione fece centro con le sue sei e dico SEI milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Autore: AC/DC Titolo Album: Who Made Who
Anno: 1986 Casa Discografica: Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 7
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso

Simon Wright – batteria

Tracklist:

  1. Who Madewho (inedito)
  2. You Shook Me All Night Long
  3. D.T. (inedito)
  4. Sink The Pink
  5. Ride On
  6. Hells Bells
  7. Shake Your Foundations
  8. Chase The Axe (inedito)
  9. For Those About To Rock (We Salute You)
12th giu2012

AC/DC – Fly On The Wall

by Gianluca Scala

Fly On the Wall è sempre stato considerato da una parte della critica come il disco della rinascita musicale degli AC/DC dopo il tonfo del precedente Flick Of The Switch, mentre invece tanta altra gente considerò l’album l’ennesimo passo falso della propria carriera, visto che non sollevò le loro sorti commerciali e come il precedente album in studio mostrò la fase di flessione dal punto di vista creativo che la band stava attraversando. Anche il missaggio non era dei migliori, ancora una volta la produzione venne curata dai due fratelli Young (e forse a parere di chi scrive una produzione esterna avrebbe fatto comodo) anche se comunque non tutto il materiale che venne pubblicato era da bocciare senza mezzi termini, anzi. Ma procediamo con la nostra storia con ordine. Gli AC/DC prima di rinchiudersi nuovamente in studio per la lavorazione di Fly On The Wall diedero alle stampe una mini-raccolta che conteneva cinque brani inediti dell’epoca di Bon Scott, 74 Jailbreak. Lavoro fatto uscire a detta della band “per fare riscoprire le origini della band allora ignote ai più e per fare un piccolo omaggio ai nostri fan”. Fu anche l’album che fece esordire ufficialmente alla batteria Simon Wright, inglese di nascita classe ’63 che in seguito andrà a suonare anche nella band di Ronnie James Dio e nei Rhino Bucket, dato che qualche tempo prima era stato scelto come sostituto momentaneo di Phil Rudd, che aveva abbandonato la band durante le registrazioni dell’album precedente.

Fly On The Wall venne dato alle stampe nel luglio dell’85 e risultò esserre un disco che cercava di cavalcare l’onda del rock da arena: in quel periodo c’erano una miriade di band che divennero famose perchè riuscivano ad accapparrarsi le simpatie del pubblico grazie a canzoni in grado di scalare velocemente le classifiche, brani così orecchiabili che tutt’ora vengono chiamati rock anthems, e che venivano cantati all’unisono dai fan scatenati durante i concerti tenuti per l’appunto all’interno di arene sportive, sopratutto negli U.S.A. E così che si possono definire canzoni come la stessa title track in apertura del disco, contraddistinta da una grande e roboante intro di chitarra, insieme ad altre canzoni di discreto livello come Shake Your Foundations, First Blood, Danger e la mitica Sink The Pink, uno dei pochi brani salvabili dell’intero lavoro. Per il resto dicevamo appunto che il materiale composto per questo disco è da rock-arena, con cori insopportabili (passatemi il termine): le parti migliori sono quelle in cui prevalgono i passaggi strumentali sulla voce di Brian Johnson o comunque si trovano nel mestiere dei fratelli Young.

Non mancano brani capaci ancora di riff accattivanti come Send For The Man o Playing With Girls, se non fosse per Danger che contiene le solite frastagliature di chitarra. Ci sarà da aspettare qualche anno per rivedere la band nella forma più smagliante e rockeggiante di inizio decennio, con canzoni in grado di far risalire uleriormente le quotazioni di preferenze della band, che comunque negli anni è sempre stata capace di regalare concerti memorabili costruendosi una buona e massiccia reputazione in campo hard rock.

Autore: AC/DC Titolo Album: Fly On The Wall
Anno: 1985 Casa Discografica: Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 6
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, voce

Simon Wright – batteria

Tracklist:

  1. Fly On The Wall
  2. Shake Your Foundations
  3. First Blood
  4. Danger
  5. Sink The Pink
  6. Playing With Girls
  7. Stand Up
  8. Hell Or High Water
  9. Back In Business
  10. Send For The Man
05th giu2012

AC/DC – Flick Of The Switch

by Gianluca Scala

Gli AC/DC dopo il buon successo commerciale ottenuto con For Those About To Rock We Salute You, album acclamato sia dai fan che diventavano sempre più numerosi con il passare del tempo, e soprattutto dalla critica che riconosceva loro il ruolo di gruppo di culto in ambito hard rock, decisero di dare una sterzata alla situazione che si era creata; il tutto avvenne in modo del tutto inaspettato, licenziando praticamente quasi tutto il loro staff tecnico a partire dal produttore John Lange, che li aiutò non poco ad ottenere quel sound vincente con i precedenti lavori, a cui era stata data la colpa di avere dato troppa morbidezza al loro sound alleggerendolo fin troppo, ed addirittura il manager stesso della band. Decisero così di autoprodursi l’album a cui stavano lavorando, ma la scelta non si rivelò per nulla azzeccata, ci fu un generale calo nella qualità del suono ed i brani scritti risultarono poco ispirati. Infatti Flick Of The Switch risulta essere il lavoro meno riuscito di tutto il catalogo della band, nonostante ci siano buoni spunti qua e là sparsi nell’album: tra i brani più riusciti oltre alla title track si può salvare la potente ed orecchiabile Rising Power che troviamo in apertura del disco, la travolgente Guns For Hire e le potenti This House IS On Fire ed Bedlam In Belgium, forse il brano più ben articolato e vicino al loro classico stile. Per il resto è impossibile non accorgersi della mancanza quasi assoluta di riff assassini e delle ritmiche a cui ci avevano abituato coi lavori precedenti, che forse proprio perché irrangiungibili erano difficili da riprodurre.

Anche il diavoletto Angus Young non dà l’apporto giusto fatto di assoli al fulmicotone e con trovate geniali che di solito erano presenti negli altri album. C’è da segnalare anche nelle note negative del periodo il fatto che il batterista Phil Rudd lasciò la band durante la registrazione di questo album, salvo tornarci parecchi anni dopo per registrare con i vecchi compagni l’album BallBreaker. Complessivamente questo Flick Of The Switch avrebbe secondo chi scrive meritato maggior concentrazione da parte dei fratelli Young in fase di scrittura, i brani sembra non vedano l’ora di finire (solo due canzoni su dieci superano i quattro minuti di durata) e salvo qualche spunto originale finiscono per assomigliarsi l’un l’altro. Bisognerà attendere l’uscita del lavoro successivo per ritrovare la band ai livelli molto più consoni alle loro reali capacità compositive, un lavoro che li riporterà momentaneamente nell’olimpo del rock’n’roll, ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.

Autore: AC/DC Titolo Album: Flick Of The Switch
Anno: 1983 Casa Discografica: Atco Records / Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 5
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, voce

Phil Rudd – batteria

 

Tracklist:

  1. Rising Power
  2. This House Is On Fire
  3. Flick Of The Switch
  4. Nervous Shakedown
  5. Landslide
  6. Guns For Hire
  7. Deep In The Hole
  8. Bedlam In Belgium
  9. Badlands
  10. Brain Shake
29th mag2012

AC/DC – For Those About To Rock We Salute You

by Gianluca Scala

Eccoci giunti al nostro appuntamento con il rock’n'roll, stavolta parleremo del disco che gli AC/DC pubblicarono nel lontano 1981, ossia For Those About To Rock We Salute You, l’album successivo al grande successo Back In Black. Dopo un travagliato periodo passato in uno studio di registrazione a Parigi, la band ritornò con un disco di fattura abbastanza buona per tenerli in classifica, questo grazie anche a brani molto riusciti come la stessa title track insieme ad altre piccole gemme hard rock. Fu decisamente un grandissimo risultato, per una band che aveva avuto la sfortuna di perdere il suo leader, riuscire a superare questa fatalità diventando ancora più famosa rispetto a prima della morte di Bon Scott. L’album proseguì semplicemente sulla scia di questo successo carico di canzoni roboanti e molto belle come I Put The Finger On You, Let’s Get It Up e C.O.D.. In quel momento Brian Johnson era al suo secondo disco con gli AC/DC e si era perfettamente calato nella parte del leader contribuendo con la sua potenza vocale a dare il tocco magico a questo lavoro. In tema con il titolo dell’album è la copertina con il cannone in evidenza ed i colpi di cannone che seguivano i versi finali della title track divennero un ingrediente immancabile durante le esibizioni live della band e il brano in sé divenne un classico dei loro concerti.

Questo disco fu un altro esempio di granitico rock a base di riff memorabili abbinati a ritornelli azzeccati a pennello, funzionale come sempre, anche se leggermente inferiore ai due capolavori che lo precedettero. Ma comunque sempre un lavoro di ottima fattura, con canzoni vibranti come una frusta, giri di basso precisi ed incisivi e con un Angus Young in gran spolvero che sciorina assoli di chitarra sempre di pregevole calibro rock’n'roll. Assolutamente da ricordare un brano come Night Of The Long Knives, già carico fin dalle prime note, grandi riff di chitarra, Brian Johnson con quella voce marcia ed allo stesso tempo così melodica e con l’ennesima prova chitarristica del buon vecchio Angus Young, come sempre impeccabilmente grandioso. For Those About To Rock We Salute You divenne il commiato dai loro fan al termine dei loro concerti che a colpi di cannone salutano ancora oggi le platee di tutto il mondo, e se mi passate la battuta, che mondo sarebbe senza gli AC/DC?

Autore: AC/DC Titolo Album: For Those About To Rock We Salute You
Anno: 1981 Casa Discografica: Atlantic Records
Genere musicale: Hard Rock Voto: 9
Tipo: CD Sito web: http://www.acdc.com
Membri band:

Brian Johnson – voce

Malcolm Young – chitarra, voce

Angus Young – chitarra

Cliff Williams – basso, voce

Phil Rudd – batteria

Tracklist:

  1. For Those About To Rock (We Salute You)
  2. Put The Finger On You
  3. Let’s Get It Up
  4. Inject The Venom
  5. Snowballed
  6. Evil Walks
  7. C.O.D.
  8. Breaking The Rules
  9. Night Of The Long Knives
  10. Spellbound
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