Napoli Centrale – Qualcosa Ca Nu’mmore
Terzo ed ultimo capitolo, prima della lunga pausa che durerà fino al 1992, targato Napoli Centrale. Abbandonato sia il mood naif del primo omonimo lavoro sia l’eccessivo perfezionismo del secondo Mattanza, Senese e Del Prete affrontano pieni di dubbi ed incertezze il terzo album. Rodati da continue tournée il gruppo doveva decidere se abbandonare le tentazioni progressive del primo periodo, continuare con il discorso fusion abbozzato nel secondo o tentare strade nuove, financo distruggere il progetto. Rimaneggiata nuovamente la formazione, con l’ingresso del nuovo bassista Ngtù Mabula (probabilmente un giovane Pino Daniele in incognito), vengono finalmente alla luce le idee musicali: pur senza abbandonare il prog, il progetto unitario del duo Senese/Del Prete rappresenta un viaggio purificatore nelle acque e tradizioni che si rispecchiano nel mediterraneo, fuori dalla gabbia del sempre crescente pop italiano (ormai nella società italiana incombeva il riflusso e gli edonistici anni ’80 erano in agguato). Purtroppo il disco ormai esce quando il gruppo non esiste più. Da lì a poco Senese seguirà Pino Daniele nella sua carriera solista, diventando a sua volta uno dei protagonisti del filone Neapolitan Power, per poi dare anche alla luce tre buoni album jazz rock a suo nome.
Qualcosa Ca Nu’mmore si presenta con una copertina molto particolare: una cornice di uno specchio senza il vetro. Un oggetto dunque apparentemente inutile, privo di ogni sua funzione ma in realtà carico di significato. Abbiamo detto che il gruppo era ormai finito e il dinamico duo lo sapeva perfettamente. Quale migliore occasione per guardarsi in uno specchio rotto cercando il futuro? Il disco si apre con O Nemico Mio. Dure percussioni scandiscono un tempo sghembo, rotto, sul quale si stagliano i duri versi di Senese, una dichiarazione di guerra contro chi lo ha tradito. La frase “Lo vedi? Sono stato buono” (traduciamo dal napoletano) si ripete più volte confermando il tradimento “…mi convincesti e dalle mie carni nacque Cristo” fino alla beffarda conclusione “…sono stato bravo…ma ora mi sono rotto il cazzo”. Dopo questo assolo batteria-voce parte il brano con una scansione ritmica molto violenta soprattutto grazie al Mitch Mitchell d’oltreoceano Franco Del Prete. Napoli chiama Harlem, Miano (quartiere di origine dei due) chiama il Bronx. Otto minuti senza respiro. Segue O Specchio Addò Me Guardo strumentale con una bella linea di basso (bravo Ngtù… o Pino?) e influenze partenopee che si stagliano dal tema principale. Può ricordare la vecchia Pensione Floridiana dal primo, fantastico, album. La title track Qualcosa Ca Nu’mmore è la terza traccia. Un pianoforte malinconico fa da tappeto agli aspri sassofoni di James, con la batteria che assume un tempo marziale portando il brano alla sua naturale conclusione. Un’altra grande strumentale.
Entra il capolavoro del disco A Musica Mia Che R’è. James dialoga con se stesso tra le sue urla e il suo sassofono torturato, devastato. È una dichiarazione d’amore per quella musica tanto cercata, tanto inseguita, “…lo specchio dove mi guardo”, mezzo sangue come il suo autore. Coltrane dove sei? James ti sta chiamando! A Musica Si Tu è una ennesima strumentale. Ennesima ma sempre di alta classe. Chiude l’album Nun Song Na Vacca: canto di protesta simile al vecchio Campagna. I Napoli Centrale non sono vacche che abbassano la testa, davanti al macello, pronte a morire e lo hanno dimostrato. Anche in questo brano i sax di Senese, sempre aiutati dall’ottima sezione ritmica, rappano, parlano, ragionano, sapendo che un’epoca si è chiusa. Addio anni ’70, benvenuti lustrini anni ’80.
Piccola nota: il disco è praticamente introvabile nel supporto cd. Fu ristampato intorno la metà degli anni ’90 dalla Ricordi e da allora è fuori catalogo. Inutile dire che si trova nel campo dell’usato, anche se ormai è molto raro, ma a qualche fiera del disco lo si trova. Più semplice da trovare è il vinile, che ogni tanto salta fuori su ebay. il prezzo non dovrebbe superare i 40 €.
| Autore: Napoli Centrale | Titolo Album: Qualcosa Ca Nu’mmore |
| Anno: 1978 | Casa Discografica: Ricordi |
| Genere musicale: Progressive | Voto: 9 |
| Tipo LP | Sito web: http://www.jamessenese.it |
| Membri band:
James Senese – sassofoni, voce Franco del Prete – batteria, percussioni Ngtù Mabula – basso Pippo Guarnera – piano acustico, Hammond C3 |
Tracklist:
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